Emnotork – “Nell’oscurità tutti i colori si somigliano” – Sessione 29 – 24/01/2024

“Maledizione, non Albert. Non lui. Era l’unico contatto che avevamo e ora l’abbiamo perso…”
Zorak, l’Eloquente.

Bastardi Galantuomini, un gruppo formato da:

Alessandro D. nei panni di Adran Amakiir, Mezz’elfo Stregone
Gianluca I. nei panni di Zorak l’Eloquente, Elfo Drow Stregone/Warlock
Benedetta D. nei panni di Kaya, Corna d’Ariete, Tiefling Paladina
Gianmarco C. nei panni di Templagon Xemilith, Goliath Barbaro/Guerriero
Ivan L.V. nei panni di Arcadio Ultormali, Umano Paladino/Warlock

Zorak e Kaya sono andati verso l’unico posto dove reperire contatti con “Il Gracidio”, l’organizzazione criminale con cui era in combutta Albert Ehmeor, il proprietario de “Il Cappello Nero”. Al loro arrivo, vedono il negozio svuotato e disabitato, con la porta leggermente aperta. I due entrano nel retrobottega e con loro grandissima sorpresa trovano Albert a terra, legato ad una sedia, imbavagliato e privo di vita. I due sentono poi dei rumori: è Xyrith con delle guardie, venuto ad interrogare lo gnomo. Mentre stanno parlando fra loro per capire cosa fare, un forte boato scuote le fondamenta del negozio. Kaya, Zorak e Xyrith riescono a scampare al crollo della struttura e si salvano miracolosamente dai detriti.

Il resto del gruppo fa ritorno da Sacra Spuma Marina e riesce ad incontrarsi col resto del gruppo. Gli altri notano il negozio crollato e lì capiscono che hanno a che fare con un male decisamente più grande di loro. Corrono tutti insieme a parlare con Xyrith e insieme decidono un piano per poter affrontare Ganabak e sconfiggerlo. Templagon ricorda che la sua famiglia adottiva, coinvolta nello scandalo della Meraviglia, potrebbe avere una casa verso nord di Synistas dove potrebbero nascondersi i membri dell’organizzazione. Anche se i tempi che corrono sono difficili, il gruppo fa amicizia con una simpatica coppia di anziani venditori di tessuti pregiati a cui si sono affezionati.

Al rientro in locanda, il gruppo parla con ser Mortymer, il quale restituisce le armi a Runaan affermando che non ci sono pericoli che qualcosa li possa ossservare dalle armi. Ed ecco che Arcadio parla del proprio problema: la gemma viola incastonata nel suo petto, residuo del rituale che ha in qualche modo fermato tempo fa. Insieme si dirigono da Padre Elandil che rimuove la gemma dal corpo di Arcadio, poiché era un tracciante magico per seguirli. Poi mostra loro qualcosa: nelle cassse del tempio sono arrivati delle ingenti somme d’oro per loro e un biglietto per Templagon, scritto da Voreg stesso che li intima di allontanarsi dalle indagini e lasciar perdere. Ma il gruppo è di tutt’altro avviso. Inoltre le monete d’oro del gruppo sono sporche di residui di Meraviglia e la cosa li inquieta ancora di più…

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