Il desiderio del Demonologo – Sessione 3&4

Chiacchiera del vicolo
GDR 2 – Sessione 1&2

“E Nell’odio…”
23 di Hander 1416 Emnotork

Dai diari di Kotal, Il demonolgo

Thaldaros, Regione del Cratere 23 di Hander 1416
22 Giorni dopo la sconfitta dei demoni

Kotal, Il demonologo

Non è facile raggiungere il mio scopo, non lo credevo nemmeno prima di partire, ma una dopo l’altra si affollano nella mente gli inesplicabili e slegati eventi che mi hanno condotto fino a qui; sondandoli uno per volta diventa ancora più improbabile dare del tu alla semplicità, lei è altrove e io sono un naufrago che annaspa in un mare in tempesta. Si, lo so, sono sbarcato dalle 100 albe, sono con i piedi per terra, ma solo per scoprire che l’oceano delle mie difficoltà è su questo continente cotto dal sole e inasprito da venti di cenere. Il mare che ho lasciato alle spalle, era un rifugio, Emnotork era un rifugio; Thaldaros è l’oceano di tristezza stantia, incapace di mutare, ancorato alla misura solipsistica di una forma eternamente immutabile che tenta di risolvere nella propria natura ogni conflitto con il risultato d’annaspare come tutto ciò che eternamente perdura; questo mare non è umano, questo mare non è il mio, è fatto di cenere, non ha mareggiate o moti dell’anima, è bloccato in un unico sentimento senza perdono: l’odio. Non trova neanche modo di guardare al suo opposto: l’amore, ma io si, io l’ho trovato il modo; sono pronto ad insegnare a questo popolo diviso, ferito da lotte intestine secolari, rancoroso, segretamente pavido che la felicità esiste, ma bisogna meritarla.

Dopo l’incontro con Archone, mi sono messo sulle tracce del Verme di Cenere. Jeriko, Anak ed Eltumal sono con me e mi sostengono seppure per il loro tornaconto. Due, o forse tre sono gli incontri che mi hanno concesso di dare di nuovo del tu alla smarrita semplicità. La vita sa nascondere e rivelare in un battito di ciglia e così nell’arco di pochi giorni sono passato dall’esser naufrago e divenire navigante. Forse mi sono solo convinto di questo, ma non è forse la volontà dell’uomo la più grande forza realizzatrice; e la volontà non trae ispirazione da un’idea? Ho un singolo pensiero politico che cambierebbe la faccia del continente. Passare da una dittatura secolare ad una monarchia feudale e gli incontri che ho citato prima hanno gettato luce concreta su questa possibilità

Abbiamo viaggiato per la regione del cratere, ma troppe sono le guardie di Tenebra in superficie. Il primo demone non sa nemmeno che sono qui, ma manda in giro le sue mille orecchie e occhi perché conosce bene il malumore di tutti quei demoni maggiori che sono stati esiliati da Emnotork per ritornare in una Thaldaros senza grandi prospettive. Sono adirati e tutti lottano per sovvertire l’ordine politico vigente, ma nessuno ha la mia volontà, la mia idea, ripetono il ciclo dell’odio, pensano a come eliminare Tenebra per poi sostituirlo e ricominciare da capo. Sono legati a l’unica emozione che sanno provare.

I Craven Muera sono una specie di Corvi che nasce solo a Thaldaros in natura. Hanno una vista sviluppata ogni oltre mio dire, quando li ho visti volare sopra di noi, non ho perso tempo a trovare riparo in una casa con legno marcito a fare da soffitto e odore di morte a dare il benvenuto. Dentro ci abbiamo trovato un rospo e per poco non ho finito per ucciderlo, ma è nella clemenza, nella calma e comprensione che si trova una via. Così abbiamo capito che questa creatura aveva un destino per noi. Lo abbiamo seguito lungo un cunicolo per giungere nelle Paludi di Katnamara. Un luogo che ha risvegliato in me antichi ricordi. Al comando di questa regione vi è Ruano, signore dei rospi, un druido mutaforma che ricopre una singolare carica, quella di custode dei segreti.

