Gli Saggar del Deserto (GDR30)
Luca M. nel ruolo di Sohell
Enrico S . nel ruolo di Gabimaru
Simone D. nel ruolo di Ina Rego
Gianmarco I. nel ruolo di Zamar
Davide P. nel ruolo di Ombra Letale
Emanuele M nel ruolo di Kentaki
Dedico questa mia cronaca alla Piuma d’oro delle Valli e per ciò questo mio scritto oggi sarà rivolto a lei e lei stessa soltanto altresì per mia estrema misericordia lascerò che i vostri occhi voraci scrutino questo mio racconto così come il servo indiscreto appoggia l’orecchio alle pareti del padrone .
Mia soave Leminill come lei mi ha suggerito mi sono presentato ai sei buzzurri. Lei non può comprendere lo sforzo nell’essere cordiale perché se devo proprio esser sincero la tentazione di pestarli come bacche di callicarpa era tanta ma per amor suo e per amor della nobile arte del canta-storie , mia soave piuma d’oro, ho trattenuto la pulsione.
Le circostanze della mia apparizione son state misere tanto da costringermi ad un bagno di sabbia al mio ritorno. Come le ho scritto la volta scorsa i Saggar erano intenti nell’ inseguimento di un povero sventurato, certo quel mezz’elfo oscuro e la sua combriccola poteva pensarci prima di attar briga ma se fai il predone delle terre aride di certo non brilli per sagacia. Dopo che Ombra Letale ha abbattuto il fuggiasco
ero ancora titubante , avevo pensato infatti di presentarmi a loro con tutti i crismi in modo che potessero omaggiarmi come un Djin della mia levatura merita tuttavia la visione di Sohell che tenta di derubare i propri compagni trafugando dal cadavere di uno dei predoni un sacchetto d’oro mi ha obbligato a mostrarmi in tutta la mia magnificenza.
Pregiata Leminill, ho cercato veramente d’esser cordiale ma quell’irritante Ina Rego e il suo volgare compagno mi hanno attaccato con violenza inaudita; fortunatamente la loro teatralità è stata inversamente proporzionale alla loro forza e l’unico risultato ottenuto è stato di rendersi ridicoli ai miei occhi. Consegnato il mio manoscritto ho deciso dunque di deriderli (per punirli di tanta sfrontatezza) sfidandoli nel farmi uscire una goccia di sangue, come premio li ho illusi che avrebbero ricevuto un mio poema in loro onore. Inutile dire che la mia piuma, a tal fine, rimarrà per molto tempo asciutta. In ogni caso devo confessare che nel conoscerli da vicino ho potuto anch’io appurare un barlume di straordinarietà in ognuno di loro. Come volevasi dimostrare chi è capace di parole tanto soavi come le sue onorevole Leminill non può che aver interessi straordinari. Una volta consegnato il mio manoscritto ho cessato le mie interazioni con loro e ho continuato ad osservarli a debita distanza.
Subito dopo il mio commiato i sei Saggar sono ritornati a perlustrare la zona scoprendo che l’Elfo Scuro predone era un Gholam . Inoltre setacciando i resti dell’accampamento hanno rinvenuto una piccola bottiglia nella quale vi era un insetto vermiforme e un liquido giallo dall’ottimo profumo. Finita la perlustrazione hanno proseguito per il sentiero dell’orizzonte eterno arrivando nei pressi dell’oasi a ridosso delle rovine. Durante la perlustrazione proprio al centro del sentiero hanno trovato un soldato moribondo, egli non era nient’altro che il capitano della carovana che scortava il fratello di Sabhira, la committente. Il moribondo oramai da tre giorni disperso nelle terre aride era sul punto di spirare l’ultimo fiato tuttavia è riuscito a riferir della tragedia che l’aveva colto. Cara Leminill vorrei risparmiarvi la truculenta descrizione del corpo martoriato del giovane capitano ma essa è necessaria per comprendere la drammaticità dell’evento. Il capitano dal corpo seviziato di fori di pungiglione ha rivelato d’esser stato attaccato insieme alla carovana da alcuni scorpioni, quest’ultimi in maniera totalmente innaturale li hanno inseguiti per tre giorni e tre notti nelle terre aride spingendoli fino alle loro tane. I poveretti stremati dal pericolo hanno accettato la loro sorte sguainando in fine le spade e soccombendo contro i feroci insettoidi. Ajal così si chiamava quello scalognato soldato non ha avuto la forza di descriver con minuzia la battaglia ma dalle sue ferite