Emnotork – “La corona del destino”  Sessione 37

Chiacchiera del vicolo
GDR 19 – Sessione 36
“Ritorno a Sartach”
4 di Mekonor 1415 Emnotork

Articolo di Alendir, lo spettro

Alendir, lo Spettro

Chiudere un capitolo della nostra vita ha un sapore dolce-amaro. Ho sempre pensato che fosse più semplice per uno scrittore: mette un punto, cambia pagina e scrive capitolo II. Sembra dannatamente facile, specie per chi legge, ma non è mai così.

9 Corde è morto, ma l’artefatto che lo ha reso quello che era, o che quanto meno ha contribuito, è giusto sottolineare che un artefatto dell’anima induce il suo possessore a perseguire i suoi scopi oltre ogni limite, senza che questi possa provare paura, l’artefatto dicevo, gli è sopravvissuto, è ancora tra noi.

Bello un mondo senza paura: terrificante; ma torniamo un attimo indietro, 9 Corde è morto, ma l’artefatto gli è sopravvissuto e per quanto sia impalpabile e rappresentato solo dal testo “Le 9 Cantiche Notturne” questi ha trovato subito modo di esercitare il suo potere legandosi a Garreth, che d’ora in avanti dovrà stare molto attento a quel che desidera e a quello che suona.

E adesso torniamo indietro di nuovo: bello un mondo senza paura: terrificante; sapete cos’altro è terrificante? Gli oggetti, loro rimangono, noi andiamo via, ma per un momento, vi prego, cerchiamo di dimenticarcene, che ne dite? Com’era? Chiudo il capitolo, metto un punto, vado a capo ed è tutto finito, semplice no?
Ah, ma non è così, vero? La storia di 9 corde, della sua morte e dell’artefatto rimarrà ancora con noi e quando faticherete a prendere sonno stanotte saprete che una delle nove sta giocando con i vostri sogni e vi chiederete, se sia meglio avere paura di realizzarli oppure rischiare di non avere paura per poterli concretizzare e se quel benedetto equilibrio che sta nel mezzo, tra la realizzazione e la frustrazione, quello che sta scoprendo Dezreal abbracciando la religione di Okna, sia effettivamente il perdono di tutti i mali, sia la cosa più umana che possa esistere; o se sia solamente un’altra eterna bugia, così necessaria, da diventare verità.

Punto e a capo

Capitolo II
“La Corona del Destino”

Tornati a Sartach, molte sono le novità venute a galla e molti i visi nuovi nella compagnia di ventura, che sta scegliendo un nome.

Otto ha ancora la sua spasimante. Lize continua ad attendere che un uomo irrequieto sappia togliersi gli stivali e dormire un sonno tranquillo, senza pensare di andarsene altrove, essendo capace di fare una cosa semi impossibile: svegliarsi nello stesso posto e con la stessa donna tutti i giorni, non tediarsi, non impazzire, essere perfino felice, in altre parole essere innamorato. Come potete immaginare Lize aspetterà ancora. Forse comincia a vedere sul fondo di uno dei bicchieri che serve all’amica Gilstel che l’attesa sarà vana e mentre si interroga sul sesso degli angeli, facendo speculazioni senza posa, è un rutto sonoro, una nota che spezzerebbe qualsiasi frivolezza a riportarla al presente. L’esecutrice è di livello ed è un’altra amica di Lize, si chiama Lady Hilda Hurricane, non parla molto, ma uccide e; rutta, come nessuna donna ha mai fatto prima.

Kaspar finalmente ha trovato un brandello di verità sul suo passato oscuro, a servirglielo su un piatto d’argento tre nomi sempre più importanti: Siroune, Katrine dell’acqua e Ajiwa, lo sciamano dello Junkrat che ormai ha abbandonato la sua discepola, Katrine e ha preso sotto la sua ala Kaspar.

