La Chiacchiera del vicolo,
Miraggi di Velen meridionali,
Foresta dei Shevarà,
Capitale elfica di Phàlen’Mòr
Estratto dal Diario di:

Patriarca Shevarà’zahàd di Phàlen’Mòr
Gli Èstramòr sono partiti da oramai tre albe ed ho ricevuto il rapporto dei nostri esploratori. L’ultima volta ,sono stati avvistati in prossimità del Bosco di Pietra, diretti verso est in direzione delle Montagne di Ferro. I miei esploratori mi hanno confermato anche l’arrivo di una grande tempesta di sabbia che si è abbattuta proprio in quella regione. Le tempeste del deserto sono pericolose ed inclementi, ma nulla di tutto ciò sarà nulla a confronto di ciò che essi dovranno affrontare più avanti. Gli Èstramòr hanno ascoltato il nostro consiglio, evitando di passare per il bosco di pietra; quel bosco è maledetto e chiunque dovesse rimanere ferito con una pianta o il terreno di quel luogo, sarà immediatamente tramutato in pietra. Se saranno fortunati riusciranno a raggiungere le Montagne di Ferro nel giro di pochi giorni; tutto dipende da cosa accadrà quando attraverseranno i territori della tribù degli Eneko. I Goliath sono un popolo fiero, feroce e forte, ma gli Eneko lo sono ancora di più. Eppure, essi conoscono le sabbie di quella regione meglio di chiunque altro; i goliath del deserto potrebbero essere tanto una condanna quanto una gran risorsa per gli Èstramòr, se sapranno guadagnarsi il loro rispetto. In caso contrario, forse si consoleranno con il fatto che gli Eneko garantiranno loro una morte rapida e indolore.
Non nego una certa preoccupazione per quell’umano chiamato Cole; in lui i sintomi della malattia sono più evidenti, è chiaro che essa si stia diffondendo dentro il suo corpo con maggior rapidità rispetto agli altri. Eppure, i loro occhi spenti, le occhiaie e i volti emaciati mi fanno capire che anche in loro il male li sta consumando lentamente. Spero per loro che riescano a raggiungere in tempo la Fonte miracolosa; ho proposto loro una soluzione provvisoria per assistere quel Cole, ma suo fratello William non se l’è sentita. Rispetto la sua scelta e, filosoficamente, la condivido. Mi auguro tuttavia per lui, che l’umano sia pronto a dover prendere una decisione dolorosa, in caso arrivasse il momento prima che essi riescano a raggiungere la fonte. In caso contrario, non oso immaginare quali saranno le conseguenze di certi tentennamenti.
La Compagnia dello Scudo di Sion:

Fabian di Collevento,
un mezzelfo originario di un villaggio distrutto dalle forze del Vuoto, ricevendo la salvezza soltanto grazie alla fede riposta nel Dio Aenerion. Divenuto Chierico del Dio del Tempo, ha accettato di divenire la guida spirituale ed il cronista dei Van Anderson, con lo scopo di registrare la storia della famiglia e, nel contempo, servire la comunità secondo i Dogmi del suo Dio.

Sir. William van Anderson,
questo nobile guerriero psionico è cresciuto nel lusso e le comodità di una vita adagiata ed aristocratica. Riunitosi con suo fratello gemello, da cui si era separato da bambino, combatte per suo padre e la famiglia, ambizioso di ripristinare il nome dei van Anderson e salire al trono di Orloch.
METAGAME:
- La sessione riprende dal capitolo precedente; i PG si trovano a Phalen’Mòr e si stanno preparando per partire in direzione delle Montagne di Ferro.
- Acquistato ciò che serve per il viaggio, il gruppo si fa guidare da alcuni esploratori elfici attraverso un Sentiero Nascosto, una strada tracciata dal popolo fatato che consente di attraversare lunghi tragitti della foresta in poche ore, piuttosto che diversi giorni. Durante il viaggio (ma anche prima), Cole mostra chiari segni della progressione della sua malattia. Alannòr suggerisce a William una soluzione per rallentare la malattia di Cole, ma William non se la sente di avvalersi di rimedi troppo estremi, preferendo che suo fratello scelga da solo il proprio destino. Cole, anziché tornare a casa, decide di proseguire il viaggio con William.
- Usciti dalla foresta il gruppo si fa guidare dagli Elfi fino alla Strada delle Sabbie meridionale. Da lì si fanno dare le indicazioni necessarie per raggiungere i confini del Bosco di pietra.
- Ad un tratto il gruppo avvista una tempesta di sabbia in arrivo. I cavalli inoltre iniziano ad imbizzarrirsi, spaventati da qualcosa. Fabian e William vengono disarcionati a terra assieme a Cole, soltanto Aslan riesce a preservare la calma del proprio equino.
- Elias, nel tentativo di recuperare uno dei cavalli fuggiti sfruttando il proprio, si ritrova anche lui disarcionato, con entrambi gli equini che si danno alla fuga. Proprio in quel momento due grosse creature spuntano fuori dalla sabbia, due enormi Worm delle Sabbie. Contemporaneamente, un individuo arriva in suo soccorso ingaggiando combatimento con i Worm mentre anche il resto dei PG interviene.
- Lo scontro finisce rapidamente, soprattutto grazie all’intervento del nuovo alleato appena giunto, un grosso Goliath che si presenterà con il nome di Khàl Dràgh Valdràr .
- Dopo che Fabian ha invocato un Rifugio sicuro per proteggere il gruppo dalla tempesta di sabbia, i PG parlano con Khàl il quale spiegherà di appartenere alla tribù degli Eneko, una tribù di Goliath del deserto feroci e combattivi. A quanto pare il Goliath stava dando la caccia a quei due Wurm, dimostrando di essere perfettamente in grado di cavarsela da solo. Egli non sarà particolarmente amichevole verso i PG (seppur non sarà nemmeno ostile) e farà loro alcune domande per cercare di capire cosa ci facessero lì e perché volessero raggiungere le montagne, attraversando per inciso il territorio della sua tribù.
- Dopo diversi tentativi falliti di persuasione, alla fine il Goliath decide di portare i PG al proprio villaggio e far parlare loro con il suo Re. Sarà lui a decidere quale sarà il loro destino, se farli passare in modo da permettergli di raggiungere le montagne, oppure ucciderli. Intanto William realizza una orribile verità; Cole è rimasto indietro, fuori dal rifugio e completamente travolto dalle sabbie della tempesta. Sarà ancora vivo? Il Goliath decide di andare a cercarlo. Fine.


Una risposta
Trovarsi nel bel mezzo di una tempesta di sabbia con mio fratello che ormai non è che l ombra di se stesso…Persino il Patriarca ha detto che il momento è prossimo, ieri notte lui stesso lo ha chiesto a Fabian, ed ora mentre guardo quella tempesta in cui è rimasto travolto, mille pensieri affollano la mia mente, da un lato spero che quel goliath torni con mio fratello salvo tra le braccia, dall altra non lo nego sapere che ha trovato la pace e le sue sofferenze si sono placate toglierebbe un peso dal mio cuore…
Si è vero siamo malati, ma se quel Goliath e la sua tribù pensano che il viaggio della compagnia dello scudo di Sion termini in questo posto, beh si sbaglia… finche potrò inpugnare una spada nessuno ci inpedirà di avanzare