Emnotork – ” Retaggi Dimenticati” – Sessione 39

La Chiacchiera del Vicolo

Emnotork

Data di Emnotork: 11° giorno del mese di Hander, anno 1416

Dal diario di Ezechiele di Ghilfiss Airlim


In Meta:
Paolo è Lunlelm, il canuto ragazzo affascinato dal mondo dei morti e dalla magia arcana.
Patrizio è Zeno Endimion, il nobile incantatore dai modi raffinati ma dai poteri incredibili.
Andrea è Mordecai, lo spigliato bardo dalla lira sopraffina e dallo sguardo ammaliante.
Bruno è Hector Barbaramata, il possente fabbro nanico dal martello pesante e dai poteri mistici.
Johnatan è Gerbo Turen, il bislacco gnomo devoto di Malvar e amante delle caramelle.


Il duergar viene sconfitto con difficoltà così come i suoi servi non-morti. Nessuno, a parte lui, sembra aver seguito il gruppo di eroi.
Appunti personali del nano delle profondità rivelano che i dissidi interni all’alleanza con gli orchi sono palpabili già da parecchio tempo.
La Torcia Scarlatta tuttavia continua a consumare la linfa vitale di Zeno Endimion, ma quando il piano prende piede la speranza di mettere fine a tutto si fa strada tra gli avventurieri: quando i rubinetti delle camere del sangue vengono aperti, le aberrazioni si fondono con il sangue stesso per deviarlo lungo il tracciato stabilito, finendo per portare nella conca del Passo Spezzato tutti gli occupanti di nascondigli e avamposti sparsi nel sottosuolo.
Gli eroi raggiungono infine la conca frammentata tra le cui fenditure scola tutto il sangue raccolto, con l’intera alleanza ammassata in attesa di essere falciata dallo schieramento Rhona capeggiato da Tarus’Verkan, ultimo sopravvissuto del clan dei giganti del Pugno Gelato.
Al suo urlo di battaglia orchi e duergar sono costretti a difendersi dalla furia degli energumeni blu, mentre gli avventurieri vengono tuttavia colti di sorpresa a loro volta da una coppia di incantatori duergar appostati dietro delle rocce.
I due nani delle profondità intuiscono la presenza della Torcia Scarlatta e tentano in tutti modi di isolare il gruppo dal resto degli alleati per strappargliela via e lasciarli così senza difese. Le aberrazioni sanguigne però, quando Zeno perde la torcia per un attimo, si rivoltano contro di loro rischiando di mandare l’intero piano in fumo.
Ma la forza dei Rhona è incontenibile e uno dopo l’altro, ogni membro dell’alleanza viene falciato come un filo d’erba.
Gli avventurieri resistono strenuamente, e quando la battaglia è vinta Tarus’Verkan li ringrazia sentitamente dichiarandoli indissolubilmente alleati delle genti Rhona e dei giganti del ghiaccio che egli rappresenta.
Il ritorno alla foresta di Melin è quantomai sereno e soddisfacente, poiché i Rhona utilizzano il loro manto arboreo per proteggere gli eroi dai freddo pungente della pianura.
I Rhona si congedano seguendo Tarus’Verkan alla ricerca di qualche superstite del clan del Pugno Gelato, mentre Melin accoglie i Guitti di Zeno felice che la sua foresta sia ora in salvo.
Con l’alleanza spezzata gli eroi sono tranquilli nel lasciare le Terre di Confine a Melin e ai suoi Ispr, mentre Helen decide di restare con la vecchia saggia per apprendere il più possibile dalla sua conoscenza.

…quando le rune si illuminano e il portale si apre, gli avventurieri sono pronti a riscattare il proprio nome e ad apprendere nuove conoscenze nella terra, forse meno gelida, di quello che una volta era l’arido deserto di Howk…

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