Emnotork – Gelo e Fiamme – 20.7.23 – Sessione 46

Chiacchiera del Vicolo – sessione 38

“L’inferno degli innocenti”

Dai saggi di Julius Fleurs, lo storico

Le Scaglie d’Argento

Emanuele – Garil McLucianson

Federico – Alarielle Lunargenta

Giacomo – Remos Domini

Mirko – Nikolay delle Atarnora

In questo nostro mondo devastato da guerre e cataclismi ci sarebbero troppe cose da raccontare affinché tutto proceda nella storia allo stesso modo di chi lo ha vissuto in prima persona.

Una di queste vicende in particolare riguarda sicuramente lo scontro che c’è stato tra Kargrand e Vallenera. Era appena passato l’anno 1416 e il gelo intorno alla valle era ormai scomparso, lasciando ampio spazio di manovra alle legioni della Città del Ferro e del Fumo.

Nella nostra storia compaiono sei nomi, ricorrenti a più riprese.

Garil McLucianson, guardia reale di Picco di Kendrath e sacerdote di Weinal.

Alarielle Lunargenta, protettrice di Philotea e sacerdotessa di Okna.

Nikolay, proveniente dalle Atarnora, esperto arcanista e indagatore attento.

Remos Domini, monaco del Monastero del Loto, saggio e paziente oltre che agile combattente.

Norin e Karjan, alcuni degli ultimi rimasti del clan Kuldral, difensore delle terre circostanti le Dita di Vorrath dai demoni che lì vi abitavano.

Uscivano in quel momento dalle Terre dei Padri, dopo aver negoziato una tregua con dei tiefling liberati da Mageddon. Si sa, i concili elfici impiegano mesi per essere completati e non tutti hanno tanto tempo a disposizione. Ad accompagnarli c’era Celeborn, uno dei fratelli di Nikolay, un esploratore talentuoso. È a questo punto che Norin prese una strada diversa. Convinto di poter aggirare il grosso delle truppe e di poter aiutare facendo ricognizione altrove, si divise dal gruppo.

Fu proprio lui ad accorgersi che, durante il viaggio, stavano venendo seguiti, o anticipati, da forze ostili. Li mandò avanti, per premura nei loro confronti, sperando di poter rallentare gli inseguitori e lanciare i compagni verso Vallenera. Ormai, infatti, mancavano soltanto due giorni all’inizio dell’assedio.

Celeborn riuscì a rallentare il grosso delle truppe appiedate, apportando trappole e richiamando a sé gli animali più possenti della foresta, ma non si aspettava certo che i suoi compagni di viaggio venissero presi di sorpresa.

Più avanti, infatti, Kargrand aveva preparato una bella trappola: un tessitore era stato pagato profumatamente per fermare qualsiasi avventuriero fosse passato e tenerlo distratto affinché Verro Boltrag, detto “scannastreghe”, potesse coglierli di sorpresa. Garil e Remos, tuttavia, capirono da subito che qualcosa non andava. Il tessitore si rivelò inefficace nel tenerli occupati e, per questo, pagò il prezzo più alto quando il dardo di un epuratore lo trafisse.

Verro fece iniziare le danze e, ad oggi, possiamo capire perché un individuo del genere non abbia una certa fama positiva a Kargrand. Certamente è un assassino competente, ma non risponde certo ai canoni della capitale per quanto riguarda i suoi ideali. È infido, subdolo e si muove nelle ombre per colpire. Tutte cose ripudiate dalla fede di Vorrath.

Tuttavia, se si vuol fare un lavoro fatto bene, non c’è altra scelta che farlo fare ad un professionista. Ed infatti è proprio quel che accadde: Verro atterrò immediatamente Nikolay, in quanto incantatore. Invocando il sacro potere di Okna, soltanto Alarielle riuscì a ristabilirne la sorte e impedire che finisse all’altro mondo.

Lo scontro prese una piega molto diversa quando le streghe della congrega, avvertite dalla distruzione del bosco limitrofo, accorsero per combattere al fianco degli avventurieri. Verro, costretto a fuggire, si nascose lontano, diventando introvabile.

«La Congrega ricorda quel che avete fatto per noi. La Congrega vi saluta da alleati, Scaglie d’Argento» queste furono le ultime parole della strega più anziana, mentre gli eroici avventurieri scalavano il dirupo che separa la grande foresta dalla Valle.

Neanche accampandosi riuscirono ad avere tregua. Una truppa di cavalleria era stata lanciata al loro inseguimento e le Scaglie furono costrette ad uscire dal bosco senza poter riposare per tendere loro un agguato.

Ed è a questo punto che voglio raccontarvi di come hanno vinto uno scontro che sembrava impossibile vincere aguzzando l’ingegno.

