La Compagnia degli Artigli del Caos, formata da
Riccardo S., nel ruolo di Bruce Qui, il coriaceo mezzelfo dal volto celato e Guidatore Sfrecciante
Amedeo R., nel ruolo di Norelian il Curioso, il ladro spavaldo dal sorriso ammiccante e Ritornante
Sara B., nel ruolo di Tewen Aratar, l’ingenua fanciulla dai poteri incontrollati
Simone C., nel ruolo di Glim Dunben, l’abile inventore dalle mille risorse
Emanuele L., nel ruolo di Bohr Targon, lo studioso dalle originali teorie
Matteo S., nel ruolo di Volpe Grigia, l’ex sicario dal ritrovato onore
-Il gruppo, dopo aver aiutato a sconfiggere uno dei pezzi dell’anima del Falso drago del Vuoto grazie al Titano di Manhur “Quarto”, vedono la realtà disgregarsi dinnanzi a loro e si ritrovano di nuovo davanti al Titano “Primo” e al Guardiano Ametista. Sembra che in quanto “ibrido” di qualche forma, anche lui sappia comunicare con i Titani. Anche Quarto, dopo essere stato liberato grazie agli Artigli, accetta la loro proposta di salire in superficie per nutrirsi della luce lunare. Tuttavia, il tempo stringe, mancano solo 4 giorni ai Nodi Lunari, durante i quali l’attività di tutti i Manhur avrà un picco di intensità ed instabilità. È necessario trovare gli altri due Titani risvegliati, “Secondo” e “Terzo”, ma anche recuperare l’artiglio di Feruàn da dietro la Labradorite. Dopo aver soppesato pro e contro, decidono di mandare Primo con il Guardiano Ametista, necessario all’operazione di monitoraggio sismico dell’estrazione dell’Artiglio, poiché Primo ha una capacità superiore di manipolazione dei Manhur, mentre Quarto li accompagnerà in cerca dei suoi fratelli. In questo modo, l’estrazione dell’Artiglio dovrebbe prendere circa 2 giorni secondo i calcoli di Ametista. In quella zona, trovano anche strane scalinate lavorate tramite l’erosione dell’acqua e simili elementi architettonici ciclopici sparsi incastonati nei blocchi di strato madre. Secondo Bohr, quello stile non lo ha mai studiato e non è affatto tipico di elfi lunari o popoli sotterranei.
-Dopo essere sopravvissuti ad un mortale agguato di arcanamiti all’uscita dal fiume sotterraneo, superato sfruttando la forza dei due Titani, Primo ed Ametista, e Quarto con il gruppo, si separano. Cercando nella rete di cunicoli sull’altra sponda del fiume, trovano tracce di coppie di grosse impronte da ambo i lati. Presi i cunicoli a sinistra, li aspetta un salto tra voragini come fauci piene di spuntoni di roccia instabili. Stranamente, ci sono ponti di corda, ma ormai marci. Tra salti prodigiosi e prove di equilibrio ai limiti dell’impossibile, giungono ad un arco di pietra, ma Quarto, ultimo a saltare, cade nel baratro tra decine di spuntoni. Solo la magia di Norelian riesce ad arrestarne la rovinosa caduta.