Chiacchiera del vicolo – Sessione 11
“Su un campo di battaglia”
Dalle Memorie del Re nella moneta
I Guardiani di Vita
Federico Righi è Baral Swimbledorf, l’avido mago
Luca Valentini è Sendrow Rawsmoke, il giudizioso cacciatore
Enea Tonti è Nix, l’impavido bardo
Fabio Sais è Kham Dragoon, l’onorvole paladino
Gabriele Rosi è Giselle Albalucente, la maga dall’affilato canto
Quel povero animale, sventrato, aperto e appeso come un macabro arazzo i cui disegni raccontavano dolore e tormento. La cerva di fronte a Sendrow, le interiora esposte, sofferente eppure ancora viva, sussurrava del sacrificio e dell’importanza della sua prova. Presto il ranger fu raggiunto dai suoi compagni e non solo: il villaggio nella sua interezza era radunato poco fuori le porte della inquietante mensa, Barges alla loro testa aveva fatto ingresso.
Nella mia lunga vita, ed anche in questa, di trattative ne ho viste tante ed avevo già intuito come le cose si sarebbero sviluppate. Barges, come tutto il villaggio, non avrebbe ceduto facilmente il sacro animale le cui proprietà rigenerative avevano già salvato innumerevoli volte il villaggio dalla fame e dalla malattia; i guardiani dal canto loro non potevano lasciarsi sfuggire lasciarsi sfuggire in alcun modo la chiave in possesso della cerva se volevano avere l’opportunità di penetrare le difese di castello La Croix. La coscienza dei guardiani che sapevano di condannare probabilmente il villaggio alla fame e al freddo si scontrava con il loro senso del dovere, ma alla fine le armi della diplomazia prevalsero: raggiro, offerta, manipolazione, accordi. La cerva sarebbe stata liberata con la speranza di poterla cacciare nuovamente e guadagnarsi così il favore dello spirito di vita. Chiaramente consapevoli della vana ricerca a cui avevano destinato gli uomini e le donne del villaggio, i guardiani non mancarono di fare tutto ciò fosse in lor possesso per garantire il futuro migliore possibile al villaggio: i giovani sarebbero stati presi in carico dai guardiani stessi che li avrebbero protetti, scortati fino a Samadra e si sarebbero assicurati che ricevessero una qualche educazione; Baral scrisse al Guardiacaccia nella speranza che potesse offrire qualche sostegno al villaggio nei lunghi mesi a seguire; Nix spese una intera notte alle prese con un portentoso rituale che risveglio la terra donandole la forza di produrre qualche frutto, anche se per poco. Mentre questi ed altri accordi venivano presi la cerva era già scappata nel cuore dei boschi e Giselle insieme a Sendrow ebbero modo di assistere alla sua trasmutazione: dove, pochi istanti prima giaceva la cerva, dopo il suo ultimo saluto, ora si trovava il premio per aver deciso, scelto, sacrificato: tanto oro quanto essa pesava ed insieme a questo l’ultimo pezzo della chiave che avrebbe abbattuto le difese erette da Samira.
L’indomani mattina gli ultimi saluti tra i ragazzi e i loro genitori annunciavano la ripartenza della carovana, carica ora di terminazione, oro e tante nuove responsabilità. La strada nei giorni a seguire si rivelò clemente fatta eccezione per una terribile tempesta. Durante il viaggio i guardiani ebbero perfino modo di salvare da morte un autentico abitante di Samadra, Valgo, un fabbro del luogo che era stato colto dalla tormenta durante un viaggio di lavoro.
Il terzo giorno di viaggio, tuttavia, la nostra compagnia subì un improvviso arresto. Dove Fergus si attendeva di trovare il prosieguo della via maestra si estendeva invece a perdita d’occhio lo scenario di un terribile avvenimento. Guerra, i corpi di decine di uomini si erano scontrati in quel luogo. Lo spettacolo non era per i deboli di stomaco e assicuratisi che nessuno dei bambini potesse assistervi, i guardiani si accinsero ad indagare l’accaduto. Due fazioni si erano scontrate, ed una aveva una chiara affiliazione con il Cavaliere Nero. Un corpo, un superstite. L’uomo era stato protetto dalle frecce nemiche da un suo compagno morto in ginocchio di fronte a lui, stoico fino alla fine. Ormai il gelo era pronto a riscattare la sua vita, ma il superstite aveva ancora la forza di raccontare la sua storia e di fare voce alla sua richiesta. Egli era un luogotenente della tredicesima legione del Cavaliere Nero, la legione degli Iconoclasti, ed erano lì con il compito di appropriarsi di un insediamento, un antico tempio del dio del gelo per ordine del loro comandante. Il luogo doveva essere abbandonato ma erano stati invece accolti aspramente. Un lungo assedio ne segui e alla fine in una sortita i monaci che occupavano il luogo provarono a spezzare l’assedio, riuscendo. Buona parte dei combattenti in entrambe le fazioni era ormai lontano, in un’altra vita. Pochi superstiti rimanevano arroccati nell’antico tempio. Il luogotenente aveva una sola richiesta disperata, che l’amato sergente della compagnia che si era offerto volontario per insediarsi oltre le linee nemiche e completare parte della missione, da solo, nel tempio, fosse salvato o quantomeno conoscesse le sorti della sua unità. I guardiani in altre circostanze non avrebbero facilmente sostenuto gli interessi degli uomini alle dirette dipendenze degli ammantati, tuttavia il sergente era soprattutto un ufficiale medico ed uno di grande abilità; pensando a Sam e a come la sua vita fosse ormai appesa a un filo i guardiani sapevano cosa fare.