La Chiacchiera del Vicolo
Dal diario di Ezechiele di Alavir ‘Sitar fatato’.
La compagnia delle Giarrettiere, formata da
Enrico P. nel ruolo di Errol, il fascinoso chierico festaiolo che ha votato la sua vita da marinaio al credo di Malvar.
Filippo P. nel ruolo di Geralt di Ossidia, il rude cacciatore di mostri sempre pronto a lottare e guadagnare oro.
Daniele F. nel ruolo di Bannamy, la seducente duellante elfica dai movimenti sinuosi ma letali, amante della bella vita.
Andrea S. nel ruolo di Kenji, il composto elfo samurai, tormentato da un passato oscuro e in cerca di redenzione.
Marco S. nel suolo di Tulkes, l’imponente mezz’orco paladino di Vorrath dallo spirito infuocato dalla vendetta.
Sono seduto in latrina quando un falco viaggiatore mi recapita gli accadimenti della compagnia delle Giarrettiere: non posso crederci! Quei disgraziati ce l’hanno fatta! O meglio, così pensano…
Tilligan, il lurido e sadico gnomo di Buca Miniera è stato ucciso! Da loro! In pratica scoprono che lui era il contabile dei traffici portati avanti in quel nascondiglio: droghe, e delle più buone! Un affare di migliaia e migliaia di monete d’oro sembra passassero da quelle mura! Insomma, si mettono a girare e a ficcare il naso ovunque, come Drusilia in un tubo, fin quando non trovano una serra di funghi e una di piante velenose ed estremamente rare!
Le ragazze in salvo ringraziano gli eroi e tra loro c’è una certa Leda, una giovane di Seta di Sabbia che appare la meno traumatizzata da tutta quella storia. Afferma però che non hanno alcuna possibilità di salvarsi: in quel luogo presto manderanno un nuovo contabile, loro sono solo un intrattenimento, merce. Sono state rapite e portate lontano da casa, fuori non avrebbero speranze di sopravvivere e verrebbero catturate nuovamente in un baleno. Ma ecco che il bell’Errol e il verde Tulkes dicono che non gliene frega nulla e che le salveranno comunque! Che cuori d’oro, mentre Bannamy si mette a perquisire ogni centimetro quadro delle stanze e Geralt si mette in tasca una collana preziosa. Alla fine, decidono di dare fuoco a quella miniera d’oro e di filare da Worzak.
Arrivati con tutte le ragazze però, scoprono il fattaccio: anche Worzak è morto, assassinato, con tutti i suoi uomini meno uno… quello con il pugnale orientale che aveva riconosciuto Kenji. Qualcuno voleva farlo tacere e ci è riuscito! Leda parla dei razziatori che sta cercando Tulkes, quelli con l’effige dei due serpenti. C’entrano sicuramente qualcosa dice e bazzicano Bocca dei Girofanti.
Intanto, come se non bastasse arrivano anche due avventurieri gnomi che volevano solo pagare per delle informazioni di Worzak e invece guarda un po’, lo trovano morto.
Swirfild è un mago mentre Sabojinn è un monaco delle Via del Jinn, uno stile marziale che sembra aver preso piede da poco. Il suo maestro, Bor Gon Jinn, sembra un nome familiare a Bannamy, ma potrebbe sbagliarsi.
In pratica gli gnomi erano in quattro ma il sovrintendente Carassis ha pensato bene di trattenere uno di loro perché chierico di Shen, non visto proprio benissimo. Controllo documenti, ispezione rettale e chissà che altro ma in ogni caso si erano dati appuntamento a Bocca dei Girofanti se qualcosa fosse andato male.
I due gnomi dicono al gruppo che la voce dell’assassinio di Tilligan è già di dominio pubblico: Carassis sta dando i numeri, gli abitanti con torce e forconi e gli amici potenti di Tilligan invischiati dell’affarone sono tutti parecchio incazzati. Buca Miniera non è più un posto sicuro e Swirfild sembra essere l’unico a poter offrire la soluzione migliore: hanno un carro, in realtà con la sua maglia anche tre, con cui possono trasportare tutti, donzelle comprese, a Bocca dei Girofanti e lì ognuno per la sua strada.
Le Giarrettiere non possono farsi sfuggire questa occasione, quindi accettano. In cosa si sono andati a ficcare? Il casino fatto nel covo di Tilligan rimarrà impunito o avrà delle conseguenze? Attendo con trepidazione le prossime novelle su questi tizi che mi fanno scompisciare!!! Oh, quasi dimenticavo: RAKKO!!! DOVE SONO I DRAPPI PER IL DERETANO!