La Chiacchiera del vicolo,
Isola di Fang,
HANDER, 12°giorno, A.D. 1415
Testimonianza di Ophelia Occhiblu

Ci si vede, Archimede!
Qui la situazione sta diventando molto più delicata di quanto immaginassimo. Eravamo partiti per l’isola di Fang con lo scopo di aiutare la Baronia locale a sistemare alcune faccende legate ad una bestia malvagia ed aggressiva…ci ritroviamo invece a scoprire che le forze naturali dell’isola si stanno gradualmente ribellando contro i cittadini e i civili. Cos’hanno combinato? Qui gatta ci cova sempre di più. Certo, non voglio che tutta questa gente innocente ci lasci le penne, ma non posso nemmeno negare che sto iniziando ad avere alcuni dubbi sulle buone intenzioni del responsabile della cittadina di Fang e di cosa potrebbero aver fatto i suoi braccianti in quei boschi. Forse qualcuno si è fatto rodere perché gli umani hanno abbattuto troppi alberi? Non so cosa dire, c’è ancora molto da scoprire e troppo da fare. Nel frattempo, il Protettorato di Alba se la sta vedendo veramente brutta. Quello sciame di insetti ha divorato il loro raccolto e ciò che non è stato distrutto dalle locuste, è stato essiccato da qualche volontà invisibile ai nostri occhi. Che qualcuno abbia lanciato una maledizione sul Protettorato? In più, c’è ancora la questione legata a questo fantomatico Leshji. A quanto pare, la gente che attraversa la Strada della Contea nella parte confinante con Boscombroso continua a scomparire e morire. Il saggio della Casa del Sapere ci ha detto che i corvi sono i messaggeri del Leshji e proprio stamani, sopra il cielo del protettorato di Alba, era pieno di decine e decine di quegli uccelli dal piumaggio nero. Il modo con cui ci osservavano non mi piaceva per niente ed il loro gracidio era un eco spettrale che si mischiava al martellante ronzio di quegli insetti famelici.
Malvar ha benedetto quest’isola e la tutela, permettendo così alle navi provenienti da Velen di partire e arrivare qui senza problemi. D’altro canto, da ciò che so io, Fang è a tutti gli effetti un porto franco sotto la giurisdizione dei Miraggi di Velen, un feudo della capitale in un certo senso, quindi non mi meraviglia che il Dio del Mare abbia tutelato questo luogo…ma questa sua protezoine viene dal mare, non interessa tuttavia l’entroterra. Qui, la gente adora alcune divinità che pensavo si fossero estinte da tempo, come Aenerion il Dio del Tempo, ma allo stesso modo, ci sono tanti fedeli di Malvar e Weinal, quanti fedeli di Okna in egual misura. L’isola è divisa a metà, tra una parte civilizzata ed una buona parte lasciata in mano alla natura selvaggia, con le sue foreste pluviali, le sue giungle, le sue vaste praterie e le sue montagne. Quest’isola è veramente grande, forse anche più grande di Mesa Negra. Da quanto ne so io, umani, nani e mezzuomini giunsero su quest’isola da neanche un secolo e mezzo, mentre la Baronia di Fang non esiste da nemmeno cinquant’anni. Qualsiasi cosa stia accadendo qui, inizio a temere che stia mettendo in gioco numerose forze, alcune delle quali sfuggono al nostro controllo. Ho la ferma convinzione che tutto questo casino, sia soltanto l’inizio. Andiamo bene…ce ne siamo andati da Velen per lasciarci alle spalle i cultisti del Vuoto ed i loro bordelli sparsi in giro per la città, ma soltanto per ritrovarci in un luogo invischiato in altri casini. Avremo mai un po’ di pace? Immagino sia lo scotto che sto pagando nell’essermi unita ad un gruppo di avventurieri.
Vedremo il da farsi, ma nel peggiore dei casi sono pronta a prendere armi e bagagli, ed andarmene da qui il prima possibile. Non ho di certo intenzione di lasciarci le penne per qualche cavolo di problema che non sono stata io a causare.
Protagonisti:

del Dio Malvar.

un Paladino mezzelfo che ha giurato Vendetta in nome di Weinal, il Dio della Folgore

Co-Protagonisti (PnG):
- La sessione ricomincia da dove è terminata il capitolo precedente: Isola di Fang, Boscombroso. I PG hanno appena combattuto contro un Chort, riuscito a fuggire grazie all’intervento di una misteriosa figura femminile di natura ultraterrena.
- Dopo lo scontro, il gruppo entra nella grotta usata dal Chort come tana. Qui, trovano feticci composti da resti di parti umane, tra cui una misteriosa incisione su una nicchia con un piccolo mucchio di testi perfettamente scarnificati. Inoltre, nella radura dove sorge la tana, le fronde degli alberi si sono riempite misteriosamente di decine di corvi. Cosa sta succedendo? Uma la Furia Grigia ha alcuni sospetti, ma vuole prima parlarne con il barone.
- Il gruppo ritorna a Fang e ottiene udienza con il Barone. Parlando con il nobile, comprendono che la creatura che ha aiutato il Chort è un non precisato “spirito della foresta”. I PG capiscono che l’isola è abitata da creature antiche e che, forse, qualcosa è stato disturbato. Il barone suggerisce al gruppo di parlare con il suo consigliere, nonché responsabile della Casa del Sapere cittadina: Orion Aesvir.
- Il gruppo raggiunge la Casa del Sapere dopo essersi separato da Uma, la quale se ne va a raccogliere importanti informazioni sul caso. Raggiunta la Casa del sapere i PG conoscono Orion Aesvir, un vecchio mezzelfo scriba saggio e colto, al quale il gruppo mostra un simbolo rinvenuto nella tana del Chort. Orion conferma che quel simbolo appartiene ad un’entità adorata nell’isola come una sorta di Semidio: un Leshji (o Leshen) una creatura nata dagli alberi e dalla morte stessa. Il Leshji viene descritto come un essere bipede, cornuto, dotato di lunghi artigli e grandi poteri magici, immune alla maggior parte delle armi, ma molto sensibile al fuoco. Tuttavia la creatura è immortale; il saggio mezzelfo suggerisce ai PG una leggenda (NON comprovata) secondo la quale per eliminare il Leshji, il gruppo dovrà recarsi nel suo territorio e trovare i suoi feticci magici, che agiscono come filatteri il cui scopo è concedere l’eternità alla creatura.
- Quella sera stessa il gruppo incontra Uma presso la locanda cittadina, la Ninfa Danzante. Qui, Uma conferma che al Protettorato di Alba stanno accadendo cose strane; gli animali sono imbizzarriti e si ribellano agli allevatori, i raccolti stanno morendo e i ruscelli si stanno prosciugando. Inoltre sembra che gli attacchi del Chort siano tutti iniziati presso alcune segherie situate in prossimità di Boscombroso.
- Il giorno dopo il gruppo parte in direzione del Protettorato di Alba. Raggiunto il luogo però, i campi del villaggio vengono invasi da un mastodontico sciame di locuste, le quali iniziano a divorare i raccolti. Dallo sciame, sorge un misterioso volto femminile che parlerà a tutti, informando la popolazione di aver profanato la sacralità dell’equilibrio naturale e ora, dovranno affrontare l’ira della Verde Signora. La sessione finisce qui.


Una risposta
La faccenda si complica, siamo rientrati dalla capitale ed abbiamo parlato con il barone, non mi piace assolutamente la pretesa superiorità e la spocchia con il quale ci ha trattati, non hai neanche preso in considerazione il fatto che le creature che abbiamo incontrato abbiano solo agito per difesa di ciò che era loro ancestralmente, questo pensiero mi continua assillare forse gli uomini dell’isola nella loro continua ricerca dell’espansività territoriale hanno disturbato ciò che non dovevano disturbare, e ritengo sarebbe stato possibile trovare una soluzione che non porti necessariamente ad un conflitto e quindi alla preservazione della vita, ma questo punto di vista è stato scartato perentoriamente del barone stesso il quale con forza a ribadito la necessità di uccidere le creature. Al contrario sono stato sorpreso dal guardiacaccia di quale ho scoperto essere un devoto di quei culti che venerano anche queste creature ed infatti lei ha dichiarato di non interferire né di intervenire nell’eventuale combattimento con questa bestia e con la nuova.siamo andati alla casa della conoscenza a ricercare informazioni per affrontare questo nuovo essere e a discapito del nome del luogo non abbiamo avuto nessuna certezza. Solo altre domande ci sono fatti strade nella mente mia e dei miei compagni. Siamo in partenza per andare sul luogo dal quale è arrivato una richiesta di aiuto, non mi sento tranquillo, c’è qualcosa in quest’aria calma che mi mette a disagio… C’è una nuvola che si sta avvicinando strana miei occhi c’è questo suono insistente che provate l’aria …… La nuvola non è una nuvola…… Sono insetti che stanno chiamando verso di noi…… Anche il mio cavallo sta perdendo lucidità…… Cerchiamo di fuggire.