Chiacchiera del vicolo – Sessione 47
I Praecones Deorum “Gli araldi del divino”
Fabio Sais è Kham Dragoon, il cavaliere celeste
Gabriele Rosi è Giselle Albalucente, la danza letale
Alessandro Evangelisti è Thok Mutorik, la mela che non cadde lontana
Nicolò Marcolini è Arannis, la vendetta iraconda
Federico Righi è Baral Swimbledorf, l’avido mago
Luca Valentini è Sendrow Darksmoke, il servo dell’ombra
- Arannis e Thock incontrano Tessa e Vischio Marcio nella piazza del mercato. Le due donne discutono poiché la druida cerca di avvertire Tessa che il commercio di meraviglia sostenuto dalla donna per finanziare gli araldi potrebbe ritorcersi contro in fretta, la droga è molto più che una sostanza stupefacente e secondo la druida è una vera e propria creatura con un forte legame con il vuoto. Durante la discussione ed il tentativo da parte die due chierici di convincere la Tessa a desistere ed a trovare un nuovo modo di rendersi utile, Arannis riceve di nascosto una lettera. Il contenuto è un folgore disegnata su un foglio di pergamena bianco. Si tratta dell’inequivocabile messaggio della folgore nera, un ordine militare segreto di fedeli di Weinal intento a portare giustizia divina laddove quella dei mortali fatica ad arrivare. Nebbia sospetta che qualcuno, forse proprio la folgore, stia indagando sugli Araldi ed abbia fatto con Arannis la prima mossa. La folgore nera agisce con giustizia ma sono estremi e violenti nei loro metodi. Che vogliano solo conferire con Arannis o che stiano minacciando lui e gli araldi in ogni caso la questione è seria.
- Gli Araldi giungono al villaggio assalito e trovano una truppa di numerosi Koboldi intenta a fare razzie. Insieme al misterioso nobile della famiglia Intensen, che si rivela essere Elios il primogenito, riescono a prevalere sulle creature e a salvare un mago itinerante ed alcuni civili. Il capo dei Koboldi viene catturato e si arrende. È una femmina e il suo nome è Ziva Senzazzana, un raro esemplare di Koboldo dalla pelle verde, eccezionale in battaglia e con indosso un misterioso ciondolo fatto con il dente di un grande rettile. Il Koboldo chiede che le sia resa la libertà in cambio di un grande tesoro a meno di un giorno di cavallo, il fatto viene confermato dalla moneta dell’imperatore fanciullo. Il tesoro è protetto a suo dire da un grande male che non può essere affrontato con la forza e che tormenta la valle, lei sa come nascondersi e come sfuggirgli ma non è mai riuscita ad affrontarlo. Gli Araldi decidono di tentare il recupero del tesoro. Sendrow prova a rubare con la forza il ciondolo di Ziva ma un potente incantesimo protettivo distrugge la mano che prova ad afferrarlo. Il ciondolo è magico ma ad essere estremamente potente è l’incantesimo pensato non per proteggere il portatore ma per impedire che il ciondolo venga rimosso.
- Elios conferisce con Kham sulle ragioni del suo viaggio. Voleva essere lui in persona a comunicargli una difficile notizia. Il padre, capofamiglia dei Dragoon, è stato rapito probabilmente da uomini legati al cavaliere nero. Elios in persona ha condotto alcune indagini su richiesta del padre e della nobiltà locale ed ha scoperto che l’uomo si è allontanato apparentemente senza opporre resistenza su una carrozza scortato da alcuni uomini in armatura nera e portando con sé le armi di famiglia.