Chiacchiera del vicolo – Sessione 53
I Praecones Deorum “Gli araldi del divino”
Fabio Sais è Kham Dragoon, il cavaliere celeste
Gabriele Rosi è Giselle Albalucente, la danza letale
Alessandro Evangelisti è Thok Mutorik, che prega nel buio
Federico Righi è Baral Swimbledorf, l’avido mago
Luca Valentini è Sendrow Darksmoke, il servo dell’ombra
Andrea Pastarini è Sebastian, l’oscuro figlio
- Gli Araldi attraverso la magia di Baral riescono a mettersi in contatto con Nebbia e scoprono che con ogni probabilità il loro braccio destro è in pericolo, in bilico tra il sonno e la veglia causato da una qualche sostanza o incantesimo, vessata e probabilmente imprigionata da una figura maschile che non sono riusciti a identificare. Intanto il miracoloso legame di fede tra Thock e Xilpot consente a Sendrow di ricevere una rivelazione divina dalla prima Ombra: scavando nella terra una fontana di sangue ne emerge e nel macabro spettacolo emergono in superficie resti umani il cui proprietario rimane avvolto nel mistero. Tra questi un braccio umano che per qualche strana ragione è compatibile con il corpo vegetale del ranger nonostante dopo la magia rigenerativa di Thock per farlo aderire questo risulti ancora devitalizzato.
- Gli Araldi giungono nei pressi di un forte militare fatiscente oltre il quale, a detta di Ziva, si nasconderebbe la valle conosciuta come Tomba dei dimenticati. A guardia del forte un solo cavaliere che trattiene in gabbia il giovane tiefling dalla pelle pallida, Sebastian, con la pretesa di proteggerlo dai pericoli della Tomba per i quali non è ancora pronto nonostante le insistenze del giovane. Interagendo con i due gli Araldi liberano Sebastian e scoprono che il cavaliere è un non morto di natura divina di nome Sir Visum. Secondo le conoscenze di Thock le conoscenze sovrannaturali del non morto sono dovute proprio alla sua origine: si tratterebbe della “danza della morte”, un gruppo di quattro non morti psicopompi antichissimi che si occupano di servire gli dèi tutti in modo indiscriminato. Ognuno di loro fece una promessa allineata con le forze del bene che probabilmente è la ragione per cui nonostante la non morte non risultino alleati delle forze maligne. Sir Visum giurò di non posare mai lo sguardo sul male, ed è anche per questa ragione che non poteva permettere che la vita di un giovane si spegnesse nella tomba dei dimenticati sotto i suoi occhi. Ora però che Sebastian ha incontrato il suo destino e che avventurieri potenti stanno per visitare la tomba il suo periodo di guardia è finito e può finalmente ritornare a ciò che lo preme davvero: ritrovare suo fratello minore, che adesso si fa chiamare Sepulcher, e riportarlo sulla retta via. L’avvertimento che lascia a Giselle e Kham prima di partire resta nell’aria: attenzione al male che vi circonda, chi cerca la salvezza non deve dimenticare la vigilanza costante sulle varie forme che il male può assumere. Non esistono scale di grigi, il mondo si divide in buoni e malvagi.
- Liberare Sebastian si rivela per Sendrow, Thock e Baral. Il giovane Sebastian rivela di essere un fedele di Xilpot e non uno qualunque. Il martire il cui chiodo del martirio è ora un simbolo sacro per Thock era nientedimeno che suo padre, profeta di Xilpot prima del suo imprigionamento ad opera del cavaliere nero e di Vita. Nella loro famiglia scorre il sangue e la volontà di XIlpot che si manifesta non nello spirito ma nella carne. Al momento della sua liberazione Xilpot ha parlato a Sebastian e gli ha detto di cercare il sangue di suo padre per realizzare il suo destino e risvegliare la sua natura di veicolo per la prima ombra e sua incarnazione sulla terra. Sebastian doveva conoscere gli Araldi poiché solo loro hanno la volontà e la forza di guidare l’ultimo corpo mortale rimasto a Xilpot, una missione che non ammette errori: la forza del suo agente, Sendrow, gli impedirà di fare la stessa fine del padre; la fede di Thock alimenterà il suo spirito e lo guiderà affinché la sua volontà sia allinei a quella dell’Ombra senza mai titubare; l’ingegno di Baral consentirà a Xilpot di sfruttare il suo ultimo figlio nel migliore dei modi guidandolo e proteggendolo dalle numerose insidie di Emnotork che tenteranno minare la sua immagine. Tutto ciò è confermato dai poteri miracolosi di Sebastian che riesce a partire da poche gocce del sangue de padre a rivitalizzare il braccio di Sendrow.
- Gli araldi giungono alla tomba dei dimenticati dove li attendono ricchezze di una battaglia dimenticata e le osa dei giganteschi soldati che la combatterono, Mentre gli araldi recuperano l’oro e leggono tomi antichi di fattura apparentemente elfica che descrivono la costruzione di una fucina capace di lavorare perfino “le stelle”, le antiche ossa si risvegliano possedute da una magia che ricorda quelle dei Lich, mentre parole viventi della lingua dei giganti intrappolano alcuni degli Araldi in un incantesimo che aumenta il loro peso in modo sovrannaturale.