EMNOTORK – Miraggi del Potere – Sessione 3 – 02/05/2023

Gli Saggar del Deserto (GDR30)

Luca M. nel ruolo di Sohell
Enrico S . nel ruolo di Gabimaru
Simone D. nel ruolo di Ina Rego
Gianmarco I. nel ruolo di Zamar
Davide P. nel ruolo di Ombra Letale
Emanuele M nel ruolo di Kentaki

Cari lettori prima di iniziare la mia nuova cronaca volevo ringraziare per tutti i complimenti ricevuti.Vorrei quindi inaugurare un piccolo spazio all’interno della mia cronaca chiamato : L’Illustre Remy Risponde…” dove potrò concedervi voce tra i miei scritti e saziare la vostra fame di curiosità.

Thaddank di città di stagno mi scrive “
leggeremo mai uno scritto a due mani con la piuma delle valli?”
Caro Thaddank ti dirò che questo è il mio più grande sogno e se la soave Leminill me lo concederà sarò più che onorato di scrivere con lei un poema a due mani.

Lady Sylsatra di castello di Vallenera mi chiede “Chi morirà per primo dei sei Saggar?”
Beh Milady sinceramente questo non posso saperlo ma per come stanno andando le cose probabilmente qualcuno ci lascerà presto…almeno lo spero…

Waltihr di Puntafaro domanda: “ cosa ne pensa della cattura del Djin del fuoco avvenuta a Brace della Speranza? Il grande gelo terminerà anche nel Regno del Re Ragno e voi nobile Remy essendo un Djin empatizzate per tale creatura?”

Waltihr curioso e sagace lettore ti darò la mia risposta : per quanto il grande gelo abbia fatto grandi danni ad oriente qui nelle coste ha migliorato la situazione . Le terre aride si negli ultimi tempi sono colorate di pallido verde e questo non può che far piacere.Per quanto riguarda il Djin incatenato, preferisco non dare la mia opinione a riguardo, dico solo che verso noi Djin ci sono troppi pregiudizi…

