La Chiacchiera del vicolo,
Miraggi di Velen meridionali,
Foresta dei Shevarà,
Capitale elfica di Phàlen’Mòr
Estratto dal Diario di:

Patriarca Shevarà’zahàd di Phàlen’Mòr
Tante sono le storie e le leggende che girano attorno la Fonte della Vita Eterna, ma finora non ho mai avuto modo di trovar un reale riscontro su quanto ci sia del vero a riguardo. In verità mi stupisce il fatto che io abbia tutto questo interesse nei confronti del destino di quegli Èstramòr. Di norma non mi curo di ciò che accade al di fuori dei nostri confini, ma non nego che la storia di questi ultimi Estramor che ho conosciuto mi ha toccato dentro e, anche se le loro terre non sono di mio interesse non posso negare il fatto di trovar deplorevole il come un Male tanto antico stia intaccando la perfezione di ciò che la natura ha creato in questo mondo. Ciò che è bello e puro dev’essere preservato, non distrutto o abbandonato a sé stesso. E’ questo, deduco, il vero motivo per cui il cuore mi ha spinto a volerli aiutare; ho visto del buono nella maggior parte di loro ed anche in quel mezzelfo che parla in nome dell’Antica clessidra, riconosco il segno della paura e della sofferenza causati dal tocco corruttore che il Vuoto sta lasciando in numerose parti del mondo. L’antico potere che protegge la Foresta di Shevarà ci tiene lontano dai pericoli esterni che potrebbero minacciarci, eppure, stavolta non ho potuto ignorare la richiesta d’aiuto di questa gente. L’Oracolo di Smeraldo mi ha parlato, rivelandomi che gli Èstramòr sono giunti finalmente a destinazione. Hanno incontrato il clan degli Eneko ed uno di loro ha addirittura accettato di guidarli in questo arduo cammino. La fierezza e l’orgoglio di quel popolo sono pari soltanto alla loro forza ed il loro onore. In ogni caso, quattro sono le prove che gli Èstramòr dovranno affrontare, una volta raggiunta la Grotta della Vita. Quattro prove per raggiungere la Fonte della Vita. La prima è la Prova del Lago. Si dice che le acque pure e cristalline di quel lago siano in realtà letali per qualsiasi creatura vivente che le sfiori; nulla, neppure la più potente tra le magie potrebbe impedire alla carne di diventare pietra al solo contatto con quelle acque. Mi è stata data la visione di un modo per oltrepassare quel lago ma sarà sufficiente un solo errore per andare incontro ad un destino fatale per chiunque. State accorti Estramor; non lasciate che lo sconforto avveleni il vostro animo. Lasciate che sia la saggezza ad accompagnarvi in questo cammino, altrimenti per voi tutto sarà perduto.
La Compagnia dello Scudo di Sion:

Fabian di Collevento,
un mezzelfo originario di un villaggio distrutto dalle forze del Vuoto, ricevendo la salvezza soltanto grazie alla fede riposta nel Dio Aenerion. Divenuto Chierico del Dio del Tempo, ha accettato di divenire la guida spirituale ed il cronista dei Van Anderson, con lo scopo di registrare la storia della famiglia e, nel contempo, servire la comunità secondo i Dogmi del suo Dio.

Sir. William van Anderson,
questo nobile guerriero psionico è cresciuto nel lusso e le comodità di una vita adagiata ed aristocratica. Riunitosi con suo fratello gemello, da cui si era separato da bambino, combatte per suo padre e la famiglia, ambizioso di ripristinare il nome dei van Anderson e salire al trono di Orloch.
PNG/Alleati:

