“Io promettere te, uomo vecchio: io spaccare sfera con pugni!”
Templagon Xemilith
Bastardi Galantuomini, un gruppo formato da:
Ivan L.V. nei panni di Arcadio Ultormali, Umano Paladino/Warlock
Alessandro D. nei panni di Adran Amakiir, Mezz’elfo Stregone
Gianluca, nei panni di Zorak l’Eloquente, Elfo Drow Stregone/Warlock
Gianmarco C. nei panni di Templagon Xemilith, Goliath Barbaro/Guerriero
Il gruppo è diviso più che mai: di Innil non ci sono tracce sicure, Zorak è vivo ma nessuno sa dove sia in questo momento e il resto del gruppo, ossia Arcadio, Adran e Templagon sono rimasti con molte problematiche irrisolte. L’unica pista rimasta per il gruppo sembra capire come funzioni la sfera dentro il cofanetto ritrovato tra le macerie de “La Locanda del Porto”. Al gruppo viene in mente l’anziano sacerdote presente qualche giorno fa nell’ufficio di Xyrith Lamascura, un certo padre Elandil. Cercando informazioni in giro, vengono a sapere che è il sacerdote di riferimento di uno dei templi devoti a Malvar, ossia Sacra Spuma Marina.
Nel frattempo, Zorak è diretto verso la catena montuosa delle Gorathas, intento a ritrovare le tracce di Gaanabak, il mezz’orco associato a “Il Gracidio”, l’organizzazione criminale che spaccia la Meraviglia tra le strade di Synisthas. All’interno di una gola viene però messo in trappola da un gruppo di goblin raminghi, che lo bersagliano a colpi di frecce. Anche se una di quelle frecce gli rimane infilzata nel fianco, Zorak li distrae facendo esplodere parte del pezzo di roccia su cui erano intenti a bersagliarlo e se ne allontana.
A Synisthas, gli altri trovano padre Elandil a contemplare le onde. Dopo vari scambi di battute, Elandil studia a fondo la sfera dentro il cofanetto e rivela al gruppo che è un dispositivo di tracciamento magico e che qualcuno li sta spiando, mascherando il tutto in un oggetto di valore. Sotto forte raccomandazione di padre Elandil, Templagon prende la sfera e gli sferra un terribile colpo, sufficiente a spaccarla. Dalle crepature, però, esce fuori una manifestazione ipnotica di venti vorticosi, simile a una nuvola a imbuto con un volto effimero che prende forma di vortice li attacca, mentre nuvole nere circondano il gruppo e il sacerdote di Malvar sulla spiaggia vicina al tempio.
Zorak, sfuggito all’attacco dei goblin, sente da una gola una richiesta di aiuto: un uomo anziano si ritrova in mezzo alla neve, con la pelle bluastra a causa del freddo e dura al tatto. Tra l’altro sembra molto confuso, tanto da non ricordare molto di come sia finito lì. Nel portarlo in salvo nei pressi di una grotta, Zorak cerca dei legnetti e accende un fuoco, grazie alla sua magia. Il peggio sembra essere passato, ma è proprio dalla grotta che proviene un verso terribile, acccompagnato da due occhi rossi e denti affilati…
A Synisthas, i combattimenti contro il turbinio umanoide continuano: mentre padre Elandil tenta di scacciare vie la nuvole oscure che li bloccano, cariche di fulmini intenti a colpire il gruppo, Templagon tenta di interrompere il vortice che si è venuto a creare, mentre Adran studiandone i comportamenti, tenta di sabotarne la velocità con cui si muove. Dopo una serie di colpi tremendi, Templagon interrompe definitivamente quel turbinio malefico che li ha attaccati, ma i guai non finiscono qui: una folla di persone si è radunata attorno alla zona e un gruppo di guardie si dirige verso di loro, con a capo proprio il sergente Xyrith, per indagare sull’accaduto…