EMNOTORK-“Niente di personale(Parte 2)”-SESSIONE 49-21.01.2024

Chiacchiera del vicolo – Sessione 49

I Praecones Deorum “Gli araldi del divino”

Fabio Sais è Kham Dragoon, il cavaliere celeste

Gabriele Rosi è Giselle Albalucente, la danza letale

Alessandro Evangelisti è Thok Mutorik, la mela che non cadde lontana

Nicolò Marcolini è Arannis, la vendetta iraconda

Federico Righi è Baral Swimbledorf, l’avido mago

Luca Valentini è Sendrow Darksmoke, il servo dell’ombra 

  • Gli Araldi ottengono dalla scommessa con Padre Guglielmo informazioni su Sir Owswald, i Worth e la loro chiusura, le creature del vuoto ed il passato della foresta sotto richiesta di Arannis e Giselle
  • Gli Araldi proseguono il viaggio con la Kobolda Ziva. Il viaggio sembra protarsi più a lungo di quanto annunciato dalla creatura. Mentre gli Araldi decidono sul da farsi un guerriero elfico di nome Mezzoartiglio tendo loro un’imboscata. Si scoprirà essere un malinteso, l’elfo credeva che Giselle, riconosciuta come una elfa delle foresta di vita delle tribù interne, si stesse allontanando contro la sua volonta.
  • Giselle conosce bene la tribù artiglio di ferro a cui appartiene l’elfo, una tribù antica e gloriosa che con l’avanzata del deserto ha perso molti territori coltivabili e che solo adesso che la foresta sta espandendo i suoi confini ha ripreso a vivere. Tuttavia, i racconti di Mezzoartiglio rivelano che da diversi anni una grave malattia affligge la tribù, gli uomini perdono forza e vigore di mese in mese, le gravidanze delle donne spesso non vanno a buon fine. Solo un manipolo di guerrieri è ancora in forze ed in grado di difendere il territorio. Il capotribù è gravemente malato e sono stati costretti a richiamare suo padre, il precedente capotribù Grande Artiglio, a rivestire momentaneamente il ruolo in qualità di sciamano non avendo più la forza fisica della gioventù. Per ovviare alla mancanza di manodopera la tribù si è ritrovata a sottomettere un clan di Koboldi, il piano di Grande Artiglio sembra aver funzionato perché il cibo non manca ma la natura ferale e imprevedibile delle creature causa molti problemi a detta di Mezzoartiglio che non approva la decisioni ma non discute l’autorità di un leader leggendario tra la sua gente.
  • Gli araldi vengono invitati a riposare al villaggio e a recuperare un percorso migliore per giungere alla Valle dei dimenticati, dove pare che Ziva volesse condurli alla ricerca di un grande tesoro. Mezzoartiglio requisisce Ziva per sottoporla ad interrogatorio ed avverte gli Araldi che la Kobolda ha provato in passato ad ingannare anche lui con la storia del tesoro, sciocchezze che non meritano l’attenzione del primo guerriero della tribù. Nel luogo dove sono diretti si trova un antico cimitero dragonide dove si tenne una grande battaglia in tempi passati tra creature dragonidi fedeli al drago verde ed un nemico sconosciuto. Nella zona l’ultima viverna verde avvistata risale a dieci anni prima, il resto sono solo leggende e racconti.
  • Gli araldi scoprono nel villaggio un cimitero dove le tombe hanno una strana forma. Gli araldi parlano con “La salamandra”, un mago Koboldo del clan sottomesso. Originariamente era il leader del clan prima di essere sostituito da Ziva. Grazie a lui scoprono che sulla tribù e i suo i territori grava un’influenza magica di qualche tipo ma al Koboldo interessa solo liberare la sua gente della schiavitù.
  • Gli araldi si confrontano con la sciamano Grande artiglio. Secondo lui esiste davvero qualcosa di valore nella valle dei dimenticati, qualcosa che Ziva si rifiuta di rivelargli. Il collare di Ziva è una sua creazione: Grande Artiglio aiuterà Sendrow a recuperare il nraccio distrutto dal suo incantesimo se, tra i tesori della valle dei dimenticati gli verrà riportata la ghiandola di fuoco intatta di una viverna.
  • Gli araldi iniziano la traversata nella valle dei dannati. Nel loro percorso distruggono un altare posto dai cultisti dragonidi liberando uno spirito immenso tenuto a bada proprio da quella magia.

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