Compagnia senza nome formata da:
Lorenzo, nel ruolo di Padre Istvan
Francesco, nel ruolo di Veldoris
Davide, nel ruolo di Dadorys
Stefano, nel ruolo di L’Hukah
-venite a conoscenza del nome della Tabaxi Thalindra e vi fate spiegare meglio cosa ha sentito nei suoi giorni di prigionia nelle catacombe, ha percepito qualcosa che scava nelle profondità e che si sta sempre più avvicinando,ma non teme che le creature arrivino fino a voi, bensi che trovino il potere che gli Xabi tenevano qui relegato da moltissimo tempo
-decidete di andare a controllare per evitare che qualcosa esploda di nuovo o per farlo esplodere voi stessi (discorso ancora acceso ed aperto nel gruppo) e il primo ostacolo che vi si para davanti sono proprio le difese apposte dal popolo felino per impedire l’accesso ai piani inferiori agli intrusi, purtroppo la druida che avete salvato non è di un rango cosi alto da conoscere il modo per superare il sigillo, composto da una porta con 4 fori in cui risulta possibile inserire 4 pietre elementali disposte nella sala intorno a voi.
Ragionate affondo e, come solo voi sapete fare, sbagliate la posizione di ogni singola pietra (che comunque non è facile) scoprendo cosi la loro vera natura, da esse emergono 4 elementali minori che vi attaccano, fortunatamente dove peccate in astuzia compensate in muscoli e li abbattete senza problemi, anzi è stato cosi facile che sbagliate di nuovo 2 pietre e ne menate altri 2 ma alla fine la porta si apre inanzi a voi.
Proseguendo nelle buie catacombe arrivate in una sala in cui la vista viene sempre meno, l’aria è angusta e cominciate a temere che vi stiate avvicinando al pericolo, che questo sia chi scava o il potere qui sopito, ma alla fine non ci pensate troppo e andate dritto per dritto al centro della sala, dove diverse creature escono scavando dal terreno, attratte dal vostro fracasso e iniziano a mordervi e a tentare di portarvi sotto terra, mentre dal fondo della sala una voce tombale si alza in un sospiro
“Portatemeliii, portatemi un corpo, una mente, uno spirito”