EMNOTORK – Miraggi del Potere – Sessione N° 40 – 19.03.2024

Luca P. nel ruolo di Gail Lupo Rosso
Alessandro S. nel ruolo di Gaele Lamanera
Simone D. nel ruolo di Kairi
Davide P. nel ruolo di Taker ,Ombra Letale
Emanuele M nel ruolo di Isayra
Francesco C. nel ruolo di Varuna

Nel fragore della battaglia, il Dracomeris si rivela un avversario temibile, la cui pelle riflette i colpi e gli artigli bruciano come fuoco liquido sulla carne dei valorosi guerrieri. Ma proprio quando gli elementali si preparano a circondare il gruppo, un Genasi di nome Varuna compare, pronto ad offrire il suo aiuto. Grazie alla sua presenza, gli eroi riescono a sconfiggere il Dracomeris, brandendo incantesimi e armi fino a ridurlo a brandelli, scoprendo al suo interno un Idrocore, simbolo della sua natura artificiale.

Varuna, inviato da Devi Jala e devoto di Apophis, si unisce agli eroi portando con sé due oggetti misteriosi, una maschera blu e una tavoletta antica, rinvenuti nel tempio e attribuiti a Sesh il Bianco.

Dopo un momento di incertezza, il gruppo decide di utilizzare il Zaratis Driadomis sull’idolo di Apophis per richiamare lo spirito dell’antico campione di Malvar. L’entità divina appare, comunicando telepaticamente che i Plevoriani, mossi dalla profezia del vuoto, hanno risvegliato una forza che Malvar cercava di tenere sopita, consumando lo spirito di Apophis per ottenere nuova energia.

Teletrasportati nella stanza delle acque, e poi in una stanza misteriosa con simboli raffiguranti gli idoli anfibi, Varuna, indossando la maschera, comprende il significato dei suoni e pronuncia le quattro virtù. I simboli si attivano, facendo discendere la pedana al centro della stanza negli abissi.

Con l’ausilio della tavoletta data da Devi Jala, Varuna spegne il buio magico, rivelando che si trovano all’interno di qualcosa tra l’inerte e il vivente, qualcosa che sembra il tempio ma che emette vibrazioni viventi. Il Gruppo dapprima interdetto scopre di essere protetto da una barriera magica che circonda la pedana su cui erano giunti .Premendo nuovamente uno dei simboli, la barriera protettiva cede, esponendo gli eroi e scatenando una reazione imprevista dalla stessa struttura.

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