Chiacchiera del Vicolo
I Tatini di Titania:
Alice B., nei panni di Titania, la Barbara Umana
Lorenzo S., nei panni di Lyron, il Warlock Mezz’elfo
Eleonora L., nei panni di Echo, la Strega Mezz’elfa
Carlo P., nei panni di Kheldian, il Druido Mezz’elfo
Julio F., nei panni di Artos, l’Artefice Umano
-Dopo quattro giorni di riposo completo, i Tatini, ripresisi dalla missione che li ha visti impegnati nella chiusura di un portale Worth nelle fogne della città di Synistas, hanno finalmente modo di reincontrarsi e fare due chiacchiere, ricevere la doverosa ricompensa dai maestri della Torre e decidere delle prossime mosse. L’Oniris, danneggiato a causa del sovraccarico energetico a cui è stato sottoposto nel Vuoto, viene messo in cima alla lista delle priorità dai coraggiosi eroi, i quali, senza esitazione, decidono di accompagnare Echo nell’unico luogo in cui potrà trovare informazioni sulla gemma che attualmente custodisce. I Maestri Mizar e Bertrand, dopo aver aggiornato Titania sull’attuale stato delle cose attorno a Costa di Lama, il villaggio di Titania, attualmente sotto l’agghiacciante regime del terrore del leggendario troll U’Zuul ed Artos sulla possibilità di aiutare nella riproduzione e diffusione della cura alla dipendenza causata dall’assunzione di Meraviglia, affidano ad Echo la pergamena con il diagramma del Circolo della Torre e predispongono il circolo per il viaggio. I nostri, dopo un breve giro di compere da Mara l’alchimista, tornano alla Torre per intraprendere il loro viaggio.
-La foresta di Aetis circonda i Tatini come un freddo abbraccio ed i nostri si trovano ad attraversare un villaggio completamente abbandonato, devastato da uno scontro ormai lontano nel tempo. Le case, con porte e finestre sbarrate anche nell’abbandono, trasmettono un’inquietudine sinistra. Una volta oltrepassato il villaggio, diretti alla casa dove Echo trascorse la sua infanzia, i nostri non incontrano anima viva, fino alla casa stessa, dove oltre a dolci memorie di un tempo lontano, Echo ritrova un sorriso inaspettato. La strega presenta dunque ai compagni sua zia Meridia (oltre al suo famiglio, la gatta Regina). I nostri intraprendono una lunga conversazione con la strega e molti sono i punti su cui riescono a far luce, collegando eventi che riguardano il tentativo da parte della megera Endelyn di tornare, mentre su altri rimangono strali di ombre e misteri. Una cosa è certa, però: la Sorellanza ottenne la gemma Oniris tramite un patto con un’entità antica e leggendaria: la figura conosciuta nei miti con il nome di Baba Yaga, la “Madre di tutte le streghe”. Se c’è qualcuno in Emnotork che può sapere come riparare un oggetto simile, quella è lei.
-Dopo esser stati avvertiti sulla pericolosità del cammino, i nostri vengono dunque guidati da Meridia nel luogo in cui è custodito il portale in grado di condurre ad un “ponte arcobaleno”; un “semipiano” che fa da collegamento tra il mondo materiale e la Selva Fatata: il Piano d’esistenza d’origine della Prima Megera. Una volta lì, però, qualcosa sembra guizzare fuori dall’entrata dell’antica camera del portale; un’ombra dalle terribili fattezze di Endelyn si lancia sui nostri eroi con un grido inumano e la battaglia ha inizio.
-Le urla agghiaccianti dell’ombra non bastano a scalfire gli animi dei Tatini, irrobustiti ormai da mesi di battaglie durissime e nonostante la sua resistenza ultraterrena, subito i nostri ne individuano le debolezze. Lyron, ammantato dell’energia dell’Orizzonte, si scaglia contro l’avversario protetto dai suoi incanti oscuri mentre Titania in preda alla furia ferina fa splendere il Bagliore lunare massacrando e dilaniando un’oscurità tangibile solo dalla sua spada. Echo, dopo aver notato la resistenza dell’essere ai suoi incantesimi congelanti, lancia contro il mostro una micidiale palla di fuoco ed a nulla serve il tentativo da parte dell’ombra di contrastare l’incanto; la strega è più veloce ed anticipa le sue mosse, dissolvendo l’abiura e lasciando esplodere il suo potere. Kheldian, nel frattempo, assunta la forma di triceratopo, circonda gli avversari soverchiandoli con possanza giurassica ed Artos, imbracciata l’artiglieria pesante, scarica sui mostri tutta la sua potenza di fuoco. Tra i ruggiti di Kheldian ed il rumore delle esplosioni, la battaglia è vinta. Dopo un giro di cure da parte del druido e ricevuti auguri e raccomandazioni da parte di Meridia, i nostri si dirigono oltre il portale.
-Al di là della soglia, la vicinanza del semipiano alla Selva Fatata si fa subito evidente, mentre i Tatini vengono quasi soverchiati dalla forza delle loro emozioni, immersi in un’atmosfera di colori vibranti ed intensi, sospesa in un costante virare tra la luce dell’alba e quella del tramonto. Dopo aver avuto la prova della stranezza delle leggi che regolano la realtà, a quanto pare profondamente diverse da quelle che regolano il mondo materiale, i Tatini, udita una serie di suoni particolari, si dirigono attraverso un sentiero che li conduce fino al limitare del bosco, oltre il quale sembra aspettarli una specie di strano festival, con tanto di bancarelle, attrazioni, artisti di ogni sorta e perfino un grosso tendone da circo. Acquistato il biglietto in maniera totalmente non convenzionale, i nostri si addentrano attaverso una folla eterogenea estremamente multietnica, quando d’un tratto il loro sguardo incontra quello di amici che non vedevano da tanto tempo…