Emnotork – “Nell’oscurità tutti i colori si somigliano” – Sessione 31 – 07/01/2024

“Alysson, se è come dici tu, siamo veramente nei guai…”
Adran Amakiir

Bastardi Galantuomini, un gruppo formato da:

  • Alessandro D. nei panni di Adran Amakiir, Mezz’elfo Stregone
  • Gianluca I. nei panni di Zorak l’Eloquente, Elfo Drow Stregone/Warlock
  • Benedetta D. nei panni di Kaya, Corna d’Ariete, Tiefling Paladina
  • Gianmarco C. nei panni di Templagon Xemilith, Goliath Barbaro/Guerriero
  • Ivan L.V. nei panni di Arcadio Ultormali, Umano Paladino/Warlock

Nonostante la situazione tesissima all’interno della sala da pranzo, il gruppo mantiene i nervi saldi e lascia che la discussione fra quei criminali continui. Una volta andati fuori e rimasti con Voreg, Templagon e gli altri tentano di spiegare la situazione al rampollo della famiglia Xemilith, il quale sembra ignaro di molte cose fin troppo forzatamente. tentando di farlo ragionare ed uscire fuori dagli schemi familiari, sia Kaya che Arcadio sentono un’aura di morte provenire da Voreg e tutti iniziano a notare due buchi lungo il suo collo. Alysson guarda il gruppo preoccupata ed esce fuori. Anche Adran esce fuori per controllare se qualcuno li sta spiando ed è lì che Alysson, guardandolo dritto negli occhi, conferma i timori degli altri. Voreg è sicuramente un vampiro.

Nonostante questo, Templagon vuole rivivere i vecchi tempi col fratello, quando erano bambini e si mettono a giocare a nascondino nel cortile della magione. Nel pomeriggio inoltrato, il gruppo si reca alla celebrazione religiosa tenuta da uno dei consiglieri di madame Savannah: padre Karlov Orzhova. All’interno dell’edificio religioso, si menziona come dio dell’equilibrio un certo Melech e una statua che lo rappresenta si trova dentro l’edificio. Kaya non ha alcuna ombra di dubbio: è la statua di suo padre. Cercando di chiedere spiegazioni a padre Karlov questi asserisce che il paragone è completamente assurdo e che non ha senso che lei sia figlia di una divinità.

Più tardi, alla cena, sono presenti tutti: guardie, orchi, i Bastardi Galantuomini e la famiglia Xemilith con Ganabak e padre Karlov. Qui il gruppo si riempie lo stomaco con le squisite portate della magione e qui madame Savannah fa un annuncio: ora Voreg si occuperà assieme alla madre di tutte le faccende di famiglia. Alla fine della cena, Zorak si fionda su Ganabak e lo sfida apertamente. Interviene così Voreg e madame Savannah. Approfittando della presenza della matrona, Adran chiede se anche lei fosse parte dei villaggi distrutti dagli stessi orchi che lei ora ospita a casa sua. Lei, mettendo da parte il suo passato afferma che ora è lei ad essere il capo degli stessi orchi e che il passato va lasciato alle spalle per un futuro più radioso. Colmo di rabbia, Adran cova il suo rancore nei confronti della nobildonna.

Accompagnati da Voreg nelle stanze da letto, Templagon inizia a comportarsi stranamente e i suoi occhi si tingono di rosa: Qualcosa sotto il pavimento lo attira e ha delle visioni di una grotta, con una spada spezzata conficcata nel terreno, che lo chiama. Voreg, convinto che quella stanza da letto non abbia botole, si dirige assieme ad Adran verso lo studio di sua madre per cercare e insieme trovano sotto un prezioso tappeto, un’entrata verso i sotterranei della magione…

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