Chiacchiera del vicolo – Sessione 10
“Il segreto del villaggio Sottopicco”
Dalle Memorie del Re nella moneta
I Guardiani di Vita
Federico Righi è Baral Swimbledorf, l’avido mago
Luca Valentini è Sendrow Rawsmoke, il giudizioso cacciatore
Enea Tonti è Nix, l’impavido bardo
Fabio Sais è Kham Dragoon, l’onorvole paladino
Gabriele Rosi è Giselle Albalucente, la maga dall’affilato canto
Sono personalmente contrario all’uso della violenza, ma forse questo Barges, con il senno del poi, aveva ragione ed i giovani effettivamente dovrebbero seguire le indicazioni dei loro anziani così come un padre dovrebbe saper proteggere un figlio, o almeno sapere dove si trovi! Soprattutto, aggiungo, in questi tempi difficili. I guardiani deciso di non intromettersi in queste, diciamo, delicate questioni familiari. La ricerca dell’orso li attendeva e l’uomo che poteva fornirgli ulteriori informazioni era proprio davanti a loro. Il tuttofare del villaggio era stato chiaro, un’intera area boschiva si estendeva oltre i confini dei boschi destinati alla raccolta di legname, selvaggia e protetta, per consentire alla scarsa fauna locale di poter proliferare lontana dalle attività del villaggio: se un rifugio esisteva per un vecchio orso, era di certo quello.
La notte poi, con mia somma gioia potrò duplice consiglio. Quello del furbo e sagace Baral che non lascio nemmeno per un istante Barges lontano dallo sguardo vigile del suo famiglio e qualcosa effettivamente si muoveva sotto la superficie, ma non voglio anticiparvi ancora nulla ( sto diventando bravo anche io a fare il cantastorie!). Un secondo consiglio, poi, venne proprio dal sottoscritto! Finalmente i guardiani deciso di concedersi l’onore di interpellare me per la loro ricerca, i miei poteri erano limitati allora, e non avevo ancora la forza di fare udire la mia voce ma spero di essere riuscito a comunicargli ciò che volevo seppure con i mezzi limitati di allora.
Il mattino seguente la caccia dei guardiani ebbe inizio, lucidi e precisi per affrontare il freddo riducendo al tempo stesso al minimo l’esposizione a quei climi gelidi e letali. Non ci volle molto per raggiungere una tana abbandonata e da li seguire i segni del passaggio dell’enorme animale dalle orme stranamente leggere come il vento estivo. La bestia si trovava in una radura di alberi scorticati ed abbattuti sotto la forza bruta dell’animale. Gli eroi erano pronti a trattare per la chiave ma lui pretendeva qualcosa da loro. Non vanaglorioso come il suo fratello falco non si sarebbe lasciato lusingare. Non molle come la sorella cerva non si sarebbe lasciato convincere. Solo la forza gli avrebbe dimostrato il valore dei guardiani, ma loro ancora non avevano inteso di che forza stesse parlando. Addestrati dalle numerose battaglie lo scontro non era ancora iniziato che già le loro tattiche erano messe in campo. Ecco allora che le parole dell’orso iniziarono a prendere forma: una vera forza lui desiderava dai guardiani: non sporchi trucchi alimentati dalla magia, e la trama si rifiutava di piegarsi alla presenza di un animale tanto onorevole; non inutili strumenti inventati dai deboli per rimediare al loro peccato, ed ecco che le armi dei guardiani parevano loro più simili ora a pezzi di legno e acciaio senza valore. La vera natura dei protagonisti della nostra storia, miei lettori, emerse, e non in senso figurato! Priva della sua magia e del gentile canto che raramente trova spazio nella battaglia per la sopravvivenza, la sinuosa Giselle divenne una serpe pronta alla lotta per il più forte, veloce letale e spietata. Spogliato della sua magia il piccolo Baral si fece topo ed ora solo la forza del suo ingegno lo avrebbe salvato, nessuna trama avrebbe compiuto altri miracoli. L’esperto Sendrow dalla furia venne colto, il suo corpo di orango non aveva pazienza per gli stupidi strumenti dei mortali, la forza dei suoi pugni e la potenza delle sue gambe erano l’unica cosa di cui avesse bisogno. Infine perfino la potenza dell’arte del buon Nix venne spazzata via, la fierezza dello sgargiante colore e l’eccentricità di un fenicottero non hanno bisogno di belle vesti o un bel canto per essere ammirate. In questa forma, nuova e bestiale, i guardiani dimostrarono all’orso d’argento il loro valore e aiutati dal tempestino intervento di piccola orma tra i ghiacci, loro amico oltre che figlio del gigantesco orso, ottennero il frammento di chiave che cercavano. L’orso fu felice di consegnarlo loro, ma con un avvertimento, e cioè di non dimenticare la lezione appresa con lui e di meditare sul valore della loro vera forza poiché quella era l’unica via di sconfiggere i propri nemici.
Ritornammo dunque al villaggio dove ci attendeva il riposo e la ricerca dell’ultimo frammento della chiave e quindi della cerva dorata… o forse no. L’intuito dei guardiani non sbagliava e loro non sbagliarono a decidere di seguirlo. Come anche Piccola orma aveva confermato era strano che in tanto tempo la cerca che amava vagare per i boschi non fosse stata avvistata da nessuno, nemmeno da lui. Se alla cerca doveva essere successo qualcosa e i suoi fratelli non ne sapevano nulla era allora molto probabile che al villaggio qualcuno conoscesse la verità e che quello strano ed ampio magazzino sul confine del villaggio nascondesse più che semplici provvigioni per l’inverno e attrezzi. Dunque, con l’astuzia e l’ingegno che li contraddistingue, i guardiani riuscirono infine ad avere accesso al capanno, ma l’orrore che vi trovarono all’interno, oh l’orrore, quello non ho la forza di raccontarvelo adesso.