Emnotork – ” Retaggi Dimenticati” – Sessione 40

La Chiacchiera del Vicolo

Emnotork

Data di Emnotork: 1° giorno del mese di Haldinar, anno 1416

Dal diario di Ezechiele di Ghilfiss Airlim


In Meta:
Paolo è Lunlelm, il canuto ragazzo affascinato dal mondo dei morti e dalla magia arcana.
Patrizio è Zeno Endimion, il nobile incantatore dai modi raffinati ma dai poteri incredibili.
Andrea è Mordecai, lo spigliato bardo dalla lira sopraffina e dallo sguardo ammaliante.
Bruno è Hector Barbaramata, il possente fabbro nanico dal martello pesante e dai poteri mistici.
Johnatan è Gerbo Turen, il bislacco gnomo devoto di Malvar e amante delle caramelle.


Seta di Sabbia appare agli eroi all’orizzonte, infestata di gelide nubi e oscurata da una tempesta di neve. Nonostante il luogo desertico sembra che anche lì il Grande Gelo non abbia risparmiato nessuno, e quando i Guitti di Zeno si avvicinano alle mura ne hanno la conferma: le porte sono sigillate e le mura vuote.
Dopo essersi arrampicati sopra le mura grazie all’aiuto del famiglio del necromante, gli eroi si trovano proiettati nell’anello più esterno dei bassifondi decisi a trovare il Barone dei Poveri.
La popolazione dei bassifondi sembra tuttavia diminuita, e quei pochi rimasti sono ancora più affamati e infreddoliti.
Dopo aver appreso che le cose sono peggiorate a seguito dei Dormienti, gli avventurieri vengono avvicinati da Hermeset, l’informatore che conobbero due mesi addietro e che li indirizzò verso il Barone.
Hermeset li scorta nel suo palazzotto spiegandogli che le cose sono molto cambiate: con il Grande Gelo le famiglie nobili si sono trincerate nelle loro abitazioni di lusso isolandosi dal resto della città, i mercati sono stati chiusi, i porti bloccati e le porte della città sbarrate. La paura che i Dormienti di Omnak possano fare del male è tale che nessuno si permette di girare per le strade.
Una volta dal Barone che è felice di vedere il suo caro amico d’infanzia Zeno ancora vivo e vegeto, la canaglia lascia al gruppo la famosa Cetra dei Venti che aveva richiesto loro tempo addietro e va subito al sodo: i suoi guitti gli hanno confermato l’idea del gruppo: Zakaras Endimion, padre di Zeno, sembra essere stato posseduto da uno spirito maligno.
In aggiunta le guardie della città, spaventate da ogni comportamento sospetto, sono diventate guidici ed esecutrici di quelli che secondo loro sono Dormienti, finendo per giustiziare in maniera sommaria anche povera gente. I loro corpi vengono lasciati in strada come monito a congelare, preda dei cani affamati.
Re Voran sembra occupato con mille problemi politici a causa del Grande Gelo e dei Dormienti e in città tutti vivono nel terrore.
Quando Zeno e i suoi compagni dicono al Barone che i T’han praticano la necromanzia e hanno provato a richiamare dei giganti del gelo dalla morte, li indirizza subito verso l’unico alleato che possa aiutarli a livello militare e logistico: l’Ordine di Tergnuseth.
L’Ordine, che ha giurato di combattere la non-morte abita in un complesso appena adiacente alle mura est della città.
Il loro supremo leader, Zaravi Tergnuseth, ha tuttavia perso la sua cara nipote Shylla in un’operazione contro gli Shoren, poco prima dell’arrivo del Grande Gelo.
Decisi a sistemare le cose in casa Endimion, gli eroi lasciano il palazzotto del Barone in direzione del complesso dell’Ordine, ma si imbattono in un gruppo di guardie corrotte che stanno minacciando due donne dopo averle dichiarate Dormienti, decisi a giustiziarle dopo averne abusato. I Guitti di Zeno non riescono a rimanere in disparte e decidono di intervenire.

…le guardie si rivelano avversari duri da sconfiggere, infervorati dall’odio e dalla paura, ma alla fine gli avventurieri non solo riescono ad abbatterli, ma riescono ad intrappolarne uno pronti a convincerlo che non solo le donne non fossero Dormienti, ma che loro hanno dovuto uccidere i suoi colleghi solo per difendersi.

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