Emnotork – “Il Destino del Conte Rocciamare”  sessione 36

Chiacchiera del vicolo
GDR 19 – Sessione 36
“La morte di 9 Corde”
1 di Mekonor 1415 Emnotork

Articolo di Alendir, lo spettro

Alendir, lo Spettro

Quanto sono lunghe le corde dell’anima? Possono sfilacciarsi, possono spezzarsi?
Possiamo divenire vuoti, tirare a campare un giorno dopo l’altro senza avere dubbi o passioni?
Possiamo sopravvivere alla condizione della vita, rendendo essa stessa un’improba casa all’interno della quale contravvenire ad ogni sua regola, ad ogni slancio vitale? Possiamo?
Quel che mi chiedo in definitiva è: possiamo respirare eppure esser morti?

L’essere vivente dotato di acume può aspirare al divino, cadere nel demoniaco, risorgere e inabissarsi come fa una nave, ed è tutto parte di un viaggio che porta dalla nascita alla morte, un viaggio di cui alcuni non particolarmente interessati al loro peregrinare per questo continente, ciarleranno e con cui si intratterranno nella sottile arte di tirar giudizio il tanto che basti a farli dimentichi dei loro giorni perduti, delle loro scelte mai fatte e del loro vivere senza criterio, che poi è solo un altro modo per respirare ed esser al contempo morti; e in definitiva, sì, l’essere vivente dotato di acume, può tutto, ed è in questa sua forza, in potenza, di realizzare o non realizzare che si basa la sua imprevedibilità, nel suo libero arbitrio.

Così Dezreal, il paladino, si trova davanti a 9 corde e dopo averlo sconfitto deve essere più volte fermato dai suoi compagni per non cedere alla rabbia e fare del suo corpo un mosaico di frammenti includenti, privi di significato, quali invece ne avrebbero a corpo integro, garante di portare i segni di un vissuto singolare, di un susseguirsi di scelte che ne fa senz’altro un uomo che non è stato a guardare, che ha scelto, non ha lasciato la sua nave alla deriva in mezzo al mare, ma l’ha diretta.

Gli scopi per i quali viviamo non dovrebbero essere definiti da scale di valore: Nobili, deprecabili, quanta arroganza nell’innata arguzia di cui ci si arroga diritto e piacere al fine di proclamare un giudizio.

Possiamo noi averne uno per il nostro nemico, 9 Corde? Possiamo davvero ergerci sull’altare della purezza e giudicarlo?

Non mi sono mai fidato degli dei, come dei paladini, chierici, preti campagna e ben pensanti, così come non mi sono mai fidato del rovescio della medaglia, ma quel che so è che Dezreal non ha più un dio a cui votarsi. I voleri di quest’ultimo lo hanno abbandonato per sempre, perché nonostante i suoi compagni abbiano tentato di fermarlo in diverse occasioni, egli ha finito per cedere all’ennesimo gesto d’ira incontrollata.

9 Corde è morto all’interno della Torre di Siroune che presto prenderà nuovo nome e che i nostri eroi sono riusciti a liberare dalla sua presenza e a ricosegnare alle creature che hanno lottato al loro fianco con loro.

Le sorti di molti avrebbero potuto essere ben diverse, ma talvolta è un tiro di dado (Critico) a cambiare la sorte. Kaspar è riuscito dove in molti hanno fallito, è riuscito a pungolare 9 Corde al fine di farlo uscire da dove forse mai lo avrebbero potuto afferrare.

Il combattimento è stato aspro e letale, ma Garreth 4 Corde, ha trovato modo di rendere la fine di questo disperato, più dolce. Grazie ai suoi incanti, Eugenie Deraboux, l’amata di 9 Corde, è tornata, gli ha parlato e lo ha condotto lungo le vie di una morte cheta, nella quale forse alla fine, quest’anima che ha scambiato la dipendenza e l’attaccamento per amore, potrà trovare riposo e pace.

La foresta ha ripreso il suo ritmo vitale e pian piano tutte le creature respirano un’aria benefica, dove finalmente il vento sussurra alle chiome degli alberi che rispondono gaudenti.

Un nuovo ordine nella Foresta dei Viventi sta prendendo piede, Joao rimarrà in loco per divenirne punto fermo, mentre il gruppo di eroi darà una mano di quando in quando.

