La compagnia del Lossodonte e i Molossodonti – Sessione 9

Chiacchiera del vicolo
GDR 2 – Sessione 9
“Il caso D’avrè ”
25 di Mekonor 1415 Emnotork

Articolo di Alendir, lo spettro

Porta del Gelo, Capitale del Nord

Porta del Gelo può essere una città ostica e ancor di più può esserlo la via che conduce alla capitale del nord. Avevamo lasciato la compagnia presso la Baronia Ishar, dove già diverse rivelazioni impensabili erano venute fuori, ma proprio a poche ore da Porta del Gelo, lungo il sentiero dei fratelli Cordardi, la storia della Torre Vedetta disposta proprio sopra una collina che precede il Ghiaccio di Misha, è venuta a galla.

Ricorderete che alla partenza da Pian del Sole, Growlien aveva studiato un percorso che si allontanasse il più possibile da possedimenti odierni e passati di Ser Arwald Tharos. Il lich non deve sapere nulla riguardo alla politica estera di Malyniria e l’ordine del Lossodonte rappresenta la volontà del drago delle foreste, conoscerne gli spostamenti può voler dire indovinarne i pensieri. Purtroppo lungo il percorso dei fratelli codardi è inevitabile, proprio al fine di raggiungere Porta del Gelo, transitare sotto la torre di Sashel che un tempo era sotto la diretta sorveglianza di Ser Arwald Tharos e di una strega di cui si ignora il nome.

La Torre al momento è abbandonata, ma la guerra si è chiusa da poco e sono stati giorni in cui l’attenzione verso quello che era al di là delle mura è venuta meno. Non è un caso che un cacciatore di Streghe, che ormai vive presso la Locanda dei Mille Volti a Porta del Gelo, abbia eliminato la strega al posto delle truppe di Mork che erano affaccendate nella ricerca ai vampirizzati. Il cacciatore di Streghe si chiama Edwin D’avrè e in attesa di nuovi compiti sta intraprendendo la carriera di Bardo. Racconta le sue avventure ogni sera presso la locanda e ha anche un discreto pubblico.

La compagnia del Lossodonte, entrata a Porta del Gelo, viene a sapere tutte queste cose abbastanza rapidamente, dato l’alloggio proprio presso i Mille Volti, nel quartiere dell’Alba, non lontano da Castelvecchio. La curiosità prende un poco il sopravvento e qualcuno finisce per sentire le storie di Edwin e comincia ad interessarsene e ad impelagarsi in qualcosa che fino a poco prima non poteva toccarli in alcun modo.

La compagnia è venuta a Porta del Gelo per due ragioni, la prima è riallacciare i legami con Mork, il nuovo re e la seconda è conversare con Darren, al fine di avere informazioni utili a Growlien che vuole diventare punto di riferimento per il nord, acquisendo la carica di “Signore dei Lupi”.

La locanda dei Mille Volti

L’udienza con Mork e Darren è alle porte, i rapporti con Malyniria sono ottimi e di certo il re non sogna neppure di negare l’udienza all’ordine del Lossodonte, ma ci vorrà comunque qualche giorno, tanto ne vale usarlo per conoscere meglio la città che è tanto cambiata sotto l’influsso di Mork.

I Quartieri nuovi che sono nati sono principalmente due:

Tocco di fata e Picco di Ferro

Il primo ospita una comunità che non è stata ancora legiferata presso Porta del Gelo. Le fate un tempo vivevano presso il Bosco della Stella Nera, ma con l’avvento di Ser Arwald Tharos parte di queste hanno deciso di cambiare aria. Il lich ha trasformato ogni creatura in non-morta, portando alla luce il loro vero io, come direbbe Ser Arwald. 150 fate della dimensione della mano di un uomo sono approdate a Porta del Gelo e hanno preso per loro un piccolo sotto arco che nasce delle antiche mura della capitale. E’ uno spazio minuto, le loro case sono delle miniature bellissime da vedere per chi ottiene il loro benestare.

Le fate hanno inventato un vero e proprio modo di guadagnarsi da vivere a Porta del Gelo. Chiedono denaro per due servizi:
1. Ricordano ai cantastorie qualsiasi cosa essi possano dimenticare durante la narrazione di una storia, nomi, luoghi e città. I clienti possono anche affidargli parte dei loro ricordi, un modo per dimenticare il dolore o per preservare le gioie provate in una vita. Le Fate del Bosco della stella nera, chiamate anche Oscure, per via della stella dalla quale sono nate, non dimenticano, è una proprietà intrinseca alla loro natura ben diversa da quella delle altre fate di Emnotork.
2. Assecondano le fantasie erotiche dei clienti, facendogli vivere dei sogni nei quali sfogare le loro perversioni.

La trama utilizzata dalle fate è quella del Sogno e la loro rilevanza e giro di denaro ha preso a diventare consistente di pari passo alla nuova civilizzazione imposta da Mork a seguito della fine della guerra. Purtroppo né Darren, né tanto meno l’inquisitore supremo di Porta del Gelo, Jarl Holflinger, hanno avuto modo di dedicare tempo all’aspetto legale che tutto questo comporta.

Picco di Ferro invece è il quartiere degli Uomini-Aquila ed è stato voluto fortemente da Darren che in qualità di Metamorfista e di primario fautore di una città cosmopolita non ha perso tempo, non solo a dare spazio a Picco di Ferro, ma anche a ricostruire il quartiere dell’Alba per ospitare negli esercizi commerciali, le taverne e gli spacci, tutte le razze possibili; motivo per il quale persino Drakidion si sente a casa. La vecchia Porta del Gelo, chiusa nella sua gotica presenza, in valori granitici e austeri, ancora si può sentire sottopelle. L’integrazione razziale è solo all’inizio e ce ne vorrà di tempo prima che tutti si abituino al nuovo andazzo voluto dal re.

