EMNOTORK- CRONACHE DI ORLOCH: Il Male della Terra – Sessione 29(30/06/2024)

La Chiacchiera del vicolo,
Miraggi di Velen sud-orientali,
Montagne di ferro,

Montagna Lumestra, Grotte della Vita
Testimonianza di:

Khàl Dràgh Valdràr urth’Eneko,
Araldo della tempesta e Guerriero runico
della Tribù degli Eneko.


Siamo penetrati nelle profondità della terra ed abbiamo oltrepassato quel lago maledetto.
Continuo ad essere perplesso su coloro che sto accompagnando; il mezzelfo è un tipo che agisce a caso e mi è estranea la natura dei suoi pensieri. L’altro mezzelfo, quello con i capelli di cenere, se non fosse protetto da un Dio, gli farei mangiare le orecchie per tanta saccenza. Almeno è utile e le sue parole sono accompagnate da una saggezza che va al di là della mia comprensione. Ciò mi basta; non conosco il suo Dio, ma sempre meglio avere la protezione di un Dio che non averne affatto, soprattutto in un luogo così ostico e buio. Qui le cose non sono come le vediamo. E’ così. Non bastava il lago che ci tramutava in pietra; trappole velenose, stele di pietra enigmatiche e ora, dannati corridoi da cui non riusciamo ad uscire. Ciò mi confonde; odio quando non capisco. Finché si tratta di uccidere qualcosa mi sta bene; è facile, prendo la mia ascia e la uccido. Sanguina, respira, ha un cuore che batte, un cuore da strappare via dal petto e mangiare quand’è ancora caldo. Fin qui andrebbe tutto bene. Invece no; il problema diventa serio quando bisogna affrontare qualcosa che non sanguina, non puoi uccidere e non puoi toccare. Qui bisogna usare la mente. Io ho la mente buona, ma non così buona da capire ciò che non si può toccare. Questo è lavoro da stregoni, sciamani, sacerdoti, gente che ha allenato la mente perché il loro corpo è debole. Gente come il  mezzelfo al servizio di quel Dio chiamato Aenerion. Gente come quello strano umano che conosce i misteri della musica e del canto. Non sono uno stolto; sono consapevole dell’esistenza di varie forme di forza e non tutte provengono dai muscoli. Spero soltanto che questo tipo di forza sia posseduto da qualcuno di loro. Siamo prigionieri, qui, tra questi corridoi. Provo ad imboccarne uno e mi ritrovo ad uscire da tutt’altra parte, ritrovandomi sempre allo stesso posto. Perché? Ciò mi innervosisce. Quelle iscrizioni sui muri sono incomprensibili. Soltanto il mezzelfo sacerdote può leggerli grazie a quei strani aggeggi…come li chiamano? Occhiali. Quegli strani occhiali gli permettono di capire il disegno dei suoni incisi sulle stele di pietra. Parole strane, sembrano scritte da un ubriaco. Non ho la più pallida idea del perché abbia scritto in maniera così incomprensibile, eppure, qualcosa in me mi dice che sia stato fatto apposta per confondere. Nulla è ciò che sembra. Se nulla è ciò che sembra, se bisogna guardare ciò che non guarda con ciò che si guarda…allora che cazzo guardiamo a fare? Come si può guardare qualcosa che non si guarda?…

La Compagnia dello Scudo di Sion:

(MARCO M. è l’alterego di):
Fabian di Collevento,
un mezzelfo originario di un villaggio distrutto dalle forze del Vuoto, ricevendo la salvezza soltanto grazie alla fede riposta nel Dio Aenerion. Divenuto Chierico del Dio del Tempo, ha accettato di divenire la guida spirituale ed il cronista dei Van Anderson, con lo scopo di registrare la storia della famiglia e, nel contempo, servire la comunità secondo i Dogmi del suo Dio.
(MARCO C. interpreta):
Sir. William van Anderson,
questo nobile guerriero psionico è cresciuto nel lusso e le comodità di una vita adagiata ed aristocratica. Riunitosi con suo fratello gemello, da cui si era separato da bambino, combatte per suo padre e la famiglia, ambizioso di ripristinare il nome dei van Anderson e salire al trono di Orloch.
(SERGIO L. nel ruolo di):
Aslan di Grandalbero,
Un mezzelfo ranger cacciatore al servizio della comunità di Grandalbero, baluardo della civiltà e protettore delle terre selvagge.
(MARCO N. interpreta):
Elias “il girovago”,
un Bardo degli Spiriti che vaga per il mondo in cerca di nuove storie da raccontare e di una soluzione che gli permetta di mantenere una promessa fatta a qualcuno da liberare.

