Chiacchiera del vicolo – Sessione 25
“Arannis, la vendetta iraconda”
Dalle Memorie del Re nella moneta
I Guardiani di Vita
Fabio Sais è Kham Dragoon, il cavaliere celeste
Gabriele Rosi è Giselle Albalucente, la danza letale
Alessandro Evangelisti è Thok Mutorik, la mela che non cadde lontana
Nicolò Marcolini è Arannis, la vendetta iraconda
Nelle profondità della Palpebra calante, da qualche parte in quel dedalo di vie, tunnel e trappole sfruttato dall’ordine dell’occhio sempiterno come nascondiglio e via di fuga prediletta, lì si trovava il santuario segreto di pavona che in base agli scritti rinvenuti da Giselle avrebbe dovuto ospitare il nascondiglio principale dell’ordine nella città e in esso, forse, i guardiani avrebbero anche rinvenuto l’antidoto al veleno di aspide di vetro che minacciava la vita di Thock e Giselle.
L’esplorazione dei tunnel li condusse ad un vecchio ambiente utilizzato come magazzino. Fù li che i guardiani fecero la conoscenza di Arannis. Imbavagliato e legato, il mezz’elfo era stato fatto prigioniero dall’ordine e stranamente non ucciso sul posto, il motivo allora era sconosciuto a lui quanto ai guardiani. Dopo qualche esitazione da ambo le parti i guardiani liberarono infine il prigioniero. A quanto pare i guardiani non erano i soli sulle tracce dell’ordine dell’ochio sempiterno. Arannis all’epoca non scelse di condividere a pieno le sue motivazioni ma spiego in breve che l’ordine si era macchiato di un grave delitto nei confronti suoi e della sua gente e che meritava una punizione esemplare ed ogni sforzo che da tempo il mezz’elfo impiegava nella sua vendetta. Giselle non aveva difficolta a leggere nel passato del giovane poiché in lui vi erano i tratti inconfondibili di coloro che sono cresciuti nella foresta di vita, se qualcosa doveva essere accaduto alla sua tribù il dolore doveva essere immenso.
Arannis, tuttavia, non era da solo. Durante il suo colloquio con i guardiani Sir Barristan aveva catturato una donna che da tempo li stava pedinando. La donna era in verità una vecchia conoscenza di Arannis, una tombarola di nome Tessa, giunta a Samadra sulle tracce proprio del suo amico scomparso ormai da giorni.
Con l’aiuto del loro intelletto, della magia di Arannis e delle capacità da scassinatrice di Tessa i guardiani riuscirono ad introdursi ulteriormente nel nascondiglio dell’ordine superando illusioni, accessi segreti e porte sbarrate fino a giungere nell’antica sala del tempio che era stata riconsacrata da alcuni membri dell’ordine, in contrasto con il loro attuale leader, ad un’altra divinità. Questi, guidati da Capelli di Seta, diedero battaglia ai guardiani per proteggere il cuore della loro insurrezione contro Susanna la pigra, la donna a capo degli assassini di Samadra.
La battaglia volse a favore dei Guardiani che, sotto lo sguardo di un contrariato Sir Barristan, strinsero un accordo con capelli di seta. In cambio della sua vita l’assassina avrebbe fornito la posizione di riccioli d’oro, fuggita poco prima dello scontro ed unica in possesso dei segreti dell’antidoto. Inoltre, se guardiani l’avessero eliminata insieme a Susanna la Pigra una volta assunto il comando Capelli di seta si sarebbe assicurata che la cellula di Samadra non avrebbe causato più problemi.
Riccioli d’oro a quanto pare era fuggita verso la capella di Pavona all’esterno della città attraverso un tunnel segreto ed aveva utilizzato la sua “strana arte”, per aiutarsi nella fuga. I guardiani avrebbero dovuto realizzare l’impossibile per accorciare le distanze in tempo, ma fortunatamente vita non li aveva abbandonati ed aveva mandato un piccolo Re della foresta ad esaudire un grande miracolo.