Chiacchiere del Vicolo
La Compagnia degli Incubi, formata da
Alessandro S. nel ruolo di Gatz Van Spranghen, il Collezionista di Teste
Diego V. nel ruolo di Uthar Greenleaf, il Vendicatore di Vorrath
Marta A. nel ruolo di Valkyrie, la Giullare Nera
Pietro C. nel ruolo di Eltas Mist, l’Arciere dell’Ordine
Nicola P. nel ruolo di Till Kruspe, il Cultista di Isith
Sebastiano S. nel ruolo di Malamè, il Servo della Biblioteca Vivente
-Nell’ufficio segreto sono presenti solo libri contabili anonimi, e dal fazzoletto ricamato con le iniziali identificano nel morto Arthur Michen. Scassinata la camera blindata, trovano una cassaforte della Loggia la cui superficie appare come argento liquido: Malamè sa che collega direttamente ad una dimensione specchio, per cui ogni energia fisica o altro inviata attraverso ritorna al mittente. Non può quindi essere forzata. Nei simboli del codice di apertura riconoscono anche quello del glifo di risveglio dei non morti usato al Borgo e ritrovato accanto alla fossa comune dei morti infettati dal Necromante col colera. In una scrivania trovano anche un diario, con la stessa frase ripetuta migliaia di volte in grafie diverse, tra cui quella del collega ucciso Cristopher, intervallate a quella di Arthur. Manca però stranamente quella di Valkyrie, e i soldi delle guardie. Valkyrie, notando scintillare negli occhi altrui il simbolo a raggi centrale, al secondo tentativo indovinano la combinazione basata sul numero delle punte dei simboli. All’interno trovano dei documenti col simbolo della Loggia che attestano una lunga collaborazione tra il Re e il Gran Maestro e la Loggia. Non si specificano i termini di molti degli accordi, ma pare li stessero aiutando ad epurare la piaga del vampirismo nel rispetto dell’ideale della Loggia definito “Tela Bianca”.
-Tra i documenti ne spicca uno che rappresenta il saldo dei membri della Loggia destinatari di somme che si trovavano al Borgo, stilata 2 anni fa. Ci sono solo 3 nomi: Frederick Pullman, identificato nell’ormai innocuo ubriacone Fritz (che ha perso i poteri, poiché punito dalla Loggia), l’occultista Lucian Egger che però li aiutò in più occasioni sia per stanare il Necromante che la Nebbiamara, ed infine Iulius VonBauer, padre dell’attuale conte Icarus, morto però anziano 5 anni fa. Notando però che Iulius dovrebbe essere morto 5 anni fa e che il saldo firmato da Iulius risale appunto a 2 anni fa, i sospetti dell’identità del Necromante si indirizzano chiaramente su di lui.
-Avendo ancora altre domande, Till propone di fare una seduta spiritica per interrogare l’anima del defunto Arthur, usando oggetti a lui legati. Trasportati sulla soglia tra la vita e la morte, incontrano Arthur su un ponte in un parco innevato; memore di chi lo ha ucciso pur rispondendo, “reagisce” attaccandoli con passanti senza volto. Shalamè, la figlia di Malamè, appare solo a lui chiamandolo “papà” ed intimandogli di non cercare la madre. Till, intanto, riesce a capire dalle risposte del morto che i nomi sul saldo del Borgo sono di persone che sono sempre rimaste lì, ma solo la Loggia sa chi possa essere questo “Tessitore”. Solo il Gran Maestro sa del resto come raggiungere i Portali e la Corolla d’Ombra, il consiglio direttivo della Loggia, che vive solo nel mondo onirico e persegue un’ideale di perpetuo equilibrio definito appunto “Tela Bianca”. I poteri di rubare le ombre di persone influenti e carismatiche per assumerne l’aspetto (ma non la grafia!) gli furono donati al Borgo dalla Nebbiamara quando vi si recò per la somma da consegnare ad Egger al posto del collega Cristopher. Il “Viaggiatore” seme della Nebbia nella Capitale, di cui parlava la Sorgente della Nebbia alla sua morte, era dunque lui. Ma a suo dire nessun altro è stato irretito dalla Nebbia qui a Porta Del Gelo. Intanto, sconfitta la minaccia e terminate le domande, Malamè vede venire verso di sé una inquietante Dama Nera con una lanterna accecante, che lo indica e apostrofa in modo accusatorio.