METAGAME:

  • La sessione riprende dal capitolo precedente; i PG si trovano nella Grotta della vita, alle prese con un immenso lago sotterraneo capace di trasmutare in pietra chiunque ne tocchi le acque. Sono presenti diverse piattaforme fluttuanti a diverse altezze e distanze, unico modo per attraversare il lago. Alcune piattaforme son fragili, altre sono ricoperte di muschio insidioso e scivoloso. Soltanto alcune, come quelle azzurrine e quelle luminose, sono sicure.
  • Il gruppo passa la maggior parte del tempo nel cercare di attraversare le varie pedane sopra il lago senza finirvi dentro.
  • Ad un tratto arrivano ad un punto in cui per proseguire occorrerebbe raggiungere pedane molto distanti. Per pura fortuna, Fabian si siede in un punto della pedana dove i suoi piedi toccano accidentalmente un ponte invisibile che attraversa il lago. Grazie al ponte trovano l’uscita che li condurrà ad un nuovo tunnel.
  • Qui i PG si trovano davanti un tunnel con le pareti piene di buchi, il suolo pieno di cadaveri oltre i quali c’è una stele di pietra con iscrizioni ed un’uscita.
  • Aslan agisce d’impulso avanzando senza badare alla potenziale trappola, finendo per poco di rimanerci secco assieme a William, che era attaccato a lui per via del fatto che il tunnel fosse completamente buio, sfruttando così la scurovisione di Aslan per orientarsi.
  • Alla fine Elias decide di usare l’incantesimo luce. Fabian nel frattempo trova un paio di occhiali magici che gli permettono di leggere le iscrizioni sulla parete. Grazie alle iscrizioni i PG capiscono che bisogna avanzare carponi per evitare la trappola con i dardi avvelenati.
  • Dall’altra parte i PG analizzano la stele, le cui iscrizioni parlano di come l’umile si inginocchia per trovare la pietra nascosta. Dopo un po’ di indagini e tentativi, Aslan trova una nicchia ai piedi della stele con una leva che permette di sbloccare l’uscita. Inoltre, sulla stele si capovolge un rilievo circolare su cui è presente un’incisione. Usando gli occhiali Fabian comprende che quell’incisione indica la lettera M.
  • Lasciatosi alle spalle il tunnel con la stele e i dardi avvelenati i PG giungono in un altro corridoio con due iscrizioni, un’uscita sigillata ed una biforcazione. Dopo aver letto le iscrizioni i PG sfruttano le biforcazioni per esplorare il resto del tunnel,….scoprendo però di ritrovarsi sempre allo stesso punto. Si svolta a destra? Si compare davanti a sé. Si prosegue diritti? Si sbuca dal punto di entrata di questa sezione. Cosa significa? Le iscrizioni parlano di alcuni indizi legati a “nulla è ciò che sembra” e a “guardar ciò che non guarda ciò che guarda”. Parole enigmatiche e criptiche che i PG ancora non sono riusciti a interpretare. L’unica certezza è che sono vittime di un’illusione, OPPURE, una distorsione spaziale che impedisce loro di proseguire o tornare indietro. In sintesi, finché non risolvono l’enigma sono prigionieri lì. Fine.

Una risposta

  1. La vista degli elfi al buio è eccellente raccontano nei libri e allora perche diavolo mi son ritrovato ricoperto di dardi velenosi? Aslan penso sarà meglio che mi lasci guidare dal buon Fabian la prossima volta dannato elfo difettoso…. Che stregoneria è questa che protegge questa stanza? Dobbiamo proseguire ma pare impossibile, anche gli insegnamenti del mio maestro sono stati vani… eppure la soluzione è li da qualche parte… ma dove…

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