Chiacchiera del vicolo – Sessione 5
“La chiave dell’erborista”
Dalle Memorie del Re nella moneta
I Guardiani di Vita
Federico Righi è Baral Swimbledorf, l’avido mago
Luca Valentini è Sendrow Rawsmoke, il giudizioso cacciatore
Enea Tonti è Nix, l’impavido bardo
Fabio Sais è Kham Dragoon, l’onorvole paladino
Gabriele Rosi è Giselle Albalucente, la maga dall’affilato canto
Il ritorno dal reame dei fiori rossi fu brusco, per alcuni più che per altri. I guardiani avrebbero voluto discutere dell’accaduto, ma non c’era tempo né per conversare né per i dissidi, soprattutto quando la vita dei loro compagni era in gioco. A conferma di questo ebbero infatti il tempo appena di raccogliere le forze e cercare qualche risorsa per il viaggio prima che le porte della miniera cedessero e la creatura li trovasse. Con loro sgomento scoprirono che la creatura aveva sgominato senza difficoltà la resistenza offerta dai lor compagni di viaggio rimasti indietro ed ora tra le sue zanne giaceva il corpo di Sam, inerme sotto il peso di uno scontro brutale. Con suo orrore, il dio dei boschi scoprì il potere di morte, ora impugnato dai guardiani che con frecce e spade avvolte dalle nere fiamme che terminano ogni vita avevano finalmente la meglio sul loro persecutore. Se la storia che Morte raccontò ai guardiani fosse stata vera, il dio dei boschi allora era il figlio del Barone e questo avrebbe spiegato il perché del suo disperato tentativo di portare la pianta il più lontano possibile dal palazzo e la sua furia nell’osservare che la pianta non era più sull’altare. Incapace, tuttavia, di resistere alla controffensiva di quelle che prima erano le sue prede anche una creatura così potente fu costretta alla ritirata.
Liberi dalla minaccia i guardiani poterono concentrarsi sul radunare i resti della loro compagnia di viaggio e della carovana. Si dedicarono a riparare i danni con umili assi e chiodi ed all’assistenza dei feriti più gravi. Sam aveva combattuto eroicamente e tra tutti era lei a riportare le ferite più gravi, ferite che richiedevano l’attenzione di un guaritore esperto. Fergus, ancora cosciente nonostante tutto, raccontò di come la sua vita fosse salva esclusivamente per il provvidenziale intervento di un misterioso e possente cavaliere errante che giunto in un momento critico ingaggiò la creatura ferendola al fianco. Al tempo stesso però, proprio quel cavaliere per motivi sconosciuti interruppe improvvisamente il duello avendo percepito qualcosa che il vecchio trafficante non era stato capace di spiegare. Qualsiasi cosa fosse fu sufficiente a far desistere ogni sua volontà combattiva, il cavaliere i ritirò dal suo duello e se non fosse stato per l’intervento dei guardiani ora tutti loro sarebbero corpi abbandonati al gelo e alla neve.
Rimettersi in viaggio fu dura, ed assistere i feriti la prima notte di convalescenza fu una battaglia a suo modo, senza contare lo strano compito che Sendrow e Kham si allontanarono a svolgere nei boschi vicini e di cui non vollero parlare. L’indomani, tuttavia, avrebbe portato nuove speranze e nuove prove da superare. Avevamo infatti appena passato una processione di cultisti del gelo, folli invasati sicuri che accettare il destino e accogliere il freddo glaciale nei loro corpi e nelle loro anime fosse la via per la salvezza da questo cataclisma, quando i guardiani conversando con Rolen vennero a scoprire un dettaglio fondamentale del loro viaggio che avrebbe certamente determinato la prossima meta. I miei possessori a quanto pareva non avevano intenzione di lasciare ulteriori conti in sospeso con la strega Samira ed erano decisi ad affrontarla definitivamente a costo di andarla a stanare dalle più buie stanze del palazzo dei La Croix. A nulla servirono gli avvertimenti di Rolen sulla pericolosità delle difese del castello e sullo strabiliante potere che i suoi padroni avevano acquisito. I guardiani costrinsero l’elfo, che ormai aveva inteso la loro determinazione, a rivelare il segreto per accedere al castello. A quanto pareva non erano solo alte mura di pietra a separare loro da Samira, ma quattro potenti sigilli magici che difendevano aree critiche del palazzo. La strega aveva consegnato le chiavi di questi sigilli ai quattro servitori più leali alla famiglia: la formidabile guardia del corpo personale del Barone, il temutissimo e imponderabile maestro di palazzo, il più leale e gentile servo della regia, il guardiacaccia e infine un vecchio saggio, tutore del principe ed erborista personale della regina.
Caso vuole che a dispetto degli altri tre, l’erborista avesse deciso di fuggire insieme a Rolen ed altri dal palazzo e che probabilmente la vallata dove l’uomo aveva trovato rifugio non fosse lontana. L’erborista era inoltre amico di vecchia data del guardiacaccia e sicuramente avrebbe potuto indirizzare i guardiani sulla sua ubicazione qualora lo avesse voluto. Nonostante le proteste di Fergus fu effettuata per volere dei guardiani una doverosa deviazione e la nostra carovana si diresse nel luogo dove second Rolen era più probabile che l’Erborista avesse trovato rifugio. Giungemmo quindi ad una vallata dominata da un alto ponte di pietra. Mentre il mezzo procedeva a stento sul solido ponte i cui margini però continuavano a stringersi, i guardiani osservavano intorno a loro i segni del passaggio di altri individui, un bivacco e strani segni tipici delle attività criminali e segrete lasciati su un albero nelle vicinanze. Ancor più strana però era la quantità di capre che girovagava per la zona: tutti gli esemplari in perfetta salute, di cosa si nutrissero e come affrontassero il grande gelo era un vero mistero.
Improvvisamente il nostro viaggio subì una brusca interruzione. Insistere nell’attraversare il ponte nonostante le dimensioni si era rivelata una scelta poco saggia ed ora la carovana non aveva più modo di procedere incastrata come era a metà della traversata. I guardiani si ritrovarono a dover procedere a piedi. Caso volle però che poco dopo, in fondo alla vallata, seguendo un percorso collinare di fortuna che portava al di sotto del ponte fu avvistata una vecchia baita e con essa la possibilità di trovare assistenza, se non addirittura il saggio Erborista.