EMNOTORK –Niente di personale (Parte 2) – SESSIONE 24 – 11.06.2023

Chiacchiera del vicolo – Sessione 24

“La palpebra calante”

Dalle Memorie del Re nella moneta

I Guardiani di Vita

Federico Righi è Baral Swimbledorf, l’incantatore mai sazio

Fabio Sais è Kham Dragoon, il cavaliere celeste

Gabriele Rosi è Giselle Albalucente, la danza letale

Alessandro Evangelisti è Thok Mutorik, la mela che non cadde lontana

…no, ve l’ho già detto! La tavola di pietra che Giselle e Baral acquistarono dai Munitz non era il motivo del tentativo di assassinio. I guardiani acquistarono l’enigmatico oggetto diverso tempo dopo essere entrati in città mentre i loro compagni al Pomolo di bronzo erano già nel mirino dei loro assassini. Quella tavoletta, a voler credere alle storie raccontate da chi le vendette ai Munitz, era un al tempo stesso una mappa ed una chiave, un frammento di qualcosa di più grande. Giselle perfino ricordava storie simili narrate dai suoi vetusti nonni e fu questo a spingerla all’acquisto: un guerriero spietato dal cuore duro come la pietra, dal valore bellico e dalla violenza senza eguali che in un passato mescolato alla leggenda conquistò un regno fatato che allora era accessibile a tutti, nel cuore della foresta di vita. Il suo regno lascio solo dolore a macerie laddove prima vi era grazia e civiltà. Fù detronizzato, certo, imprigionato lontano, nella stessa pietra di cui era fatto il suo cuore, anche se ormai i danni arrecati dal suo dominio scellerato erano irreparabili. Tuttavia, i superstiti decisero di chiudere quelle terre per sempre agli occhi del mondo nascondendole nella nebbia e nell’oblio. Solo un individuo conosce la via per accedere a quel lontano regno ed attende prigioniero nella pietra, in un luogo sconosciuto, di riconquistare il suo dominio perduto. Non mi dilungheró oltre però, questa è una storia per un altro momento ed il mio racconto aveva lasciato il guardiani, ed in particolare Thock, con le ore contate.

