EMNOTORK – Miraggi del Potere – Sessione N° 41- 26/03/2024

Luca P. nel ruolo di Gail Lupo Rosso
Alessandro S. nel ruolo di Gaele Lamanera
Simone D. nel ruolo di Kairi
Davide P. nel ruolo di Taker ,Ombra Letale
Emanuele M nel ruolo di Isayra
Francesco C. nel ruolo di Varuna

Per molto tempo in questa narrazione ho tentato di scomparire per lasciare spazio agli eventi nudi e crudi, ma ora, io Rami il bardo, sono costretto ad apparire nell’esposizione poiché troppo complessa. Non esistono figure retoriche per spiegare ai posteri ciò che i sei portatori dello Zaratis stanno vivendo e per questo tenterò, con un abile sforzo metaforico, di descrivervi le loro azioni. Immaginate un enorme essere con un solo occhio e due sole braccia attaccate alle spalle, immaginatelo ora seduto con le braccia che, partendo dai fianchi, si adagiano a terra; al centro della sua pancia vi è un ombelico e due capezzoli dalla stessa forma della sua testa. Questo essere ha ossa e tessuti fatti di materiale vivo ma, oltre ad essere vivo, è anche un luogo. Su di lui vivono vari esseri gelatinosi e non, e tutti sono indaffarati a prendersi cura di lui svolgendo una precisa funzione. Il Suo nome è Navoid. Difficile immaginarlo, lo so, eppure vi chiedo un enorme sforzo poiché senza quest’ultimo vi risulterà impossibile comprendere ciò che sto per narrarvi.

Caduta la barriera, Taker tenta di colpire una delle gelatine che sotto il grande occhio era intenta a nutrirsi con quello che Varuna aveva identificato come “l’essenza di Apophis”. Le gelatine esplodono con facilità, venendo assorbite dalla struttura. L’occhio così inizia a comunicare col pensiero e i suoi pensieri sono famelici e pieni di immagini ataviche. Solo Varuna, grazie alla sua maschera, riesce a comprendere i significati di tali parole e solo quest’ultimo avverte il pericolo. Dal terreno emergono tentacoli e poi ancora una vacumsfera. Il gruppo viene a contatto con le due escrescenze poste ai fianchi dell’ombelico (la pedana da cui sono discesi gli avventurieri), queste dallo stesso aspetto della testa del Navoid. Questi comunicano con il gruppo presentandosi come “apparati ingerenti” e per attivare le loro funzioni richiedono di essere alimentati con dei cristalli gelatinosi. Gaele quindi prova a premere tutti i bottoni della tavola in possesso di Varuna senza però sortire nessun effetto comprensibile. Isayra invece tentando un’esplorazione solitaria scopre una sorta di specchio all’estremita delle “spalle” del Navoid che riflettendo al sua stessa immagine lo pone davanti ad un enigma “Nella Lingua antica il Nuovo Apre il Vecchio”
Neanche il tempo di comprendere il significato che dopo qualche tentativo di comunicazione il luogo vivente scatena sul gruppo un’enorme creatura gelatinosa che viene ingaggiata subito da Gàil. La battaglia si fa sanguinosa ma gli eroi hanno la meglio…

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