Araldo della tempesta e Guerriero runico
della Tribù degli Eneko.
Questo Goliath delle sabbie ha scelto di accompagnare i protagonisti nel loro viaggio affinché possano compiere il loro destino ed onorare la parola data.
METAGAME:
- La sessione riprende dal capitolo precedente; i PG si trovano a nel deserto meridionale di Velen, in prossimità del Bosco di Pietra, intrappolati da una tempesta di sabbia da cui sono riusciti a fuggire soltanto grazie ad una Capanna di Leomund evocata da Fabian. Assieme a loro è presente Khal, un Goliath del deserto che è appena rientrato nell’area protetta dall’incantesimo dopo aver recuperato il corpo di Cole, lasciato abbandonato in mezzo alla tempesta di sabbia.
- Cole è vivo, anche se molto debole. Il gruppo passa le due ore successive ad attendere che la tempesta di sabbia passi.
- Terminata la tempesta il gruppo si rimette in viaggio raggiungendo un’oasi dove, per puro miracolo, ritrovano persino tre dei quattro cavalli fuggiti durante l’assalto dei Wurm. Qui i PG si accampano e Khal, assieme ad Aslan, provvedono a cacciare e recuperare un po’ di cibo a base di scorpione gigante del deserto.
- Dopo quattro giorni di viaggio il gruppo giunge finalmente al villaggio degli Eneko, situato tra il Bosco di Pietra e i confini occidentali delle Montagne di Ferro.
- Il gruppo riesce ad entrare nel villaggio senza essere uccisi soltanto grazie a Khal. Il villaggio è popolato unicamente da Eneko (Goliath del deserto) e il gruppo viene portato al cospetto del re del villaggio, Re Ghòrd Varàd Tràll, il quale ascolta la loro storia e la ragione per cui chiedono permesso di passaggio.
- Alla fine, dopo aver ascoltato tutto ciò che c’era da sapere, Re Ghòrd acconsente ai PG di passare e recarsi alla ricerca della fonte, ma a due condizioni: dovranno portargli un campione dell’acqua sacra e dovranno portargli il cuore di un gigante. Come garanzia inoltre il re pretenderà che uno del gruppo rimanga nel villaggio. I PG accettano ed a rimanere nel villaggio sarà Cole, troppo debole e provato per proseguire.
- Il giorno dopo il gruppo parte e, dopo altri due giorni di viaggio in mezzo alle Montagne, finalmente i PG raggiungono il Monte Lumestra e la valle delle nebbie eterne. Qui incontrano un gruppo di dodici Giganti delle rocce i quali non li attaccano soltanto grazie al lasciapassare degli Eneko posseduto da Khal, il quale ha accompagnato i PG in questa impresa per assicurarsi che onorino la loro parola.
- Il gruppo raggiunge l’ingresso della Grotta della Vita e, una volta entrati, iniziano a scendere in profondità attraversando tunnel illuminati da cristalli magici.
- Ad un tratto il gruppo raggiunge una enorme caverna con un immenso lago sotterraneo e cristallino. Purtroppo però l’acqua non è buona; basta toccarla per tramutarsi in pietra, come i PG constateranno notando diversi corpi pietrificati accanto e sotto il velo dell’acqua. Il gruppo riesce comunque a trovare un tragitto che permette di aggirare il lago fino ad imboccare un tunnel che terminerà con una spiaggetta dinnanzi il proseguimento del lago maledetto.
- Qui i PG notano che ci sono strane numerose piattaforme minerali che fluttuano a diversi metri d’altezza sopra il lago. Aslan, agendo quasi d’impulso, salta su una di esse la quale però va in frantumi. Egli non cade nel lago per puro miracolo. I PG iniziano a riflettere su come proseguire, con William e (soprattutto) Fabian indeboliti dalla progressione della malattia. Ad un tratto Elias trova un cadavere con un diario il quale sembra contenere indizi su quali piattaforme dovrebbero essere quelle giuste per proseguire. Fine.


Una risposta
La concretezza apre piu porte di quanto possa farlo la diplomazia.. questi popoli vivono nel loro egoismo, forse bon provano nemmeno emozioni che noi umani riusciamo a provare, non so se sia un vantaggio, a volte in questi giorni vorrei poter chiudere il mio cuore vedendo la lenta agonia di mio fratello… le speranze di salvarlo sono poche, bon so nemmeno se lo troverò ancora vivo una volta fatto ritorno… in realtà questa fonte della vita è protetta da altre prove, e abbiamo trovato i resti di chi ci ha provato ed è caduto, ma noi non siamo questi uomini, noi siamo vivi… noi la troveremo.. perche noi siamo lo Scudo di Sion