Chiacchiera del vicolo
GDR 2 – Sessione 7/8
“La famiglia Ishar & L’abominio”
12 di Mekonor 1415 Emnotork
Articolo di Alendir, lo spettro

Il viaggio di una parte dell’ordine del Lossodonte è stato propiziato da molteplici ragioni. La tregua tra Ser Arwald Tharos e Malyniria ha concesso di riaprire alcune tratte commerciali e alcuni contatti preziosi. Il drago vuole sapere che cosa accade fuori dai propri confini e così il possente Drakidion ha condotto la compagnia presso Porta del Gelo, per rinverdire i rapporti con Mork che ha conquistato il trono anche grazie all’aiuto delle truppe del Drago delle Foreste; per recarsi alle 5 città ed in particolare a Wikka, dove Growlien vuole intraprendere la via per diventare “Signore dei Lupi” ed in ultimo, ma non meno importante, per stringere i legami con Darren, il metamorfista, all’oggi consigliere di Mork a Porta del Gelo.
Il viaggio: da Pian del Sole alla Stamberga di Pitt Sud




Il viaggio si preannuncia più lungo del previsto, dato l’itinerario che mira a stare più lontano possibile dai confini presieduti da Ser Arwald Tharos allo scopo di tenersi lontani da spie e paggi del lich che potrebbero intuire gli intenti in campo di politica estera del drago delle foreste.
La prima tappa, appena al di fuori dei confini della Foresta di Valenium è proprio la Stamberga di Pitt, ma i nostri eroi non fanno in tempo a mettere piedi al di fuori della propria patria che incappano davanti ad un abominio. Le creature lasciate per difendere quello che un tempo era definito il Dono di Prescott sono teatro della curiosità di Ivar il druido che ha raccomandato Zahira di indagare a riguardo.
Trovarsene uno lungo la strada però non è sufficiente a comprendere queste immense creature e pertanto il gruppo continua fino ad imbattersi nella Stamberga di Pitt. Erbert Pitt, il fratello minore della famiglia Pitt, è un vecchiaccio attempato con più vino che sangue a scorrere nelle vene e un pugno di fiducia nel mondo. Ha un sorriso contagioso, con qualche dente mancante a cui tuttavia non si fa caso. Tra un bicchiere e l’altro di Rumbaspina, una birra locale che mi sento di raccomandare caldamente, parla del suo amico Ron “Piede Lesto”, di come se la sia vista brutta contro un abominio e del suo legame con un ragazzo formidabile arrivato da poco alla Stamberga e coccolato da tutti per le sue grandi doti magiche. Il ragazzo si chiama Marcellus “Marce” Essey ed è un mago. Aveva ottenuto l’apprendistato magico presso la torre dell’Elettrofuoco di cui la reggente è Elaya Delroy, ma quando la guerra è scoppiata all’interno della città Elaya ha preferito evitargli morte certa. Il ragazzo conosce i rudimenti della magia e ha cominciato a dover pensare per suo conto E’ riuscito a sopravvivere senza grandi difficoltà nel dono di Prescott ed è arrivato presso la stamberga per studiare meglio gli abomini, uno in particolare è diventato suo amico!
Zahira non si lascia sfuggire l’occasione di fare amicizia con Marce e di instaurare con lui un buon rapporto. La Stamberga di Pitt è un piccolo orizzonte degli eventi, accadono sempre le stesse cose e Marcellus, seppur in un primo momento reticente, accetta di seguire la compagnia in modo da fare più esperienza. In cambio di questo apprendistato alla vita, per così dire, Zahira ottiene preziose informazioni sugli Abomini ed in particolare sul suo amico che incontrano di lì a poco.
L’abominio in questione si fa avvicinare da Marce e non attacca. Zahira ha modo di provare la sua teoria, qualcosa che gli era venuta in mente e che nessuno stranamente aveva mai provato:
La rivelazione:
La pietra Obscuria trovata nelle cave dei Troll di Haigot ha il potere di assorbire la corruzione intorno a sé. Zahira decide di piazzarla vicino all’abominio che pian piano scopre i suoi colori verdi raggianti al di sotto dello strato nero della corruzione magica. Zahira scopre la razza da cui è partito Siroune per creare gli abomini. Si tratta dei metà-alberi, originari della foresta della vita. Il metà albero non ricorda il suo nome, non ricorda niente, ma la prima cosa che chiede è: “Dov’è Siroune?” come se non avesse consapevolezza del fatto che Siroune sia passato a miglior vita, come se avesse vissuto in un ciclo ripetuto di azioni impostagli da qualche incantesimo e la sua coscienza fosse rimasta bloccata ad un altro momento, mille miglia lontano da quello che ha fatto tutti i giorni negli ultimi 15 anni: proteggere il Dono di Prescott e i suoi segreti.
Il metà-Albero si allontana dal gruppo diretto alla Foresta dei Viventi, Zahira e la compagnia sono contenti di avere scoperto qualcosa in più sugli Abomini.
Marce Essey aggiunge che loro fanno sempre lo stesso giro intorno ad un dato punto, nel caso di questo suo “amico” il punto centrale è proprio la Stamberga di Pitt. La compagnia ha tante cose da fare, ma registra l’informazione per il futuro e continua a marciare verso Porta del Gelo.
Il viaggio: Dalla Stamberga di Pitt alla baronia degli Ishar
Il viaggio continua di buon grado, molte sono le carovane che si incontrano lungo la via. Mercanti provenienti dagli angoli più disparati del continente sono rimasti in attesa delle aperture delle porte di Numasor. La guerra che si combatte all’interno è conoscenza di pochi, anche se la notizia comincia a passare dall’ufficioso all’ufficiale. Presso il maniero Ishar, un ex baronia da tempo dimenticata si sono raccolti diversi mercanti che hanno formato un vero e proprio accampamento.
Sono passati mesi da quando avrebbero dovuto entrare a Numasor e si sono ritrovati a far da compagni ad alcuni elementi dell’ordine dell’enciclopedia nobiliare di Emnotork che erano arrivati in loco con ben altre ragioni. Gilderoy Saffan è a capo della spedizione e vuole recuperare quanto più possibile della storia di questo luogo e dei loro possessori, la famiglia Ishar.
La compagnia si presta ad un indagine e viene a scoprire diverse cose: La famiglia Ishar era stata definita “Dei maledetti”. Erano i soli su Emnotork capaci di lanciare delle maledizioni che interessavano un intero albero genealogico, passando di padre in figlio, o comunque al parente più prossimo senza sosta. Tra gli Ishar illustri, figura Teodor Ishar, anche detto il Cronomante, colui che quasi 500 anni fa si rese protagonista della guerra contro Hoffback il demiurgo, guerra che perde nonostante avesse il controllo del tempo.
Le maledizioni più potenti degli Ishar sono tre e vengono ritrovate intatte in una pergamena scritta con un codice familiare illeggibile, oltre a questo, Drakidion e compagni trovano curiosa la campana disposta su una delle torri del decadente maniero. La campana è presente, ma soltanto a metà e la leggenda dice che l’altra metà sia nascosta non si sa bene dove e che quando questa verrà ricongiunta con la prima, gli Ishar torneranno.
Zahira tra un investigazione e l’altra, fa della condotta indicatole da Malyniria, il suo dovere. I mercanti e i lavoratori che sostano qui hanno bisogno di aiuto e di speranza e nelle preghiere rivolte al Drago e ad Okna trovano l’una e negli aiuti di vivere l’altra. Il numero di devoti in Okna, aumenta.
Le informazioni trovate sul Cronomante e sugli Ishar vengono memorizzate e la fortuna vuole che tra gli accampati presso l’ex baronia, vi fossero tre elfi raminghi tra i quali Alunet, dell’antica stirpe degli Shava. Alunet porterà le informazioni trovate dalla compagnia al Drago Malyniria.
Porta del Gelo è vicina, ma nuove sorprese sono disposte lungo il cammino.
Alla prossima puntata
Segui tutte le cronache di Alendir, lo spettro:
Il Destino del Conte Rocciamare (GDR 19)
La Compagnia del Lossodonte e i Molossodonti (GDR 2)
Il Gigante e i Goblin (GDR 1)
Una risposta
Se passate dalla foresta dei viventi portate a Joao (il reggente) cari saluti di Garret 4 Corde!.