Il piano era semplice, da qualche parte in quell’edificio, il lussuoso bordello della Palpebra calante si trovavano gli assassini a cui era stato commissionata l’eliminazione dei guardiani e quindi anche l’antidoto al raro veleno di aspide di vetro che ora minacciava la vita di Thock. Bisognava recuperarlo ma senza destare sospetti, non tutti in quel luogo appartenevano alla gilda dell’Occhio sempiterno ed oltre a coinvolgere degli innocenti e farsi una cattiva reputazione c’era il rischio che gli assassini allertati potessero eliminare le dosi dell’antidoto in loro possesso. I guardiani per infiltrarsi nel modo più furtivo possibile si avvalsero, sotto pagamento, se servigi di Sir Barristan, un cavaliere senza molto denaro e fierezza ma certamente saggio e ben informato. Entrarono dalle cucine sul retro grazie e Betta la cotonata, una prostituta invaghita di Sir Barristan e da lì iniziarono le loro indagini. Nascosti dalla trama, in una forma animale o grazie alle straordinarie doti da truccatore di Baral i guardiani parlarono con clienti e prostitute per reperire informazioni utili sui possibili adepti dell’occhio nascosti tra le fila delle lavoratrici. Thok sciolse con l’alcol la lingua di navigati uomini d’affari privi di scrupoli che rivelarono come svariate donne giungessero da varie regioni del nord e finissero per lavorare in quel luogo quando i loro sogni di fuga si infrangevano con la realtà selvaggia ed inospitale della foresta. La druida il cui cadavere era stato preservato dai guardiani poteva essere in possesso di informazioni utili sui metodi di reclutamento dell’occhio… se solo avessero avuto il lusso del tempo. Baral mascherato dietro le pieghe invisibili della trama raccoglieva la planimetria del luogo e si immischiava in una faccenda davvero particolare. Una delle prostitute, una bellissima donna chiamata ” l’avvocata ” sembrava fin troppo curiosa per essere una lavoratrice come le altre, poneva domande a prostitute e clienti e sembrava poco interessata a circuirli…che avesse altri piani? Kham nel frattempo era riuscito ad avere le attenzioni di una splendida danzatrice, tale Gabriella. Non appartenente propriamente al giro di prostituzione la donna era un’artista giunta li quasi un anno prima. Racconto diverse cose a Kham che riuscì a vincere la sua fiducia con onestà nonostante il suo travestimento. Gli racconto di come in quel luogo alcune prostitute fossero lì da sempre ed avessero rapporti molto stretti con la arguta proprietaria del locale, Susanna la pigra, che al piano di sotto sovrintendeva al piano bar mentre monitarava costantemente l’andamento del locale. La danzatrice raccontò inoltre di essere arrivata lì quasi contemporaneamente ad un’altra danzatrice, un elfa, che in segno di amicizia le aveva insegnato alcune danze proprie delle tribù elfiche della foresta. Questa elfa sarebbe poi scomparsa dal bordello qualche tempo dopo, contestualmente all’arrivo di una nuova ragazza al locale. Questa umana avrebbe stretto rapidamente amicizia con la sua amica Elfa e dopo qualche settimana le due sarebbero scomparse insieme. La cosa che più preoccupava la Gabriella però è che l’umana faceva tante domande e non dissimili a quelle di Kahm. Forse davvero dietro al bordello si celavano figure pericolose, e proprio per questo non bisognava sfidarle. I due si salutarono con la promessa di rivedersi.

Giselle dal canto suo, grazie alla sua forma animale, era riuscita ad intrufolarsi nella stanza di una certa riccioli d’oro. Da una conversazione origliata questa prostituta pareva essere tra le più ambite del locale e probabilmente tra le più connesse ed informate. Scacciata dalla stanza riccioli d’oro che aveva scambiato l’elegante forma di ermellino di Giselle per un topo, subito Giselle cerco di recuperare indizi ed informazioni in una corsa contro il tempo prima che altre prostitute, trattenute da Thock con una scusa, salissero a controllare l’accaduto e l’origine di quel trambusto. Con grande rischio, di fretta e furia, Giselle riuscì a recuperare dal cassetto alcuni oggetti: un diario, una chiave ed alcune lame di rasoio. Dalle pagine del diario si evinceva che le assassine erano davvero li. Susanna la pigra era l’autorità ma alcune delle prostitute assassine mal tolleravano il suo tipo di condotta troppo orientato agli affari a scapito del sacro rito dell’omicidio. Di recente il leader di quella cellula della setta dell’occhio, nominato nel diario sotto lo pseudonimo “Le tre stagioni”, aveva accettato incarichi da un nuovo cliente, qualcuno che a detta dell’autore del diario era un vero e proprio dio della morte. Tutto questo a scapito del precedente mecenate invece sostenuto dal leader dell’ordine, tale “Impiccato”. Susanna la pigra era troppo concentrata sulle arti dell’amore a pagamento ed a suo spregio a quanto pare le prostitute avevano trasformato l’altare segreto a Pavona utilizzato per i ritrovi di quella cellula dell’ordine in un luogo di culto del nuovo “dio della morte” più apprezzato dalle irriducibili assassine. Con queste informazioni in loro possesso ai giardini non restava che trovare l’accesso a quel luogo ed il modo di penetrarvi. Tutto però andava fatto rapidamente perché le lame che Giselle aveva afferrato di fretta e senza guardare erano intrise del letale veleno che attraverso la ferita alla mano ora era in circolo anche nel sangue dell’elfa. Trovare quell’antidoto era necessario ed il tempo a disposizione si assottigliava.

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