Chiacchiera del Vicolo
Emanuele L. – Duda McLucianson
Giacomo A. – Lucrezia Freeland
Federico P.– Samara (Lunargenta?)
Mirko R.– Fiora Matilde Rodine
Tommaso R. – Thotham “Impavidopugno”
- Samara esce dalla stanza dalla stanza assieme alla Matrona.
- La curiosità di Thotham lo porta a informarsi di una nuova pratica di cui ha sentito parlare poche ore prima per la prima volta: l’“incantamento”. La Matrona gli suggerisce che non è la sua specialità, ma che se vuole saperne di più o incantare le sue armi esiste un potente fabbro incantatore a Synistas che le deve un favore… “Morgothot Tzanieri” è il suo nome.
- “Bene, mi ha fatto estremamente piacere conoscervi… Avete ancora bisogno di un tetto sopra la testa cari cuccioli?” conclude l’anziana incantatrice.
- Il gruppo, altamente inquietato dall’austera figura, gentilmente declina l’offerta e procede a raggiungere i giacigli sistemati per la notte… chi sulla terra ferma, chi nella nuova nave.
- Lucrezia è la prima a parlare con Mastro Flint che, assieme all’equipaggio, ha appena finito di caricare la nave. “Quello del Mercato Nero ci ha dato il rimborso, ma mancano 100 mo d’oro, lui dice che le aveva già spese per farsi consegnare le armi qui a Pietranera”, Lucrezia sentendo le parole di Flint gli consegna le 100 mo da dare al Capitano e assieme a due marinai decide di cercare questo losco figuro per farsi riconsegnare ciò che manca. Purtroppo essendo tarda sera le sue ricerche non portano a nessun risultato, ma per tutto il tempo la chierica giura di essere stata seguita con lo sguardo da dei curiosi corvi appollaiati sui tetti delle case.
- È mattina, il cielo terso preannuncia una giornata fruttuosa per i commerci navali e, dopo poche ultime commissioni il gruppo si ritrova alla nave pronto per partire e solcare le distese azzurre ad occidente.
- “Abbiamo cinque giorni di viaggio prima dello scalo in un isolotto di nome “Altéro”” annuncia Flint dopo aver studiato le rotte assieme a Lashasha, “Da lì facciamo scorta di razioni, magari riposando una notte in locanda, per poi ripartire verso “Stella Nera”, che come temevo non è segnata su nessuna mappa tradizionale.”
- I primi due giorni di navigazione procedono lisci, due mani in più fanno sempre utile a bordo e il gruppo inizia ad imparare le basi della navigazione da questi esperti marinai, oltre che delle ballate tipiche dedicate alla gioia del viaggio e al dolore della mancanza di casa.
- In questi due giorni si discute di diverse questioni: tra cui il nome della nuova fregata. A “Leyla”, in onore della compagna che li ha dovuti lasciare dopo il combattimento con Prius, si contrappone “Chansons de mullieres” termine coniato da Duda per le sue ballate. Dopo una breve discussione, anche grazie al voto dei marinai la nuova imbarcazione viene battezzata “Chansons de mullieres” e il nome affisso sulla poppa. A questo viene aggiunta la bandiera rappresentante Thotham che sorregge le donzelle del gruppo.
- Il mare non riserva solo amenità, e il gruppo lo scopre presto. Al terzo risveglio vengono accolti da un cielo coperto e un forte vento, presagio di tempesta. Flint propone due opzioni: lo aggiriamo, allungando il viaggio, oppure tentiamo di passare in mezzo alla tempesta, con tutto quello che può comportare. Il saggio capitano Thotham, col consiglio dei suoi ufficiali, propende per aggirare la tempesta, nonostante questo richieda tempo e denaro non si sente di rischiare la nuova nave o, ancor peggio, la vita.
- Con due giorni extra di navigazione a tempesta viene aggirata e il paesaggio attorno al gruppo inizia a cambiare: arcipelaghi più frequenti, tratte navali riconoscibili e diverse imbarcazioni battenti disparatissimi vessilli popolano questa parte del mondo.
- È in questo momento in cui si sente quasi l’odore di terraferma, che Fiora nota a diverse decine di metri un’altra nave, più piccola della “Chansons”, mostra una vela bianca e due marinai sventolano dei fazzoletti come in segno di benvenuto.
- Il gruppo non ci casca, aprono i boccaporti e la nave pirata nemica, scoperta nel suo tentativo di abbordaggio, apre il fuoco.
- La battaglia è breve ma intensa, gli incantesimi a lunga distanza di Samara erano qualcosa di imprevisto per la nave pirata che non sembra avere rimedio. Mentre Lucrezia assicura degli arpioni per evitare la nave scappi e Fiora arma i cannoni, Thotham e Duda prendono una scialuppa e si avvicinano ai pirati.
- Raggiunta l’altra imbarcazione i due si rendono conto che l’unico ancora in piedi dopo il bombardamento magico di Samara è il capitano, che li minaccia con una torcia in mano: “Avvicinatevi e vi porterò a fondo con me e la mia barca” indicando un gruppo di barili di polvere da sparo dannatamente infiammabili.
- “Madò che paura” le parole del Capitano Thotham, che sale sul ponte e schiaffeggia il capitano nemico, mandandolo per terra.
- Il gesto repentino del pirata: la torcia scagliata nella direzione dei barili, sospesa in aria… il lancio andrà a segno?