Chiacchiera del vicolo – Sessione 52
I Praecones Deorum “Gli araldi del divino”
Fabio Sais è Kham Dragoon, il cavaliere celeste
Gabriele Rosi è Giselle Albalucente, la danza letale
Alessandro Evangelisti è Thok Mutorik, la mela che non cadde lontana
Nicolò Marcolini è Arannis, la vendetta iraconda
Federico Righi è Baral Swimbledorf, l’avido mago
Luca Valentini è Sendrow Darksmoke, il servo dell’ombra
- Gli Araldi durante l’esplorazione della valle e l’analisi dei monoliti vengono interrotti da Sendrow. Il ranger ha individuato i segni di un combattimento in corso. Più a valle, infatti, un gruppo di non morti animato stranamente da forze druidiche e comandato da i resti di un antico capotribù elfico ha circondato e sterminato la scorta di una carovana guidata, con sorpresa degli Arladi, da Banjo Franco sindaco di Samadra. Gli araldi riescono a sventare l’attacco eliminando i non morti che parevano legati in qualche modo a tre monoliti di ossidiana ospitati tra le rovine di tre piccoli templi nelle vicinanze. I non morti per qualche ragione erano impossibili da scacciare. Il sindaco ne esce illeso.
- Banjo Franko informa gli eroi del motivo della sua presenza lì. Dal loro ultimo incontro con la compagnia del nodo sempreverde lui aveva terminato di scortare gli avventurieri ed era anche ritornato a Samadra. Tuttavia, un membro del consiglio sfruttando le leggi della città era riuscito a tenerlo impegnato in una serie di incarichi al fine, secondo Banjo, di tenerlo lontano da Samadra così da diminuire la sua influenza in città ed agire indisturbato. Ciò è possibile poiché a detta del sindaco l’organizzazione del governo di Samadra mette le sue radici in un corpo di leggi e tradizioni ben più antico dove il Sindaco è assimilabile ad un capotribù ed è legato ad una serie di obblighi che a dispetto della modernità della città relegano la sua carica più alta a scendere in campo direttamente; pensare di cambiare queste leggi è impensabile e Banjo fa intuire che le tradizioni di Samadra sia portanti per la città tanto quanto mattoni, malta e colonne. L’autore di questa astuta manovra è il più recente membro del consiglio, un mago di nome Kaleb.
- La ragione della presenza del sindaco è presto detta: secondo Kaleb Samadra ha bisogno di ulteriori difese e nella valla dei dimenticati si trovano tesori e ricchezze che possono sostenere le imprese della città e che nessuno ha ancora rivendicato. Il sindaco era partito al fine di recuperarle, ed ha avuto successo. Tuttavia, la sezione più antica della valle, la cosiddetta tomba dei dimenticati, dove si potrebbero trovare tesori di maggior pregio è stata impossibile da raggiungere e lo ha costretto anzi alla ritirata. Banjo racconta di un non morto potentissimo, così terrificante che il chierico che accompagnava la spedizione sarebbe morto di crepacuore alla sola vista. Il non morto non li avrebbe aggrediti ma avrebbe intimato loro di andarsene maledicendoli, e fu proprio quella maledizione secondo il sindaco la causa del successivo attacco da parte dei corpi non morti che riposavano nella valle dove gli araldi lo hanno incontrato.
- Gli araldi recuperano le forze e decidono di rimandare il rientro al villaggio artiglio di ferro per tentare il recupero dei tesori protetti dal terribile non morto presso la tomba dei dimenticati.