Emnotork – “Porto Fortuna” – Sessione 1 – 26.05.2023

Chiacchiera del Vicolo – Sessione 1

“Porto Fortuna”

Dalle Memorie di Klimt, Dita d’Inchiostro

Gli Avventurieri di Porto Fortuna:

Emanuele C. è Era
Alessandro M. è Ander Brightwood
Gian Marco L. è Edmond Kalomar
Andrea F. è Yesugei
Andrea J. è Fargrim Thorgar

Una giornata produttiva ed adesso che mi ritrovo in una confortevole stanza, che posso considerare mia a tutti gli effetti, dato il prezioso aiuto profuso alla ricerca di un benefattore che appoggiasse, in tutto e per tutto, le nostre intenzioni, riesco a sporcare con un po’ di inchiostro questo diario che negli ultimi giorni è stato scritto con troppa foga e senza soppesare con i dovuti modi ogni nostra nuova scoperta, che in verità merita di trovare il giusto riconoscimento nelle mie memorie.

Il risveglio a casa di Tempesta ha avuto un retrogusto agrodolce; ho trovato il vecchio arcanista, sin dalle prime luci che un pallido sole ha sapientemente condotto lungo le vie del Porto di Riva Alta, ricurvo su un tavolo, intento a scrutare e studiare quei minerali di un acceso colore ambrato e dalle venature rossastre che, senza ombra di dubbio, in tempi passati formavano un’unica gemma; Era ha mostrato un morboso attaccamento a questa perla mineraria della quale siamo al momento riusciti a recuperare solo un paio di frammenti nei vecchi cunicoli che si diramano al di sotto delle strade di Synistas e che adesso non è tra le nostre mani.

L’impazienza che ci ha spinto a conoscere di più nel minor tempo possibile ci ha giocato quello che sembra essere uno spiacevole scherzo; lo stesso Andor Mullander ci aveva messo di fronte alla necessità di dover disporre di almeno una decina di nuove albe per riuscire a comprendere meglio cosa si nasconde dietro questo dorato segreto, a differenza invece dei Maghi dell’Aria che con tutto il sapere e gli strumenti conservati nel Palazzo dell’Aria hanno chiesto solo un paio di giorni di tempo, almeno così mi è stato riferito dai miei compagni di viaggio, che hanno avuto un incontro abbastanza freddo e distaccato, dove gli stessi maghi si sono lasciati consegnare in modo abbastanza autorevole le brillanti scaglie non fornendo certezza sul fatto che possano tornare nelle nostre mani.

Differente invece è stato il mio incontro con l’anima, buona e quieta, che gestisce la casa da tè “Il Vuoto e Il Castagno” nei pressi del quartiere Zanna di Diamante; nella sua infinita comprensione, Mariko, ha intuito il possibile ruolo di sostegno spirituale ed emotivo che la mia compagnia potrebbe offrire a chi ne ha davvero bisogno, ascoltando le voci dei bisognosi e mettendo a tacere quelle di tutti quei crudeli individui che inaridiscono il mondo in cui viviamo; il contributo offerto dalla casa da tè servirà a sistemare il vecchio emporio che risorgerà nelle sembianze di una locanda, ma che rappresenterà un approdo sicuro per chiunque avesse necessità di condividere informazioni e preoccupazioni.

Accese discussioni sono nate per trovare il nome giusto da regalare ad un faro di speranza che tutti speriamo possa aiutare il prima possibile chi davvero dovesse averne bisogno; i miei compagni di viaggio non potevano regalare nome migliore di “Porto Fortuna” a questo posto quale augurio e richiamo per chi di fortuna va in cerca e sembra non riuscire a trovarla in nessun luogo.

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