EMNOTORK – “Niente di personale” – SESSIONE 6 – 22.01.23

Chiacchiera del vicolo – Sessione 6

“L’inganno della carne”

Dalle Memorie del Re nella moneta

I Guardiani di Vita

Federico Righi è Baral Swimbledorf, l’avido mago
Luca Valentini è Sendrow Rawsmoke, il giudizioso cacciatore
Enea Tonti è Nix, l’impavido bardo
Fabio Sais è Kham Dragoon, l’onorvole paladino
Gabriele Rosi è Giselle Albalucente, la maga dall’affilato canto

I guardiani osservavano l’abitazione nel tentavo di individuare segni di vita all’interno quando qualcosa che un mago potrebbe definire come una potente distorsione della trama fu percepita da Giselle. In pochi attimi fu chiaro che senza una ragione apparente ogni traccia di Kham e Baral che pochi istanti prima erano proprio al nostro fianco ora fosse sparita. La loro presenza fu celata a noi per attimi che sembrarono interminabili per timore che una forza nemica ci avesse colpiti. Altrettanto rapidamente però, così come si erano celati a noi, ora i nostri compagni ritornavano in un vortice di magia, feriti, provati dalla battaglia e in compagnia di due personaggi a noi ignoti. Attraverso il loro racconto capimmo che non il nemico, ma il potere della guida dei druidi della foresta di vita, tale Ramo Ardente, aveva reso possibile questo rapido trasferimento sfruttando un vecchio cerchio di evocazione che Baral avrebbe poi individuato nelle vicinanze, sepolto nella neve. Ramo Ardente sfrutto ogni energia residua del suo potere per mantenere aperto questo collegamento al fine di consentire a questi due eroi della foresta di poter parlare con i guardiani poiché condividere le informazioni in possesso si sarebbe rivelato cruciale nell’affrontare la minaccia del Barone La Croix. Dal racconto dei due eroi e della druida emerse che i sospetti avanzati in passato da Rolen erano fondati: la Strega Samira era riuscita infine a convincere il barone a muovere guerra su Samadra e se l’attacco non fosse stato sventato dalle due forze congiunte colpendo preventivamente le forze del barone nel loro castello i guardiani avrebbero trovato solo ceneri ad attenderli alla fine del loro viaggio.

Terminato il potere della druida una nuova forza, quella della baronessa a cui il cerchio apparteneva, riuscì a riappropriarsi del portale ed a chiudere ogni contatto tra i guardiani ed i loro lontani alleati. Tutto ciò che restava era l’urgenza di recuperare le chiavi e soprattutto di liberare la carovana senza la quale proseguire il viaggio sarebbe stato impossibile. Fortunatamente la baita si rivelò abitata. Il suo proprietario era un vecchio eremita sospettoso che tuttavia fu persuaso ad aiutare i guardiani. Mentre l’uomo era impegnato sul ponte a fabbricare un olio incantato capace di liberare il mezzo evitando ulteriori danni, Giselle colse l’occasione per indagare nella baita alla ricerca di indizi. Il tempo stringeva e quando l’uomo fece ritorno alla sua casa tutto ciò che era riuscita a recuperare era la certezza che in quel luogo fosse accaduto qualcosa di violento e che quell’uomo non era un semplice eremita ma doveva possedere grandi conoscenze. L’interrogatorio dei guardiani fu astuto, pressante e perfino aggressivo. Personalmente non avrei mai approvato quel corso di azioni se l’intervento divino di Kham non avesse poi spazzato via ogni bugia rivelando la terribile verità nascosta nelle parole del vecchio: quello non era più un uomo, ma un ammasso di carne e sangue assemblato ad imitazione dell’originale proprietario della baita, vale a dire proprio l’erborista di palazzo. Qualcosa da quel luogo era stato portato via insieme probabilmente all’uomo e qualcosa, o meglio qualcuno, attendeva ora li pronto ad eliminare chiunque fosse sulle tracce dell’erborista e presumibilmente della chiave in suo possesso. Gli animali che circondavano l’abitazione erano anch’essi frutto della magia della carne: in quelle sagome si nascondevano i servitori della baronessa a cui era stato concesso il potere di riformare le loro carni a piacimento per servire al meglio la loro folle padrona. La battaglia che ne segui fu feroce e senza gli incantamenti illusori di Nix non sarebbe stato possibile sconfiggere quei terribili guerrieri che sembravano trarre potere crescente da ogni goccia di sangue versato.

Cessato lo scontro solo un prigioniero fu tenuto e le sue parole non lasciavano dubbi: l’erborista era nelle mani degli uomini della regina così come la chiave in suo possesso ed i guardiani avrebbero dovuto colmare rapidamente la distanza che li separava prima che il nemico in fuga fosse fuori dalla loro portata e la chiave persa per sempre.

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