EMNOTORK – “Niente di personale” – SESSIONE 12 – 06.03.23

Chiacchiera del vicolo – Sessione 12

“Il tempio del gelo”

Dalle Memorie del Re nella moneta

I Guardiani di Vita

Federico Righi è Baral Swimbledorf, l’avido mago
Luca Valentini è Sendrow Rawsmoke, il giudizioso cacciatore
Enea Tonti è Nix, l’impavido bardo
Fabio Sais è Kham Dragoon, l’onorvole paladino
Gabriele Rosi è Giselle Albalucente, la maga dall’affilato canto

Arrivammo in cima all’altura che ospitava il tempio ed i guardiani vi trovarono accesso da un varco nelle mura perimetrali creatosi probabilmente durante l’assedio. Il luogotenente diceva il vero, il tempio pareva deserto, la maggior parte dei suoi abitanti doveva essere morta a valla durante la sortita. La cosa che i guardiani non riuscivano però a spiegarsi erano le tracce di festeggiamenti e le decorazioni che popolavano l’antica struttura. In contrasto con il decadimento generale e il peso degli innumerevoli anni ovunque era agghindato a festa e in lontananza vi si poteva persino intravedere un palco, come se fino a poco tempo fa si fosse tenuta una grande fiera piuttosto che un un sanguinoso assedio. L’esplorazione del cortile fu purtroppo interrotta dall’attacco di svariate ombre. Nei loro lineamenti non avemmo difficoltà a riconoscere quelli dei soldati della tredicesima legione morti poc’anzi. Qualcosa di oscuro si era impadronito di questo luogo impedendo alla luce del sole di penetrare ed intrappolando le anime dei defunti sotto forma di ombre in cerca di calore vitale. Grazie alla loro abilità ed al potere di vita ( o almeno mi auguro si trattasse di quello) i guardiani riuscirono a liberarsi delle anime tormentate dei defunti e si poterono concentrate sulla loro esplorazione. Il tempio era costituito dalla struttura principale, un palco e due cappelle estive. Una strana fontana con una criptica iscrizione si trovava vicino alla cappella più a nord, Gisel la esamino a lungo nel tentativo di carpirne il segreto. Sull’altare della cappella lì vicino la figura di una donna scolpita nella pietra calcarea stringeva sulle gambe una grande ciotola, come ad attendere una offerta. Il palco infine colse l’interesse di Baral. Al suo centro non si era tenuta una danza o una rappresentazione, piuttosto un potente esperimento arcano. Al centro infatti un complesso sigillo rituale era stato tracciato, due cerchi concentrici, una doppia protezione, e quattro cerchi minori a rappresentare le fasi lunari. In ognuno di questi cerchi una offerta era stata fatta e consumata, ne mancavano solo due, un simbolo di potere svanito ed uno di gioventù sfiorita. Il mago era intimorito ed al tempo stesso affascinato dalla complessità e dal potere intrinseco di questo portentoso rituale interrotto a pochi passi dal suo completamento e probabilmente avrebbe continuato il suo attento studio mentre Nix tentava di riparare il liuto trovato a pochi metri dal luogo del rituale. Dico probabilmente perché la curiosità del mago e del bardo furono stavolta superate da quella di Sendrow e Kham. I due si erano diretti verso il tempio principale per cercare un accesso. L’accesso lo trovarono, effettivamente, dalla porta principale, purtroppo. Mentre Kham cercava un accesso secondario sul retro Sendrow provava a forzare le porte del tempio e grazie alle sue capacità affinate in anni di vita malavitosa riuscì perfino nell’intento. Ciò tuttavia attivó le antiche difese del tempio prendendo completamente di sorpresa i guardiani che a breve avrebbero affrontato tre creature di sogno ed incubo pronte a mostrare loro il vero volto della loro ira, del loro dolore e delle loro paure.

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