Chiacchiera del vicolo – Sessione 31
I Guardiani di Vita
Fabio Sais è Kham Dragoon, il cavaliere celeste
Gabriele Rosi è Giselle Albalucente, la danza letale
Alessandro Evangelisti è Thok Mutorik, la mela che non cadde lontana
Nicolò Marcolini è Arannis, la vendetta
iraconda
Federico Righi è Baral Swimbowdorf, l’avido mago
Marco Guidi è Trevor da Scacciapaglia, lo sposo del furore
Il riflesso di Kahm liberato per errore dai guardiani ha guadagnato autonomia e cerca una casa, una famiglia e qualcuno che lo protegga mentre familiarizza con la sua nuova esistenza e medita sul suo futuro in questo mondo. Grazie a Rayanol ed al suo comandante, Irina Kasparov, ottiene udienza presso uno dei membri della tavola nera, Sir Oswald. Offre al cavaliere informazioni sui guardiani dal momento che lui, più di ogni altro e perfino del suo principe, è convinto che l’esistenza dei protettori di vita sia un ostacolo alle mire del suo signore e da sempre cerca di eliminarne ogni traccia. In cambio di informazioni e collaborazione offre al riflesso un posto nella chiesa delle menti aperte dove sono conservati e studiati i più arcani e segreti della famiglia Oswald e dove il cavaliere svolge i suoi esperimenti e pianifica le sue operazioni.
Baral è da diverso tempo in compagnia di Xilpot. Il suo viaggio nel mondo oltre il riflesso si è interrotto sul nascere dal momento che il Liber cordis congelati è stato per lui un ancora, un oggetto si pura ombra che non possiede riflesso. Al cospetto di Xilpot il tempo passa in modo misterioso e Baral ha colto questa occasione per studiarne meglio i contenuti ed apprendere la natura di Xilpot dalla prima ombra in persona mentre questa apprendeva dell’era in cui ora si trova. Baral vuole essere liberato da vita ed apprendere il segreto dell’artefatto. Xilpot gli risponde che ovunque si trovi e qualsiasi cosa sia l’artefatto non è solo un oggetto magico, ma morte stessa creata nel tentativo di “perfezionare la vita”. In cambio di queste informazioni Xilpot chiede a Baral di organizzare con lui uno spettacolo che lo diverta, diffondere un verbo e dirigere a lui preghiere sotto il falso nome di “Ombra del cipresso”. Gli ricorda inoltre che avrà il suo sostegno qualora decidesse di farla pagare al Cavaliere Nero, l’uomo casua della sua lunga pringionia.
Thok nell’intimità della sua stanza presso il pomolo bronzo apre la scatola che Rayanol aveva recuperato vicino al suo corpo quando lo trovo ancora in fasce dopo aver combattuto contro il clan dei suoi genitori. Nella scatola finemente realizzata trova tre oggetti. Un anello con sigillo reca simboli sconosciuti che comunicano appartenenza a qualcosa ormai perso nella memoria e nel passato di Thok. Una lettera testamentaria sigillata con il medesimo anello implora in ferro Tolc di non dimenticare mai la sua arte e non separarsi mai dall’anello. Racconta delle persecuzioni subite da chi scrive a causa dell’arte e dell’ipocrisia del mondo e sprona destinatario a perseguire nella strada tracciata dai suoi genitori che tra il custodire l’arte e garantire al figlio una famiglia hanno scelto di buon grado la prima opzione nella speranza che un giorno il figlio comprendesse. Infine, nella scatola Thock trova uno strano minerale grezzo, una roccia dall’aspetto alieno di cui non riesce ad individuare la provenienza.
Trevor è impegnato in una faticosa partita a carte con Sir Barristan e la nuova conoscenza dei guardiani, uno gnomo di nome Bettola vestito da accattone eppure rispettato dagli avventori della locanda come fosse sindaco della città. Trevor vince, ma insieme alla vittoria Bettola gli consegna notizie, alcune non buone. Kham ancora non ha ripreso i sensi dopo gli eventi della settimana precedente ed è imperativo che ora qualcuno rimanga con lui a prendersene cura dal momento che se ha intuito bene, la lettera che ha con sé è un invito per Thock ed i guardiani che lo accompagnano a passare qualche piacevole ora insieme da parte di del chierico della Sacra muerte Dul-Kat a cui Thock aveva chiesto udienza. Bettola non ha accettato di fare da messaggero per la bontà del suo cuore, egli è amico di Drevin e l’uomo gli ha chiesto di dare un occhio di riguardo ai guardiani e fornirgli sostegno dal momento che i suoi impegni lo tengono lontano.
I guardiani giungono nel luogo indicato, non un tempio della Sacra Muerte ma uno studio notarile. Ad accoglierli insieme a Dul-Kat c’è l’avvocato Tamos Jeffors; entrambi gli uomini fanno parte del consiglio cittadino di Samadra a cui si appoggia il sindaco. Jeffors ha una proposta per i guardiani, soprattutto alla luce degli eventi della scorsa settimana in cui i guardiani con l’aiuto di Susanna la pigra, Bettola e Sam sono riusciti a portare in salvo Kahm dai sotterranei del bordello e Thock a terminare con successo un’operazione salvavita di fortuna sul corpo dell’amico mentre i suoi compagni si assicuravano che i corpi degli agenti dell’occhio sempiterno precedentemente affrontati ed ora mutati orribilmente da uno strano fluido non fuggissero dal bordello seminando il panico in città. Kahm viene operato con discreto successo e solo una delle prostitute assassine mutate in modo misterioso fugge dall’edificio causando sei morti. Chi abbia realizzato questo fluido è un mistero ma il misterioso ” mecenate” di Capelli di seta è sicuramente versato nelle arti magiche ed alchemiche.