GDR 26 – Gelidi venti di Rivolta – Sessione 19 – 22/2/23

Chiacchiera del Vicolo

Alfonso C. – Teo, detto Leo, Teodoro, Teoforo, Doroteo, Alteo, Mateo

Luca B. – Ian

Riccardo S. – Bruttor

Filippo C. – Zora

Sergio – Murzill

Chiacchiera del vicolo

Nei pressi di Borgo di Confine

La tempesta infuria e il gruppo è stato costretto a infilarsi dentro una vecchia miniera abbandonata per non morire dal freddo. Al risveglio, un gruppo di nani dal Picco di Kendrath, lì vicino, arrivano per cercare se c’è dell’argento rimasto. Seguono una serie di peripezie e di lavori all’interno per cercare di sbloccare quello che è crollato della vecchia miniera, utilizzando gli esplosivi preparati da Celeo (non avertene a male, amico!). Alla fine il gruppo scopre che la miniera era collegata alla Tela del Ragno, in una sezione particolarmente pericolosa perché vicina ad una vena di magma. Dopo aver superato svariate stanze e trappole, si giunge infinite ad una strana lanterna che è in grado di rivelare oggetti invisibili. Inavvertitamente il gruppo attiva una specie di sistema di sicurezza posizionato nella miniera per evitare fuoriuscite di lava ed è costretto a fuggire da lì mentre tutto crolla. Per fortuna che avevano siglato un bell’accordo con i nani e se ne vanno con un gruzzoletto di soldi in tasca.

Per viaggiare così lontano è necessario fare scalo a Borgo di Confine, dove la gente sta morendo di freddo per la mancanza di legna. Questa legna non manca perché non si tagliano più alberi, ma perché un ufficiale dell’esercito di Kargrand e i suoi sgherri hanno preso il controllo della cittadina e stanno impedendo alla popolazione di prendere la legna fino a nuovo ordine. La motivazione è imprecisata, ma a quanto pare ha a che fare con la necessità di Kargrand di alimentare le fucine della propria città e la mancanza di alberi nei dintorni del proprio territorio.

Il gruppo, prima consigliato da Astor, sembra voler rubare la legna per darla ai bisognosi, ma poi prende una piega diversa e Ian, una volta controllata “la lista”, decide di comune accordo con gli altri che è il momento di dare una lezione a questi banditi in uniforme.

Non sono degli idioti, però e una volta tentata l’irruzione nel quartier generale, si trovano in una stanza vuota, piena di manichini. Presi di sorpresa dal soldato e dai suoi commilitoni, il gruppo rimane alle strette. Dopo aver tentato di vendere Murzill con un piano poco congeniato e forse anche un po’ improvvisato, si passa immediatamente ai cazzotti e in questo caso hanno la meglio, soprattutto perché Bruttor e Teo non hanno intenzione di stare a sentire nessuna ulteriore scemenza.

Una volta liberato, nuovamente, Borgo di Confine, i paesani regalano al gruppo un bel cavallo da traino e del cibo (quel poco in più che era rimasto), mentre Astor avvisa che presto o tardi manderanno altri soldati. Lascia intendere, inoltre, che lui e Zora “si somigliano”. Il gruppo riparte con un cavallo in più e la consapevolezza di aver aiutato dei poveri indifesi.

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