e dal suo lamento era chiaro che qualcosa al di sopra dell’istinto aveva mosso la ferocia delle bestie. Dopo esser svenuto sul corpo del moribondo i Saggar , come sono soliti fare, hanno trafugato i suoi averi trovandogli addosso una pergamena, mia soave Leminill, non vi nascondo lo stupore a saper che ognuno di loro era in grado di legger quel che vi era scritto sopra. Tanta erudizione da un gruppo di becchini del deserto è inaspettata . Sulla lettera vi erano le parole di Sadik Shabakir, cartografo del palazzo del Vizir. L’Illustre Musha chiedeva nella missiva di cambiar la solita rotta a favore del sentiero dell’orizzonte eterno. Questa richiesta ha particolarmente insospettito i Saggar e in verità vi dico mia rispettabile Leminill che anch’io nutro il dubbio che la missiva non sia del tutto frutto delle ingenue apprensioni di un padre. Ma non perdiamoci in futili elucubrazioni e continuiamo con la nostra storia. Dopo aver dato il colpo di grazia all’agonizzante Ajal il gruppo comincia una perlustrazione. Mai momento della giornata per me è stato più lieto poiché proprio nell’incauta azione di perlustrare la zona l’arrogante Sohell è scivolato nelle sabbie mobili purtroppo ad aiutarlo son subito accorsi Ina e Zamar e persino Minkhar che raggiunto il gruppo si è goduto la scena quasi quanto me. La venuta del Murabb ha sicuramente giovato al gruppo che si è subito ricompattato ascoltando le sue indicazioni. Grazie alle perlustrazioni a cavallo della Marasb il mezzo troll aveva individuato due possibili grotte dove gli scorpioni avrebbero potuto trascinare il corpo . Giustamente il vecchio mezzo troll non aveva nessuna intenzione di rischiare la vita così ha consegnato il medaglione degli Shabakir e li ha mandati a rischiare la pelle nelle grotte. Il Medaglione illuminandosi vicino al suo “gemello” avrebbe permesso di trovare il corpo ma soprattutto di escludere una o l’altra grotta. Leminill oramai è chiaro quanto poco rispetti questa gentaglia tuttavia il coraggio dimostrato nell’entrare nelle grotte è comunque da lodare . Fortuna loro il medaglione non ha brillato nella prima che ricolma di scorpioni sarebbe stata senza ombra di dubbio la loro tomba.Nella seconda invece un singolo scorpione sembrava essere a guardia del cadavere. Presi dalla concitazione nessuno si è domandato come mai ve ne fosse solo uno gigante o come mai il corpo fosse adagiato su un masso ma questo probabilmente sarebbe stato chiedere troppo a quei sei nefasti individui. Uccisa bestia con mirabile coraggio soprattutto di Sohell (cosa che mi ha colto di sorpresa) son riusciti effettivamente a recuperare il cadavere e il medaglione riportandolo da Minkhar. Il Murabb soddisfatto dell’operato della propria squadra è saltato di nuovo in sella alla sua lucertola prendendo corpo e medaglione .
Dopo un viaggio di ritorno piuttosto tranquillo anche i Saggar raggiungono la tenda scoprendo che non vi era solo Minkhar ad attenderli ma anche Sabhira e il suo servo. L’anziano mezzo-troll ha esortato i sottoposti nel raccontare ciò che avevano visto e ciò che avevano trovato sul corpo di Ajal finito il racconto la nobile ha pregato i Saggar di indagare sulla boccetta e sul possibile proprietario del Gholam. In fine la Drow ha sborsato il pagamento pattuito cedendo un farz della famiglia Shabakir.
Dopo aver salutato i due abitanti di Minashadi il gruppo decide di fare due chiacchiere con Minkhar , mi stupisce vedere quanto sia socievole quel vecchio Murabb, ha spiegato persino l’utilizzo dei Farz e cosa sia una Goruh[nota12] che segretamente coltivi il desiderio di aprirne una con questi debosciati? Chissà! Alla fine quando il sole è scomparso dietro le dune si sono coricati . Credo che il buio però stavolta non porterà consiglio ma son fermamente convinto che causerà scompiglio… e non poco!
Glossario
[1] Saggar: i becchini del deserto, individui incaricati di recuperare i cadaveri lasciati indietro dalle carovane, i viaggi nelle terre aride sono sempre pericolosi e il culto dei morti è molto sentito in queste terre. I Saggar quindi rischiano la loro vita per recuperare i corpi dei defunti in mezzo alle terre aride.
