La Compagnia degli Artigli del Caos, formata da
Riccardo S., nel ruolo di Bruce Qui, il coriaceo mezzelfo dal volto celato e Guidatore Sfrecciante
Amedeo R., nel ruolo di Norelian il Curioso, il ladro spavaldo dal sorriso ammiccante e Ritornante
Sara B., nel ruolo di Tewen Aratar, l’ingenua fanciulla dai poteri incontrollati
Simone C., nel ruolo di Glim Dunben, l’abile inventore dalle mille risorse
Emanuele L., nel ruolo di Bohr Targon, lo studioso dalle originali teorie
Matteo S., nel ruolo di Volpe Grigia, l’ex sicario dal ritrovato onore
-Dopo molti dubbi, il gruppo prende coraggio e con resistenza ed un po’ di ingegno attraversano il fiume sotterraneo. Le impronte colossali continuano in quella direzione e si uniscono ad un’altra coppia di impronte più piccole. Lungo il tragitto, nessuna traccia di forme di vita di alcun tipo, eccetto i piccoli arcanamiti: zecche succhia magia fatte di Manhur già incontrate da parte del gruppo in passato. Dopo averne superato l’aggressione là dove riemerge il fiume, attirandoli con potenti magie (ed averne messo uno nello zaino da Tewen!), accompagnati da diverse caotiche manifestazioni magiche, giungono ad una ampia caverna piena di giganteschi pezzi grezzi di strato madre. Mentre Tewen si infuria con i suoi compagni per averla lasciata indietro, come da un bozzolo minerale riemerge il Titano di Manhur incontrato tempo addietro, riconoscibile da una gamba leggermente più corta che gli era stata spezzata. Tewen ancora furente inizia a parlarci e capisce che la creatura, che si definisce “Primo” pur parlando di sé al plurale come se fosse una collettività, sta cercando “Quarto”, il titano più giovane, ultimo a risvegliarsi, che è stato attirato e risucchiato da uno squarcio su un lago torbido. Intuendo si possa trattare di un worth, propongono di aiutarlo ed in cambio “Primo” offre una tregua.
-Tuttavia, “Primo”, ribadisce che l’obiettivo primario dei Titani rimarrà nutrirsi per progredire nella loro esistenza. Si nutrono di “luce riflessa” convogliata nel sottosuolo dagli elfi lunari che dovranno quindi continuare a divorare. Dopo vari ragionamenti su una soluzione che possa salvare il popolo lunare, il gruppo, aiutato dalla mediazione di Tewen, unica che “Primo” comprende, e le illusioni di Glim, trova la soluzione di spiegare al titano come la prima luce riflessa dal sole sia quella della luna, a cui si avvicinerebbero salendo in superficie. “Primo” viene convinto a proteggere chi li aiuterà ad avvicinarsi alla Luna e dunque il Titano e Tewen stipulano una promessa reciproca. Eppure, “Primo” dirà che Tewen non è l’unico “ibrido” lì presente, indicando il Guardiano Ametista.