Katrine ha riportato in vita Kaspar, che un tempo di sicuro aveva altro nome. Quest’utlimo è morto in una guerra presso il castello Crothander e c’è un intero esercito che Ajiwa in persona vorrebbe riportare in vita: un esercito che ha perso una battaglia sanguinosa tanto tempo fa e che avrà modo di avere una nuova possibilità se solo le 9 corde faranno il loro compito. Ecco che il destino di Kaspar si lega a quello di Garreth

Garreth ha il libro: “Le 9 cantiche notturne” e adesso sa come utilizzarle senza che queste incidano sul suo fisico, dovrà studiare come difendersi dal potere di un artefatto dell’anima, perfino Nathaniel Prescott ci ha messo il suo tempo e sa che a Numasor ci sono informazioni che lui stesso ha utilizzato per salvaguardare il suo corpo dalla “Lanterna delle Ere”. Informazioni preziose, che potrebbero aiutare il buon Garreth a sopravvivere. Frattanto la corruzione ha cominciato ad interessarsi di lui e le dita cominciano a diventare nere e questo lega il suo destino a quello di Gilstel e al reame del “Segno dell’Albero”.

Gilstel è una rappresentante del circolo druidico dei 4 alberi presso la Foresta di Valenium, dove comanda Ivar il druido di Malyniria. Solo lui può curare il male di Garreth e devono fare in fretta. Il destino di Gilstel è legato a quello di Hilda.

Hilda è impulsiva, determinata e ha voglia di fare qualche moneta, ed è per questo che quando gli suggeriscono che Korvar è nelle vicinanze e che 1000 monete d’oro potrebbero caderle in mano e che guarda caso quest’ultimo si muove proprio in direzione della Foresta di Valenium, non può proprio più tirarsi indietro da fare la strada con tutti gli altri.

Joao è diventato il punto di riferimento della nuova torre presso la foresta dei viventi che prende il nome de: “Il cuore dei viventi”

Dezreal incontra Forgiatempo, incontra Mafred Cànder, fratello di Rodrigo e si avvicina ad un nuovo dio, Okna, il dio dell’equilibrio e quale migliore via della conoscenza della natura guidata dall’amore degli elfi in una patria lontana per trovare questo nuovo punto di contatto, tra chi siamo, cosa vorremmo essere e cosa dobbiamo essere.

Vivere è maledettamente difficile per tutti e non sarà un punto a capo, o l’inizio di un nuovo capitolo, a renderlo semplice.

Alla prossima puntata

Segui tutte le cronache di Alendir, lo spettro:

Il Destino del Conte Rocciamare (GDR 19)
La Compagnia del Lossodonte e i Molossodonti (GDR 2)
Il Gigante e i Goblin (GDR 1)

Una risposta

  1. Una sagoma senza volto che stringe una goccia di sangue e un’ascia bipenne e’ il simbolo del dio Okna. Il suo motto e’ “il sangue instillato nutre la vita, il sangue versato nutre la terra”.
    Deazrael, dopo aver incontrato Manfred Cander, ha letto i dogmi di Okna, il dio dell’equilibrio (elemento originario della vita) e sente un afflato che lo avvicina a molti di questi, soprattutto ai seguenti:
    – Esisti per la vita, desisti per il sangue. Cio’ che da’ e toglie la vita e’ parimenti sacro (Dezrael vede questo dogma rispecchiare la sua lotta contro il Male, ad ogni costo, in quanto togliere la vita per tale scopo e’ parimenti sacro come preservarlo);
    – Comprendi la dualita’ dell’ascia bipenne, essa se impugnata rivolge sempre una lama verso se stessi. Non vi e’ mai un nemico peggiore della propria paura. Privatene (Dezrael considera se’ stesso senza paura, nella missione che lo contraddistingue);
    – Venera il Genitore e Onora il Carnefice perche’ entrambi alimentano la nuova vita (Dezrael sa che il togliere la vita puo’ servire a generare ulteriori eventi e salvare altre vite);
    – Porta pace nei conflitti e privati di quelli interiori. L’armonia e’ circolare come il percorso del sangue nel corpo (Dezrael sente la necessita’ di superare il conflitto interiore derivante dal suo passato, dall’aver abbandonato un figlio per seguire la sua strada da Paladino);
    – La vita e’ superiore alla morte poiche’ la seconda non esiste senza la prima (Dezrael e’ convinto che ogni azione debba essere giustificata, anche se la giustificazione puo’ trovarsi nella Vendetta di un torto subito o una ingiustizia osservata).
    Inoltre, i seguaci di Okna cercano in se stessi la forza per elevarsi rispetto alla morale comune, raggiungendo una neautralita’ spirituale in grado di permettere sia di compiere grandi gesti di benevolenza sia efferatezze senza pari. Dezrael vede in questo il cammino consono alla sua storia personale e ricerca interiore…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *