Alessandro D. A. nel ruolo di Matumbo, padre-madre di Medira
Fabio C. nel ruolo di Erdan Lathanis, fratello lupo
Giorgio D. L. nel ruolo di Leonardvs Casagrande, lo zio
Leo L. nel ruolo di Azaraphael, campione di discesa di scale
Fiore K. nel ruolo di Mayer, ira fulminante
Giorgio C. nel ruolo di Attila Athala, erede del Sacro Fagiano Impero e fioraio
-I nostri eroi raggiungono la salvezza dietro le mura della città di Mellape, nonostante il pesante fuoco dell’artiglieria nemica.
-Nella piazza principale della città Azaraphael (Leo) erige dal nulla una torre e accoglie all’interno sia i suoi compagni, che cittadini bisognosi. La città assediata è infatti allo stremo, sofraffollata, affamata e sporca.
-Il gruppo viene in seguito inviato nella rocca per un concilio di guerra da Violetta, una esuberante ragazza slanciata dai capelli viola, che si rivelerà essere la forma umana del drago di Epoma de Drago. Al concilio partecipano anche il Mastodonte, e Amicia Saflengo.
-I nostri eroi preparano un piano. Un piccolo gruppo di massimo otto creature verrà teletrasportato da Leonardvs (Giorgio D. L.) direttamente a Corellia, dove proveranno ad incontrare nuovamente il re e trovare una soluzione al conflitto. Al momento è però impossibile teletrasportarsi dall’interno della città a causa di un campo di anti-teletrasporto eretto dall’esercito assediante. I nostri eroi decidono quindi di dirigersi il giorno dopo verso sud, nelle terre selvagge e poi provare ad effettuare il teletrasporto.
-Erdan (Fabio) anche grazie all’appoggio di Leonardvs riesce a organizzare un incontro con la sua amata Amicia Saflengo. Molto teso, chiede consiglio a Matumbo (Alessandro). Il paladino fornisce buoni consigli, che tuttavia l’elfo mal interpreta. In seguito riesce ad ottenere un bagno in un bordello, offerto da gentili cortigiane, incuriosite dalla sua storia d’amore. Chiede loro se sanno dove può trovare dei fiori e le fanciulle gli consigliano di parlare con un tale Attila (Giorgio C.), che spesso effettua sortite nelle terre selvagge. Erdan incontra Attila ed è subito conquistato dalla sua conoscenza delle terre selvagge e dalla sua prestanza. Il signor Attila troverà in seguito un accordo con il gruppo. In cambio di un aiuto futuro per riprendersi il trono del Sacro Fagiano Impero, li guiderà nelle terre a sud, un tempo parte dell’impero della sua famiglia.
-Armato di un mazzo di fiori, protetto da un profumo di lavanda il nostro cavaliere innamorato si dirige finalmente dalla sua amata. Amicia tuttavia lo aveva atteso tutta la mattina e il povero elfo scopre che la ragazza era sul punto di partire con la sua mongolfiera. Erdan corre dunque fino all’ultimo piano dell’officina dell’inventrice, solo per vedere la nave volante alzarsi in cielo. Si fionda al balcone e si getta sulla corda che pendeva dal cesto della mongolfiera. Alla fine riesce a raggiungere la sua amata, anche se alcune malelingue affermano che sia stata lei ad issare la corda e non il nostro eroe ad arrampicarsi.
-Poco è noto di ciò che è successo su quel pallone volante, tuttavia il giorno dopo i nostri eroi vengono svegliati da un sorridente e baldanzoso Erdan. Il gruppo quindi sceglie anche l’ottavo membro della loro avventura, il curioso mezzelfo Duccio Casagrande, che possiede molte conoscenze dell’impero di Brectia, ma che purtroppo tende a parlare unicamente della fantomatica Sgabellia.
-I nostri eroi, guidati da Attila partono verso le caotiche terre del sud. Durante il viaggio incontrano molte creature curiose, tra cui un goblin, che prova a vendere loro un gigante invisibile, poi l’ombra di un drago, e infine la driade Madrilega. La creatura fatata li indirizza verso “la porta del cielo”, che a detta sua può aiutarli a teletrasportarsi anche in questo luogo dove la magia è “libera”.
-I nostri eroi raggiungono la porta del cielo, un imponente arco in pietra costruito da enormi rocce sovrapposte. Matumbo notando il fumo di un falò, si alza in cielo sul suo fedele gallo, spaventapassere, ma non riesce a notare chi sia accampato nei pressi della struttura megalitica. Il pollo gigante e il suo cavaliere sono invece notati, e quando infine i nostri eroi raggiungono l’accampamento esso è deserto, o almeno così sembrerebbe.