Non tutto però si è concluso con un lieto fine, purtroppo N’Bug, reggente della Torre Verde, è morto, tirato da una delle corde dell’anima al punto da perdere la vita. Il re senza corona e i bambini mai nati, come non-morti o semplicemente anime nel ciclo delle reincarnazione sono ritornate a Sartach, così che lo squilibrio della casata Rocciamare, tra vivi e morti, possa finalmente concludersi e regalare anni di sereno governo a Leopold e Katrine.

E’ una morte che doveva avvenire quella di 9 corde, si era spinto troppo in là, dove nessuno avrebbe potuto salvarlo, eppure ogni tanto, non posso fare altro che ripercorrere la sua vita e domandarmi: Avrei fatto diversamente al suo posto? Non so darmi risposta.

Qualche punto interrogativo e qualche certezza dei nostri eroi:

  1. Kaspar finalmente viene a sapere chi lo ha riesumato, si tratta proprio di Katrine dell’acqua e dietro di lei vi sarebbe un intento collegato ad Ajiwa il grande sciamano, che hanno scoperto essere vivo e vegeto.
  2. Dezreal tornerà a Sartach senza i poteri del guerriero sacro, ma quanto meno potrà informare il suo ordine di quanto avvenuto a Rodrigo
  3. Garreth torna a Sartach con un libro che spiega come utilizzare le 9 cantiche notturne, oggi nessuna delle quali è legata ad essere vivente o non-vivente, pertanto impossibili da suonare. Inoltre potrà consultare i libri di Siroune per utilizzare un artefatto maggiore senza esserne corrotto come accaduto a 9 Corde di cui nessuno riesce a ricordare il vero nome. Fatto singolare su cui meditare.
  4. Joao sa di doversi mettere a lavoro per sostituire Siroune ed esserne degno erede, si sta imbarcando in una difficile impresa della quale sa poco e niente
  5. Otto ha trovato in questa storia, il ruolo di mediatore e un buon amico in Joao, lo aiuterà senza mettere da parte il suo spirito d’avventura che già gli indica il ritorno a Sartach e poi il viaggio verso Numasor.

Un capitolo si chiude e un altro si apre, cosa attende a Sartach i nostri eroi?

Alla prossima puntata..

Segui tutte le cronache di Alendir, lo spettro:

Il Destino del Conte Rocciamare (GDR 19)
La Compagnia del Lossodonte e i Molossodonti (GDR 2)
Il Gigante e i Goblin (GDR 1)

4 risposte

  1. Dezrael avrà molto da espiare e da fare penitenza, mi sa. Oppure dovrà fare un nuovo giuramento.

  2. Una pietra alle base della torre “il cuore dei viventi” riporta una incisione.
    Leggendo queste parole ad alta voce si sente riecheggiare una musica di pianoforte in tutta la torre, con un ritmo scandito, ripetitivo, accelerato, come un battito cardiaco..

    NOVE CORDE:

    Qui giace 9 corde anima nera,
    Il cui dolore tra le note ancor si sente;
    Amore, dipendenza, ed incertezza vera,
    Per Eugenie, e il suo abbandono di repente.

    Dei funebri notturni la ricerca porto avanti;
    Ai Prescott e ai Dellroy i piedi pestò;
    Su quel cammino erano caduti in tanti;
    Ma tutti e 9 i cantici suonò.

    Per una semplice illusion dette la vita,
    Quella di riabbracciare la sua dama;
    il cuore dei viventi perse a fatica;
    Poi si getto di petto sulla lama.

    Cedette le 9 corde e il necrotico patto,
    E liberato venne il re senza corone
    Ma a suonar quel magico artefatto
    Si è persa la memoria del suo nome.

    By Garreth 4 strings

  3. Dezrael ha fatto prevalere il potere della legge, della retribuzione, rispetto al balsamo della misericordia…non sente piu’ quella luce che lo chiamava sempre ad un agire buono, e’ sempre piu’ consapevole della Sua volonta’ di schiacciare le forze del caos, in modi che siano monito per chi causa sofferenze. Ha pagato per questo. Ora cerchera’ un altra strada. Non ama le forze oscure, non si votera’ a nessun demone…ma solo alla filosofia della violenza per abbattere il male…

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