Le storie di Edwin D’avrè intrattengono il lossodonte e la sua compagnia e quando narra dell’uccisione della streghe e dei “regali” che gli hanno lasciato, Zahira e compagni non possono fare a meno che essere solidali con il cacciatore di Streghe. Tanti sanno che cosa vuol dire provare la malattia, sentirla risalire lungo le mani e raggiungere organi vitali per poi avvinghiarsi a loro e pian piano spegnerci, un pezzetto alla volta.

La strega lo ha ridotto in fin di vita, scagliando maledizioni e facendo scomparire la sua compagna: un puma gigantesco che per tanto tempo era stato al suo fianco. Tra le chiacchiere di D’avrè qualcosa non torna, parla dell’ultimo colpo inferto alla Strega, ma poi rivela che quando l’ha colpita si è dissipata nell’aria ed è entrata all’interno del medaglione che lui stesso porta al collo.

Le domande si affollano nella mente dell’ordine del Lossodonte, che potere ha il medaglione? D’avrè ha deciso di indossarlo volontariamente o è stato spinto da una forza magica? Ed il puma che ruolo ha giocato nel combattimento?

Altre domande si affollano nella mente di Drakidion dopo aver incontrato un altro viandante ai Mille Volti, si chiama Hernann ed è uno dei combattenti mutaforma più legato a Darren. La forma a cui ha scelto di dedicarsi è quella del cinghiale. Hernann è un caro amico di Edwin ed è preoccupato per lui, vorrebbe che Darren lo ricevesse, ma lo stregone ha rimandato il colloquio più e più volte. La sua attenzione è rivolta alla prigione di Valth e alla caccia ai maghi fuori e dentro Porta del Gelo.

Se d’avrè ha raccontato le sue imprese epiche, Hernann invece racconta l’uomo: tormentato e con l’anima in frammenti talmente piccoli da essere diventati una poltiglia.

Hernann, Il mutaforma: “L’uccisione della strega subito dopo la fine della guerra gli ha ridato un minimo di vitalità, ma temo che Edwin si sia messo alle spalle i suoi giorni felici da quando è finita la relazione con Jacqueline Morau.

I due erano molto innamorati e altrettanto osteggiati. Madame D’esa, la proprietaria del bordello “Il Capriccio Notturno” aveva avvertito diverse volte che la professione di Jacqueline non consentiva amoreggiamenti con pezzenti come D’avrè e per giunta gratuiti!

I due avevano cominciato a litigare, mancavano i denari per vivere quell’amore serenamente, Edwin aveva un buon gruzzolo dopo l’uccisione della strega, ma sarebbe evaporato velocemente e lei era legata alla professione per continuare a tirare avanti. Non trovarono soluzione e si separarono. Fu allora che Edwin cominciò a chiedere colloquio a Darren, voleva diventare un cacciatore al servizio di re Mork, questo gli avrebbe assicurato un rendimento economico meno episodico e concesso di vivere il suo amore. Nella sua mente c’era solo lei.”

La storia rimane nella mente di Drakidion per tutto il tempo, ma la compagnia è stanca, il viaggio è stato lungo, pieno di pericoli. Sono arrivati nelle prime ore del giorno e sono stanchissimi, Drakidion incoraggia D’avrè a fare vedere il suo male a Zahira prima che la notte sopraggiunga e concorda con la compagnia per un bel riposo a seguito di un giro per la città, prima di rivedere il bardo.

Growlien frattanto comincia a sentire nell’aria un odore di buccia di limone, è un ossessione che non sa spiegarsi, ma che registra sottotraccia con i suoi intenti di recarsi al ghiacciaio di Misha per parlare con Zed, il grande cacciatore, altro elemento chiave che potrebbe dargli accesso alla carica di “Signore dei Lupi”. Drakidion inoltre vuole incontrare i Mahlut, suoi lontani cugini.

L’appuntamento di D’avrè non avrà mai luogo, sarà trovato morto nelle sue stanze.

Growlien e il vecchio Siegg si interessano del quartiere delle Fate oscure e cominciano ad investigare, nelle vene del nano scorre il ricordo di quando si improvvisò investigatore presso Harkaris. Il suo fiuto è pronto a colpire nella notte di Porta del Gelo!

La coppia scopre che Edwin era un gran frequentatore e che chiedeva spesso di soddisfare delle fantasie riguardo alla signorina Morau, inoltre pare che vi sia un legame tra il quartiere e la torre della strega, anche se ancora non è chiara la natura. Quello che ricorda Growlien è l’odore della buccia di limone, c’era non lontano dalla torre e c’è anche in città e ci sarà anche quando troveranno morto il buon Edwin. Una traccia da non dimenticare.

Proclamata la morte di Edwin, Jarl Holflinger, supremo inquisitore, fa la sua comparsa e affida in via ufficiosa l’indagine a Drakidion e ai suoi che sono ben lieti a questo punto di accettare. Risolverla potrebbe essere un bel biglietto da visita per l’incontro con re Mork e Darren.

Jarl prende in consegna il corpo di D’avrè e anche il medaglione, in modo tale da metterli sotto analisi. Drakidion e compagnia decidono di recarsi alla Torre e poi al ghiacciaio, vogliono seguire la traccia della buccia di limone e capire meglio il legame tra la torre della Strega e il quartiere Tocco di fata.

Alla prossima puntata
Segui tutte le cronache di Alendir, lo spettro:

Il Destino del Conte Rocciamare (GDR 19)
La Compagnia del Lossodonte e i Molossodonti (GDR 2)
Il Gigante e i Goblin (GDR 1)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *