Dalle memorie del vecchio re sulla moneta
I Guardiani di Vita:
Federico Righi nel ruolo di Baral Swimbledorf, l’avido mago
Luca Valentini nel ruolo di Sendrow Rawsmoke, il giudizioso cacciatore
Enea Tonti nel ruolo di Nix, l’impavido bardo
Fabio Sais nel ruolo di Kham Dragoon, l’onorvole paladino
Gabriele Rosi nel ruolo di Giselle Albalucente, la maga dall’affilato canto
Ora è meno buio, qualcuno ha accesso la luce. Queste antiche miniere, che fino ad un tempo recente devono aver fatto la fortuna del loro signore, pur nella loro decadenza attuale rivelano la maestosità del luogo di culto che dovevano essere… seppur ben nascosta dietro ossa, sporcizia e cumuli di beni terreni svergognati dal tempo.
Le ossa, tante ossa ci hanno accolti al nostro ingresso, piovute dal soffitto; una trappola semplice ed ingegnosa ricorda ai miei possessori che gli abitanti di questi luoghi sono astuti, pianificatori e soprattutto, adesso, allertati del loro arrivo.
E l’accoglienza non tarda ad arrivare! I miei possessori li hanno razionalmente soprannominati striscianti poiché essi non vengono in processione da noi a piedi, come da usanza nei popoli civilizzati, ma sulle quattro zampe, arrampicandosi fuori dalle oscure insenature delle pareti e verso di noi, armati solo della loro fame e delle ossa dei loro fratelli ripensate in forma di rudimentali mazze. Questi striscianti non sono bestie o creature della notte tuttavia. Essi sono mortali e gli abiti da lavoro inequivocabili richiamano l’equipaggiamento degli onesti lavoratori che un tempo dovevano animare queste miniere, le loro carni piagate che ancora si aggrappano alla vita ospitano ogni genere di insetto e muschio, un muschio che sembra dotato di volontà propria pronto a riparare i loro muscoli feriti dalle spade ed a rinsaldare le ossa frantumate. Le loro menti e le loro parole sono altresì popolate da un orrore simile, una follia inspiegabile che ha bandito ogni raziocinio e rende la loro favella inquietantemente sconclusionata.
Il valore in battaglia dei miei possessori supera di molto l’orrore che questi individui recano con sé e presto se ne liberano. Insieme superiamo trappole, ed individuiamo una solidissima porta tre volte sigillata da lucchetti, che dietro di essa ci attenda l’uscita da questo terribile luogo o un passaggio verso una zona più sicura? I miei possessori iniziano a farfugliare strane parole anche loro, tossiscono, vedono e odono cose che non sono qui tra noi, non capisco perché ma questo luogo deve star iniziando a fare breccia nelle loro menti e nel loro cuore, dobbiamo sbrigarci ad uscire di qui.
Qualcuno, tuttavia, da qui non uscirà mai più. Facendosi strada con il fuoco e con l’acciaio i miei possessori giungono ad un orribile dispensa alimentare composta nella sua interezza dai cadaveri di coloro che hanno preferito soccombere alle armi dei loro fratelli o alla fame piuttosto che alla follia ed al decadimento. Tra questi corpi esanimi però un lieve respiro, un superstite! I guardiani prontamente si mobilitano al soccorso. Ho imparato a conoscere i loro animi ed approvo, la carità inutile è condannabile quanto la crudeltà ingiustificata. Il salvataggio non mira a riportare tra i vivi un’anima ormai condannata, ma a prolungare il suo tempo tra di noi al fine di salvare se non lui le sue conoscenze. L’anziano e tenace uomo si rivela essere il responsabile della miniera, unico tramite tra il capo delle operazioni locali ed il signore della regione a cui la montagna appartiene. Nel suo delirio implora di non dare la colpa di quanto accaduto al figlio del barone, il suo signore. Il ragazzo ha portato qualcosa in questa miniera e da allora tutto ha avuto inizio, non per suo volere certo. La corte era tormentata da un oggetto che il fanciullo nella sua innocenza ha ritenuto di dover portare via, nell’unico luogo da lui ritenuto sufficientemente lontano e sicuro. La carestia e la fame hanno raggiunto anche questo luogo e presto i suoi abitanti hanno iniziato a nutrirsi di uno strano grano nero e frutta dall’aspetto poco salubre. In breve tempo molti degli onesti uomini che una volta conosceva si sono trasformati in folli cannibali in modo non diverso agli orrori accaduti a corte, nel cuore del baronato.
Purtroppo non c’è ulteriore tempo per parlare, altri nemici si avvicinano, la lotta per la sopravvivenza chiama.