I cavalieri avanzavano scagliando frecce da lontano, per assicurarsi la vittoria ancora prima di arrivare. Nikolay, con le braccia tese nel tentativo di preparare un potente incantesimo, rimase ferito da questa salva. Tuttavia, i cavalieri lo sottovalutarono. Una volta arrivati a portata, dal terreno emerse una gigantesca fiammata e il muro di fuoco si innalzò in un istante, spaventando i cavalli e incenerendo alcuni dei cavallerizzi. Una volta fuori, i soldati ingaggiarono immediatamente battaglia per fermare Nikolay, ma si sbagliavano se pensavano di averla vinta: i suoi compagni, al suo fianco, erano pronti a dare la vita per lui.

Garil, grazie al potere di Weinal, si lanciò alla carica dei più vicini, che vennero spazzati via da colpi di martello e fulmini, tuoni, scariche di energia sacra che investivano il campo e alzavano la terra per la potenza. Per potergli coprire le spalle, Remos accorse immediatamente per lottare con i tre che stavano per colpire Garil alla schiena.

Ci furono risate e grida di scherno nei suoi confronti. Un uomo disarmato contro tre soldati dell’esercito più potente della regione. Eppure, di loro ebbe ragione il monaco, che utilizzando una disciplina sovrannaturale, ne spinse due all’interno delle fiamme.

L’ultimo, pronto a colpire Remos al fianco, venne affrontano in duello da Alarielle. Stocco contro spada. Uno scambio rapido, due o tre scintille tra armi affilate. L’eleganza della giovane Lunargenta fece sembrare il tutto quasi una danza, finché l’arma ereditata dalla sua famiglia non spezzò, in un incontro tra lame, quella del suo avversario. Messo fuori gioco con un colpo secco, la caritatevole seguace di Okna pensò di convertirli, piuttosto che ucciderli e li lasciò legati ad un albero con un messaggio che potesse aiutarli a trovare la serenità.

Giunta l’alba, le Scaglie d’Argento si misero nuovamente in marcia. Stavolta, avvistato del fumo all’orizzonte, capirono cosa era accaduto. E nulla di peggio poteva accadere: il borgo sud di Vallenera stava venendo dato alle fiamme, che ormai avevano divorato ogni cosa, mentre i pochi rimasti, non in grado di fuggire, stavano venendo rastrellati per essere portati via. Tutti i loro possedimenti, gli oggetti preziosi e qualsiasi ninnolo avesse un significato di familiarità, venne bruciato in piazza.

Il rastrellamento fu interrotto immediatamente dal nano di cui abbiamo già parlato: a suon di martello mise in fuga i soldati che stavano portando via un bambino, rimasto probabilmente orfano.

Purtroppo, però, non erano i soldati comuni il vero pericolo. Un’ombra nel cielo, presagio di morte e oscurità, passò sopra le loro teste. Una volta riportati gli occhi alla terra, si trovarono davanti un antico dragonide bianco. Un altro, forse l’ultimo, insieme a Norin e Karjan, sopravvissuto del clan Kuldral. Il suo nome, Urjan, dimostrava un legame con entrambi. Di lui si era parlato a lungo. C’era gente che credeva che fosse morto e redivivo, che avesse abbandonato le terre dei suoi antenati per trovare una risposta. La verità, purtroppo, a volte è più amara e spiacevole di una bella bugia confezionata da qualche scaltro bardo.

Disse soltanto che era arrivata la resa dei conti e che non provava alcun rancore verso le Scaglie d’Argento. Anzi, sarebbe stato fiero di accoglierli tra le fila di Kargrand. Di lasciar andare Vallenera al suo destino, di lasciare che venisse distrutta, affinché potesse rinascere nello splendore di una fede più salda.

Come può immaginare il lettore, non c’era modo se non quello di finire questo discorso in uno scontro, dato che sulla fede, con due chierici nei dintorni, non si discute.

Il primo a far partire il colpo è stato proprio Nikolay, con una bomba di fiamma che ha lasciato tutti di sasso. Lui stesso è rimasto di sasso quando ha visto i quattro cavalieri dell’ordine del Sangue di Drago avanzare oltre la fiammata. Come se non bastasse, i balestrieri hanno tirato nella sua direzione.

Remos era pronto: lanciandosi nel mezzo afferrò al volo uno dei quadrelli che minacciava di uccidere il suo amico mago e lo rispedì indietro, annegando nel sangue il mittente.

Se vogliamo, è stato uno scontro di fedi diverse. Sul campo sono apparse creature di luce, rappresentazioni delle divinità, che hanno combattuto ferocemente. Ma, una volta messi fuori gioco i quattro cavalieri, Urjan si è sentito alle strette.

Con un impeto di rabbia, richiamò il drago rosso.

Planando sulle case distrutte, si lasciò andare ad un potente ruggito che scosse tutta la zona.

2 risposte

  1. Riassunto sublime, non c’è che dire, ma aimeh Remos saggio lo è… ogni tanto…. paziente beh dipende dalle situazioni🤣

  2. Nikolay ogni tanto si fa prendere dalle emozioni. È un mago il che presuppone che sia molto intelligente, ma non è senza sentimenti… E soprattutto NESSUNO DOVREBBE TOCCARE IL SUO FALCO. ADESSO È COSTRETTO AD ADDOMESTICARE UN DRAGO ROSSO

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