EMNOTORK – Niente di personale – SESSIONE 15 – 02.04.2023

Chiacchiera del vicolo – Sessione 15

“Tomba di famiglia”

Dalle Memorie del Re nella moneta

I Guardiani di Vita

Federico Righi è Baral Swimbledorf, l’avido mago

Luca Valentini è Sendrow Rawsmoke, il giudizioso cacciatore

Enea Tonti è Nix, l’impavido bardo

Fabio Sais è Kham Dragoon, l’onorvole paladino

Gabriele Rosi è Giselle Albalucente, la maga dall’affilato canto

Alessandro Evangelisti è Thok Mutorik, il portavoce del Gelo

I misteri del potente tomo sarebbero rimasti tali ancora per un po’. La saggezza dei guardiani, a dispetto della morbosa curiosità di alcuni, ancora una volta prevalse e quello non era il momento di esplorare le possibilità che un artefatto del genere poteva fornire, il loro obiettivo si era addentrato in un luogo pericoloso ed era probabile che la sua vita fosse in serio pericolo ed insieme alla sua quella di Sam.

Ad un esame più attento il luogo rivelava poco alla volta la sua identità. L’altare al dio del gelo costruito con antichi riti dimenticati su commissione di qualcuno di potente, le otto tombe a silenziosa e perenne vigilia, un luogo ben più antico del tempio sottostante e pensato per il riposo eterno forse non solo di qualche cavaliere.

Le tombe infatti dovevano appartenere a nobili guerrieri, ciascuno ritratto sul suo sarcofago al fianco dell’arma che lo aveva portato alla grandezza ed accompagnato nella sventura. I loro nomi cancellati, solo i loro epiteti ancora leggibili.

Su alcune delle tombe era stata segnata con la cera l’antica forma del numero 13, un simbolo di certo senza potere magico eppure stranamente traboccante di una misteriosa forza. Fu proprio grazie a questo simbolo che il genio sregolato di Nix e la destrezza in battaglia dei guardiani riuscirono a rovesciare le sorti dello scontro con alcuni degli spiriti, sbiaditi dall’oblio, dei cavalieri ritornati una ennesima volta a vegliare il sonno della loro ” sciagurata signorina”. Il simbolo tracciato sulla loro tomba riusciva a riportarli al sonno laddove la magia e le armi si infrangevano sulla superiore arte bellica degli antichi cavalieri.

Sconfitti i quattro spettri le loro armi e le loro tombe si rivelarono essere una ingegnosa chiave a protezione delle tombe dei loro nobili protetti.

La stanza più piccola, casa di una piccola bara bianca posata su un letto di petali di rosa sempiterni ed adornata di tesori e doni per l’aldilà, la stanza di una piccola creatura. In questo luogo doveva riposare una giovane nobile della famiglia Serpesole, ma il suo letto funebre era stato violato, distrutto ed il suo corpo trafugato. Mi torna in mente l’anello con sigillo ritrovato tempo fa dai guardiani, era giusto adatto al delicato dito di una bambina.

Tutte e otto le armi dei cavalieri furono invece necessarie per aprire la strada alla scalinata che conduceva nelle stanzetta più profonde ed antiche della tomba.

L’arco di chi cammina con i defunti

Lo scettro di chi guarda in basso

L’ascia di chi vanta il multiforme ingegno

Il tridente di chi governa con sdegno

La falce di chi guarda in alto

La frusta di chi cammina nel buio

Il chakram di chi porta ogni cosa a compimento

Il maglio di chi profondamente riflette

Queste erano le otto armi a guardia della tomba degli antichi sovrani dei Serpesole per ordine dei quali la loro ultima dimora sarebbe stata la casa della fede del dio del gelo. I loro sarcofaghi erano immensi, io stesso non avrei saputo pensare ad un oggetto più bello e maestoso per cullare il mio ultimo viaggio. Il luogo tuttavia pareva ben più antico cappella in superficie, come se il re e la regina dei Serpesole avessero preso in prestito la loro casa dell’oltretomba ad un culto ben più antico ed antecedente, senza neppure prendersi l’onere di cancellarne i simboli ed i segni del suo passaggio.

Ad attenderli in quel luogo i guardiani avrebbero trovato il commilitone di Thock, Rayanol, il cerusico ferito e ubriaco di Rum, e dolore, ma anche due brutte notizie.

La prima era che le porte della tomba dietro di loro erano ormai saldamente chiuse, Rayanol aveva provato ad avvertirli ma a quanto pareva il fato aveva in serbo per loro lo stesso suo destino e cioè di morire lì sepolti ad un passo dal raggiungimento del loro obiettivo, con qualcuno lì fuori ad attendere il loro ritorno.

La seconda notizia era forse perfino peggiore, Rayanol aveva sconfitto buona parte dei guardiani di quel luogo ma, con il senno del poi, vi dico che i morti erano lì per proteggere dagli intrusi ben più del loro riposo e laddove i servi ed i cavalieri avevano fallito il Re e la Regina dei Serpesole avevano intenzione di riuscire.

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