Ora però passiamo alla cronaca vera e propria , quello che è successo ai Saggar è piuttosto interessante per voi che amate così tanto speculare di intrighi e sotterfugi .Durante la notte la tenda di Minkhar è stata oggetto delle attenzione dei Bhakshaka [nota 13] . Un ancora non identificato responsabile ha impresso un glifo d’evocazione davanti all’alloggio. L’iscrizione magica ha dato vita a sciami di serpenti e un cobra gigante di Minashadi. Ora miei cari lettori vorrei narrarvi di come i sei eroi abbiano sgominato i venefici nemici e di come il loro capo orgoglioso abbia tessuto le loro lodi ma la realtà è ben più triste. I sei sono rimasti ben nascosti sotto le loro coperte lasciando al Murabb l’arduo compito di fronteggiare il Cobra. Solo dopo che la situazione si è fatta più pericolosa hanno tentato qualche timida azione evasiva senza però combinare granché (che novità! aggiungerei io) in ogni caso tanto clamore ha attirato il vicino di tenda Berus Samagus aiutando Minkhar a distruggere il glifo salvando così la situazione. Prima di continuare con la storia vorrei spendere due righe sul nobile Berus Samagus. Yuan-Ti della casta dei Faris [nota 14] , uno dei generali più fidati del Vizir e anche uno degli strenui oppositori dell’Alfiere.Questo nobile serpentide si è auto-esiliato dalle mura di Minashadi vegliando su di essa dalla vicina oasi di Theoban. Il solo pensare che quei sei sudicioni siano poi stati ospitati nella sua tenda mi farebbe rivoltare le interiora se le avessi. Ritornando quindi al racconto, come dicevo pocanzi, Berus concede ospitalità al gruppo. Grazie a questo atto di gentilezza i sei hanno l’opportunità di farsi illustrare la situazione. Lo Yuan-Ti spiega che il marchio del serpente è un tratto distintivo dei Cacciatori Bhakshaka e che questa particolare dinastia serpentide non è molto ben vista tra gli uomini-serpente di Minashadi. Essi lavorano spesso come Saggar ma anche come mercenari ed esploratori e sono considerati alla stregua di selvaggi. E’ evidente a tutti quindi che il Gholam ucciso dal gruppo era di proprietà di un membro dei Bhakshaka che , marchiando la tenda, ha voluto inviare un “messaggio” d’avvertimento. Questa notizia ovviamente non fa felice Minkhar che capisce le possibili implicazioni di questo gesto. I Bhakshaka infatti non son ben visti dagli altri Yuan-Ti tuttavia sono tollerati perché sia la loro forza che la loro presenza nelle terre aride circostanti li rendono molto pericolosi per la tranquillità di Theoban. L’Oasi infatti non può godere delle alte mura della città di Minashadi e i suoi abitanti sono esposti alle possibili razzie degli uomini serpente dell’entroterra . Per questo motivo se un Murabb di Theoban dovesse in qualche modo essere coinvolto in una contesa con un qualche nobile Bhakshaka questo potrebbe portare ad un vero e proprio conflitto tra gli abitanti dell’oasi e quelli delle terre aride. La mia opinione in questo non è molto distante da quelli dei giovani Saggar, se è vero che un coinvolgimento Minkhar potrebbe far velocemente scalare la contesa in un conflitto è anche vero , e ne sono stato testimone, che i sei si sono solo difesi e in questo caso l’atto di ostilità del glifo è stato totalmente ingiustificato. Credo però che Minkhar sia stato indispettito dal comportamento nella tenda dei sei Saggar e per atto di ripicca si è voluto tirare fuori dalla questione.
Berus però dall’alto della sua saggezza consiglia il gruppo di coinvolgere qualche membro anziano dei Bhakshaka , figure di riferimento che si trovano nei vari templi in giro per le terre aride. I Bhakshaka infatti sono soliti appianare le controversie proprio nei templi che fungono anche da tribunale e spesso gli anziani cercano di evitare inutili spargimenti di sangue e di stabilire un “equo” dono per ripagare i torti subiti dalla loro gente. Nessuno della compagnia però accetta di piegarsi ai ricatti optando invece su un’azione investigativa atta a rivelare l’identità dell’aggressore. Dopo un po’ di tempo passati a ragionare determinano che l’unico per scovare il colpevole è partire dall’unico indizio disponibile : la boccetta ritrovata nel sentiero dell’orizzonte eterno. Il gruppo però decide di dividersi sperando anche di ottenere nuovi lavori da Giambeo, quest’ultima decisione mi è sembrata un po’ insensata ma credo che dietro questo gesto ci fosse anche la volontà di “testare” l’ambiente. In ogni caso un gruppo composto da Ina Rego, Ombra Letale e Gabimaru si dirige nella bottega di Jalal mentre Zamar , Sohell e Ketaki vanno diretti alla Khanè[nota 15] dell’anziano Lassodonte.
Devo ammettere che qui l’operato del primo gruppo mi ha davvero sorpreso, sia le capacità dialettiche di Ina Rego che l’astuzia di Gabimaru hanno dato i loro frutti e sicuramente la presenza minacciosa di Ombra Letale ha dato manforte all’azione di convincimento di Jalal. I tre infatti sono riusciti a convincere lo Yuan-Ti alchimista di rivelargli chi aveva comprato la boccetta e soprattutto a mostrargli una nota d’ordine . Confrontando la scrittura con la lettera trovata sul moribondo nel deserto e ascoltando la descrizione del venditore hanno dedotto che ad organizzare tutto fosse stato Alasf il servo di Sabirah accompagnato da uno Yuan-Ti probabilmente appartenente ai Bhakshaka. Raccolta questa preziosa informazione hanno poi raggiunto il resto del gruppo che contrattando con Giambeo è riuscito ad ottenere l’accesso al Mercato Coperto. Con l’accesso al mercato si può proprio dire che oramai i sei Saggar sono diventati devi veri cittadini di Theoban…. Secondo me il divertimento inizia proprio ora…

