“Malvar mi protegge, non ho bisogno di venerare questo falso idolo.”
Sylas Silvermoon
Bastardi Galantuomini, un gruppo formato da:
Emilio V. P. Nei panni di Kahloun Koi, Ranger Elfo dei Boschi
Fabio M. nei panni di Locke Lamora, Ladro Elfo Alto
Manuel S. nei panni di Sylas Silvermoon, Chierico Elfo Eladrin
Sergio S. nei panni di Aaron Marcus Rowely, Guerriero Umano
Samuele B. Nei panni di Elias il Viandante, Umano Mago
Il gruppo corre in soccorso del povero chierico, liberandolo dalle fauci delle creature che popolano i sotterranei della torre di guardia. Aaron trascina via Locke, anche lui in pessime condizioni e si lancia contro la creatura e, tra le frecce precise di Kahloun e i colpi sferzati da Aaron, la creatura, cade a terra, liberando Sylas.
Tutti insieme trovano rifugio in una piccola area nascosta, per riprendersi e capire cosa fare. Il posto è anche un’occasione per parlare della propria vita privata: Aaron parla della sua amata Elen, scomparsa misteriosamente, lasciando dietro solo il suo libro degli incantesimi e Kahloun torna coi suoi ricordi a Koi, il nano che lo ha cresciuto con tanta gentilezza, morto per invidia dei suoi stessi compagni, incapaci di evocare poteri magici con la sola forza di volontà.
Il gruppo si riprende e ricomincia ad esplorare le caverne. Sembra non esserci mai fine a quelle vie tortuose e strette, cosi oscure e umide, da farli girare in tondo apparentemente senza tregua. Locke, facendosi aiutare dal suo istinto, riesce a trovare una porta, che pone fine al loro girovagare. Tra grimaldelli, pinze e “strumenti del mestiere” l’elfo spacca la serratura.
Una nuova zona si apre al gruppo ed è piena zeppa di pericoli: altre di quelle creature spuntano dal soffitto e da rientranze e altri cultisti con maschere di ferro al viso si lanciano all’attacco del gruppo: Aaron difende Kahloun deviando un attacco che lo avrebbe senz’altro ucciso creando cosi dei punti in cui Locke, di soppiatto, colpisce alle spalle i nemici. Uno dei cultisti ha una chiave, con un piccolo foro e un cristallo trasparente e un medaglione con al centro una goccia rossa. Poco più avanti c’è una porta. Sylas comprende che la chiave richiede un piccolo tributo di sangue e che la porta ha una rientranza simile al medaglione. Locke inserisce il medaglione e gira la chiave, aprendo la porta. Ma è troppo tardi.
All’interno dell’enorme stanza, Xyrith sta subendo le maledizioni lanciate dai cultisti e inizia a trasformarsi: Le sue membra si allungano e si deformano, mentre la sua pelle si ricopre di pelliccia e squame. Le sue ossa si fondono e si raddrizzano in nuove forme, mentre il suo viso si allunga e si allarga, assumendo le fattezze di una creatura mostruosa. I cultisti attaccano senza preavviso, fancendo finire Locke a terra. La creatura inizia a passare dalla porta a fatica e a scavare coi propri artigli la roccia e le pareti. Gli altri si lanciano all’attacco, mentre Xyrith, trasformato, si difende usando denti aguzzi, artigli affilati e pericolosi aculei sparati dalla coda. Kahloun si tiene dulla distanza, Aaron si getta tra le fauci della creatura, nel tentativo di difendere gli altri e dopo innumerevoli colpi e dardi magici, la creatura…