EMNOTORK – “Nodi Lunari” – Sessione 62– 04.06.2024

La Compagnia degli Artigli del Caos, formata da

Riccardo S., nel ruolo di Bruce Qui, il coriaceo mezzelfo dal volto celato e Guidatore Sfrecciante
Amedeo R., nel ruolo di Norelian il Curioso, il ladro spavaldo dal sorriso ammiccante e Ritornante
Sara B., nel ruolo di Tewen Aratar, l’ingenua fanciulla dai poteri incontrollati
Simone C., nel ruolo di Glim Dunben, l’abile inventore dalle mille risorse
Emanuele L., nel ruolo di Bohr Targon, lo studioso dalle originali teorie
Matteo S., nel ruolo di Volpe Grigia, l’ex sicario dal ritrovato onore

  • Grazie alla magia di Glim , Quarto viene recuperato dalla voragine di spuntoni rocciosi, anche se molto danneggiato e riparabile solo da Manhur attivi. Oltre, li aspetta un tumulo più che millenario: attorno alla voragine centrale sono disposti, stranamente esposti e non sepolti in loculi scavati nella roccia come nella tradizione funebre lunare, antichissimi scheletri di elfi lunari dalle ossa sottilissime rispetto alla norma. E non a causa del tempo. Due armature guardiane con uno stemma rassomigliante a quello del Clan dell’Acciaio, parlando una lingua simile all’elfico lunare eppure diversa, che solo Bruce riesce a capire, gli intimano di rispettare il riposo dei defunti e di proseguire attraverso la via della terra. Un’offerta votiva di Bohr viene a quanto pare ricompensata con una cascata di pepite d’oro dalle statue, mentre il corredo funebre di gioielli non viene toccato.
  • Tra magia e abilità di arrampicata, il gruppo scende molto in profondità attraverso la voragine e seguendo i crateri orme dei titani proseguono attraverso una galleria ed infine risalgono un’altra voragine attraversata da laceri ponti di corda. Le orme sembrano proseguire verso un torrente, ma Bohr e Bruce incuriositi da un bivio scoprono un prezioso reperto: una piccola teca di diamante grezzo incastonato al suolo con iscrizioni in un alfabeto comprensibile solo a Bruce, che custodisce due germogli di Manhur in uno stadio ignoto della loro evoluzione. Neanche quarto sa cosa siano nè può nutrirsene. L’iscrizione parla della Luna, di piogge dal cielo e discesa nelle tenebre, mentre i due frammenti all’interno pare rechino i segni di una microscopica attività vitale, intensa e veloce in una e lenta e debole nell’altra. La teca viene distrutta usando una scheggia delle ferite di Quarto e i frammenti della teca presi da Glim. Bruce custodisce invece le schegge di Manhur. Proseguono quindi risalendo oltre il torrente. Oltre, una intensa luce cangiante, un ponte di Manhur attivi sopra un fiume e soprattutto Quarto, che dice a Tewen che probabilmente “li hanno trovati”.

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