Glossario
[1] Saggar: i becchini del deserto, individui incaricati di recuperare i cadaveri lasciati indietro dalle carovane, i viaggi nelle terre aride sono sempre pericolosi e il culto dei morti è molto sentito in queste terre. I Saggar quindi rischiano la loro vita per recuperare i corpi dei defunti in mezzo alle terre aride.
[2]Kharij: La casta più bassa di Minashadi alla quale non è concesso entrare in città, generalmente così vengono appellati tutti gli umili ed è utilizzato spesso come dispregiativo
[3]Jalibut: le Jalibut anche dette “barche della speranza” raccolgono avventurieri e disperati in grado di lavorare, in cambio di un passaggio gratuito i passeggeri si impegnano firmando un contratto magico di lavorare alle condizioni imposte nel luogo d’arrivo per un periodo variabile che va dai 3 mesi ad 1 anno in base al lavoro assegnato. [4]I Murabb: I Murabb sono coloro che accolgono i passeggeri delle Jalibut . Si occupano di gestire i nuovi arrivati di solito in gruppi da 5-6 affiancandoli nei nuovi lavori. Di fatto questi tutori offrono in cambio di un lauto compenso da parte dell’amministrazione di Minashadi anche la formazione delle nuove leve.[5]I Davat: I Davat sono i palazzi della burocrazia, questi palazzi rilasciano i Paz dei documenti utili ad entrare all’interno di Minashadi e di censire i nuovi giunti.Inoltre a Theobat ricopre anche la funzione di tribunale.
[6] I Paz: sono il documento ufficiale di Minashadi, se si possiede un Paz si è in grado di entrare e uscire dalle mura a piacimento. Ne esistono di temporanei e permanenti, quelli temporanei si ottengono in vari modi (pagando, avendo dei faz o formando una Goru (una sorta di compagnia che svolge un servizio o un mestiere ,di solito umil, per la città. Spesso gli spazzini, i contadini,taglialegna,pescatori etc etc si uniscono nelle Goruh per poter lavorare dentro le mura) . I Paz permanenti si ottengono alla nascita o entrando a far parte di una delle quattro caste.
[7] i Mudir: La casta più importante seconda solo al Vizir in persona, sono i burocrati , gli amministratori a capo dei Mudir c’è l’Alfiere essi di solito gestiscono i Davat e i tribunali oltre a regolamentare i commerci . Un Mudir è in cima alla piramide delle caste e gode di molti benefici come ad esempio la possibilità di revocare i paz agli altri cittadini.
[8] i Marg degli Hishan: sono degli uomini lucertola allevati dalla dinastia Hishan, nonostante capiscano le lingue essi hanno l’ordine di parlare solo il dialetto degli Yuan-Ti . Ogni dinastia nobile Yuan-Ti possiede dei Marg e quella degli Hishan è famosa per avere un aspetto particolarmente gradevole agli occhi degli uomini-serpente.
[9] Gholam: Individui affetti dal Morbo di Yuan, una malattia misteriosa trasmessa dai batteri all’interno della bocca di alcuni Yuan-Ti. E’ una condizione molto rara poiché di solito chi viene morso muore dopo poche ore. Coloro che sopravvivono vengono chiamati Gholam e sono relegati al ruolo di servi anche se vengono trattati con riguardo come si fa con un animale raro. Per uno Yuan-Ti possedere un Gholam è simbolo di prestigio e si dice porti fortuna.La maggior parte sono di origine umana essendo naturalmente più resistenti al morbo.
[10] I Faz: ogni membro di una casta può fornire un Farz è rappresentata spesso da un gioiello o una medaglia con il simbolo della famiglia che la fornisce e rappresenta un “favore” che quella famiglia deve al possessore del Farz. Chi è in possesso dell’Onorificenza può spenderla per godere di un “diritto” verso la casta superiore che l’ha concessa (agevolazione sui prezzi, obbligo di ospitalità da parte della casta che l’ha emessa, etc etc) . Se si è in possesso di un Farz si può richiedere un Pazir provvisorio (il tempo è a discrezione del Davat che lo concede) e nel tempo di permanenza in città la responsabilità è della famiglia che ha concesso il Farz. Per i Kharij spesso non è sufficiente avere un singolo Farz per ottenere un Pazir.[11] Marasb: Così vengono chiamate le lucertole giganti utilizzate come cavalcatura, possedere un Marasb non è solo utile ma anche uno status ancor di più a Theoban. Il loro costo, la difficoltà ad addestrarli e la facilità nel rubarli li rende uno dei possedimenti più ambiti in assoluto.
[12] Goruh : una Goruh è una sorta di compagnia che svolge un servizio o un mestiero (di solito umile) per la città. Spesso i contadini,taglialegna,pescatori etc etc si uniscono nelle Goruh e il loro rappresentante richiede un Pazir temporaneo per poter consegnare le merci o comunque svolgere il proprio lavoro all’interno delle Mura.
[13] Bhakshaka , un’antica popolazione di uomini-serpenti che vive nella zona delle terre aride. Si dice che in passato vi sia stata una guerra tra dinastie , la prima la dinastia Zahhak (attuale reggente di Minashadi)  giunta dal mare ebbe il sopravvento sulla seconda  i Bhakshaka che viveva sulle coste e nell’entroterra . La più grande differenza tra i due gruppi etnici è che negli Zahhak esiste il tabù del cibo Aqlaniyyah  ovvero il divieto di mangiare creature pensanti o di praticare la necrofagia. I Bhaskshaka non hanno divieti di questo genere e al contrario e praticano l’AklalAql, ovvero la credenza che nutrendosi delle interiora si possa acquisire la forza e l’anima della vittima. Questi due aspetti così divergenti furono alla base del grande conflitto che esiliò i Bhaskhaka dalle coste e che tutt’ora negà l’accesso a questa etnia a Minashadi.
[14]Faris: La casta dei Guerrieri, questa casta è stata sicuramente la più sofferente con l’istituzione dell’alfiere Fadyun. Molti infatti sono stati uccisi o esiliati e solo pochi sono rimasti in città mantenendo il loro status.Tra gli Yuan-Ti tuttavia c’è ancora molto rispetto per chi appartiene a questa casta.
[15] Khanè : sono luoghi di ritrovo , spesso adibite a fumerie, al contrario delle semplici taverne o locande una Khanè è un luogo dove si esige quiete. L’atmosfera concilia la conversazione ed è principalmente utilizzato come luogo neutro dove mercanti e nobili discutono d’affari.

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