[2]Kharij: La casta più bassa di Minashadi alla quale non è concesso entrare in città, generalmente così vengono appellati tutti gli umili ed è utilizzato spesso come dispregiativo
[3]Jalibut: le Jalibut anche dette “barche della speranza” raccolgono avventurieri e disperati in grado di lavorare, in cambio di un passaggio gratuito i passeggeri si impegnano firmando un contratto magico di lavorare alle condizioni imposte nel luogo d’arrivo per un periodo variabile che va dai 3 mesi ad 1 anno in base al lavoro assegnato. [4]I Murabb: I Murabb sono coloro che accolgono i passeggeri delle Jalibut . Si occupano di gestire i nuovi arrivati di solito in gruppi da 5-6 affiancandoli nei nuovi lavori. Di fatto questi tutori offrono in cambio di un lauto compenso da parte dell’amministrazione di Minashadi anche la formazione delle nuove leve.[5]I Davat: I Davat sono i palazzi della burocrazia, questi palazzi rilasciano i Paz dei documenti utili ad entrare all’interno di Minashadi e di censire i nuovi giunti.Inoltre a Theobat ricopre anche la funzione di tribunale.
[6] I Paz: sono il documento ufficiale di Minashadi, se si possiede un Paz si è in grado di entrare e uscire dalle mura a piacimento. Ne esistono di temporanei e permanenti, quelli temporanei si ottengono in vari modi (pagando, avendo dei faz o formando una Goru (una sorta di compagnia che svolge un servizio o un mestiere ,di solito umil, per la città. Spesso gli spazzini, i contadini,taglialegna,pescatori etc etc si uniscono nelle Goruh per poter lavorare dentro le mura) . I Paz permanenti si ottengono alla nascita o entrando a far parte di una delle quattro caste.
[7] i Mudir: La casta più importante seconda solo al Vizir in persona, sono i burocrati , gli amministratori a capo dei Mudir c’è l’Alfiere essi di solito gestiscono i Davat e i tribunali oltre a regolamentare i commerci . Un Mudir è in cima alla piramide delle caste e gode di molti benefici come ad esempio la possibilità di revocare i paz agli altri cittadini.
[8] i Marg degli Hishan: sono degli uomini lucertola allevati dalla dinastia Hishan, nonostante capiscano le lingue essi hanno l’ordine di parlare solo il dialetto degli Yuan-Ti . Ogni dinastia nobile Yuan-Ti possiede dei Marg e quella degli Hishan è famosa per avere un aspetto particolarmente gradevole agli occhi degli uomini-serpente.
[9] Gholam: Individui affetti dal Morbo di Yuan, una malattia misteriosa trasmessa dai batteri all’interno della bocca di alcuni Yuan-Ti. E’ una condizione molto rara poiché di solito chi viene morso muore dopo poche ore. Coloro che sopravvivono vengono chiamati Gholam e sono relegati al ruolo di servi anche se vengono trattati con riguardo come si fa con un animale raro. Per uno Yuan-Ti possedere un Gholam è simbolo di prestigio e si dice porti fortuna.La maggior parte sono di origine umana essendo naturalmente più resistenti al morbo.
[10] I Faz: ogni membro di una casta può fornire un Farz è rappresentata spesso da un gioiello o una medaglia con il simbolo della famiglia che la fornisce e rappresenta un “favore” che quella famiglia deve al possessore del Farz. Chi è in possesso dell’Onorificenza può spenderla per godere di un “diritto” verso la casta superiore che l’ha concessa (agevolazione sui prezzi, obbligo di ospitalità da parte della casta che l’ha emessa, etc etc) . Se si è in possesso di un Farz si può richiedere un Pazir provvisorio (il tempo è a discrezione del Davat che lo concede) e nel tempo di permanenza in città la responsabilità è della famiglia che ha concesso il Farz. Per i Kharij spesso non è sufficiente avere un singolo Farz per ottenere un Pazir.[11] Marasb: Così vengono chiamate le lucertole giganti utilizzate come cavalcatura, possedere un Marasb non è solo utile ma anche uno status ancor di più a Theoban. Il loro costo, la difficoltà ad addestrarli e la facilità nel rubarli li rende uno dei possedimenti più ambiti in assoluto.
[12] Goruh : una Goruh è una sorta di compagnia che svolge un servizio o un mestiero (di solito umile) per la città. Spesso i contadini,taglialegna,pescatori etc etc si uniscono nelle Goruh e il loro rappresentante richiede un Pazir temporaneo per poter consegnare le merci o comunque svolgere il proprio lavoro all’interno delle Mura.