Ho descritto la società demoniaca come un’alcova d’odio secolare e Ruano ne è la memoria storica. Ogni demone ha i suoi segreti, ne è geloso, ma sa anche per via della sua natura, che se tentato da altri demoni, potrebbe cadere in fallo e rivelarli. Ruano consente loro di nasconderli, di cancellarli dalla loro mente e di rilasciarli nella sua che è in collegamento con uno spazio fisico determinato, la palude. Non avendone più memoria i demoni non possono rivelarli e tanto è l’odio e la paura di cui si sono nutriti negli anni da indurli a dimenticare perfino le parti migliori di loro stessi, al fine di non cedere al ricatto di nessun altro.

Ho provato pena parlando con Ruano, dice di condividere il mio ideale, mi ha presentato il Verme di Cenere che si è unito alla causa. Ha il cuore colmo, non ce la fa più, dice di volere liberarsi di questo modo di vivere.

Ruano: “Sono bloccato in una serie di passati eventi che non mi appartengono, ma che devo vigilare, mi tengono in scacco. Non posso vivere il mio presente, non posso sognare il futuro, io sono il passato!”

In un certo senso la sua figura ha molto in comune con Archone e con il continente così com’è oggi. Eternamente immutabile.

Archone, Ruano, incontri importanti, hanno dato speranza al mio progetto, anche se un principe dei demoni mi osteggia: Mephistofe vorrebbe rivendicare il potere, devo impedirglielo ed è qui che ho trovato, nell’odio, l’amore. Affrontare Mephistofe è possibile, ma ho bisogno di alleati.

La Dama nera ed io abbiamo una storia che il vento non sa raccontare, non v’è pagina che saprebbe ospitarne i versi, poiché essa è di mutevole essenza. La mia condottiera di cenere è arrivata alla palude per prendersi il territorio di Ruano, ha portato con sé un battaglione di “Maledetti”, è una tipologia di ragni che cresce solo in Thaldaros, le loro lunghe gambe e l’intero corpo è coperto da una chetina particolarmente resistente, quasi come se avessero un’armatura naturale d’acciaio.

La Dama, non ha attaccato, quando ha capito che io ero lì, dove non avrei mai potuto o dovuto essere, il tempo si è fermato.

Siamo stati lontani per molto tempo, ci siamo osteggiati nella scalata al potere, ma se lei è arrivata su Emnotork, al fortilizio, quel giorno contro Ser Arwald Tharos, non è per l’odio, ma per l’amore. Io, allora, recalcitrante, preoccupato del destino che si sarebbe abbattuto su entrambi, se solo altri demoni avessero capito quanto passava, come filo di seta sospeso, tra la mia e la sua anima, non diedi speranze e mi allontanai nel silenzio.

Pensavo di avere tagliato il destino di un nostro nuovo incontro, ma eccola qui, splendente nel suo sguardo severo in cui ritrovo un barlume di complicità.
Si siede al tavolo della verità e più l’ascolto, più comprendo che talvolta il destino sa essere clemente. Sono passati 12 anni da quel momento in cui avremo potuto essere un noi, invece che due anime vaganti, perse e singole, dal giorno in cui ho detto un no, che adesso mi suona così schiavo di paure ingiustificate, così straniero.

Lei parla, propone accordi, ma io leggo dietro le sue parole e sento che nell’aria c’è la magia della trama più potente del mondo. L’abbraccio, acconsento, domineremo insieme, uno al fianco dell’altra. Mi rendo conto che non mi interessa nemmeno questo fine, se non per stare con lei, perché non sono interessato a sapere dove ci porterà questo treno, so solo che saremo insieme. (Cit. Inception — Nolan)

Ho un accordo adesso e devo trovare Hasper, il custode di Chiavi, sembra che Mephistofe voglia metterci le mani prima di me e sarebbe oltre modo inopportuno, dato che, come dice la mia Dama Nera, Tenebra nelle sue stanze segrete non ha soltanto grandi denari e risorse, ma segreti portali che conducono agli Antichi demoni. Il custode di Chiavi non deve finire nelle mani del mio rivale, averlo con me, vuol dire avere una leva con Tenebra, un modo per destituirlo di fatto, ancora prima della battaglia.

La felicità non è mai a portata di mano e anche io dovrò meritarmela, prima ancora di insegnare a questo popolo come viverla!

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