Chiacchiera del Vicolo
I Tatini di Titania:
Alice B., nei panni di Titania, la Barbara Umana
Lorenzo S., nei panni di Lyron, il Warlock Mezz’elfo
Eleonora L., nei panni di Echo, la Strega Mezz’elfa
Carlo P., nei panni di Kheldian, il Druido Mezz’elfo
Julio F., nei panni di Artos, l’Artefice Umano
-Dopo le recenti avventure, di ritorno da un violento scontro sottomarino, i Tatini si rifocillano nel refettorio del tempio di Malvar quando, di punto in bianco, Echo riceve un messaggio telepatico dalla Torre dei Maghi dell’Aria. Si tratta di Maestro Mizar, il quale chiama a raccolta gli avventurieri presso il suo studio il prima possibile, affermando di avere notizie urgenti e “sensazionali”.
-Segue una breve tappa dall’alchimista Mara, dove Artos ha modo di leggere gli appunti lasciati recentemente da un inventore di nome Kanan, parte di un gruppo di avventurieri abbastanza noto in città. Gli scritti riguardano alcune piccole modifiche e note a margine che includono nella formula ideata da Artos per curare la dipendenza da Meraviglia, attualmente in fase di sviluppo, l’utilizzo di particolari polveri di cristalli dalle caratteristiche peculiari.
-Guadagnata la torre e giunti al laboratorio di Maestro Mizar, i Tatini salutano il vecchio mago, creduto ormai perduto per sempre da diversi mesi e fanno la conoscenza dell’uomo (o, per meglio dire, del mezz’orco) dietro gli appunti lasciati a Mara: Kanan Jarrus, della compagnia di Chopper.
-Con Artos e Kanan che si confrontano in un turbine di ispirazioni, idee ed elucubrazioni, giunge il momento di entrare in azione: il gruppo aiuterà il Maestro Mizar a creare uno speciale dispositivo, che se piazzato in un nodo di potere all’interno del Vuoto, dovrebbe generare un disturbo tale da minare la struttura stessa di quella specifica regione. Con l’aiuto dell’intero gruppo, l’impresa ha successo ed il “Void Jammer” non aspetta altro che essere messo in funzione.
-Dopo aver salutato l’esimio collega di Artos, il gruppo, informato di possibili problemi nelle fogne che potrebbero compromettere la missione dell’indomani, si dirige verso il punto indicato sulla mappa, attraverso la rete di tunnels e gallerie che compongono il complesso. Il tempo di giungere nei pressi di una vasca di raccolta, che subito i nostri notano qualcosa emergere dall’acqua: una specie di periscopio a tre occhi il cui “sguardo” è diretto verso di loro. Dopo un silenzioso avvicinamento, il periscopio si rivela nient’altro che un piccolo apparato oculare, sulla testa di un gigantesco mostro anfibioide, che emerge dalle acque reflue con le zampe anteriori deformate in orribili tentacoli e la bocca irta di zanne aguzze. Il tempo per i nostri di estrarre le armi e lo scontro ha inizio.
-Dapprima, i colpi di Artos non ottengono l’effetto sperato; la creatura gigantesca è coperta da uno spesso strato di muco in grado di proteggerla da fulmini e caldo estremo, tuttavia, quando colpita da saette, essa rallenta notevolmente i suoi movimenti, dando il tempo ai nostri di avventarlesi contro. Lyron si vede improvvisamente appiccicato alla lingua da rana del mostro e l’istante successivo viene ingurgitato in un batter d’occhio davanti agli sguardi attoniti dei compagni. A quel punto la furia ancestrale di Kheldian impazza in guisa di gorilla gigante, il Druido scaglia violenti, abnormi pugni contro l’essere mostruoso, nel tentativo di liberare il compagno mentre Bagliore Lunare, lo spadone di Titania strappa i tentacoli del mostro con fendenti luminosi devastanti. È Lyron stesso, tuttavia, a decretare la fine della battaglia, apparendo dal piano etereo nel quale si era rifugiato per sfuggire agli acidi gastrici del mostro e lanciandosi in un affondo dall’alto verso il basso. Orizzonte degli Eventi colpisce e l’energia del warlock fa il resto, dopo un violento tonfo, torna il silenzio. I nostri a quel punto tornano verso la Torre dei Maghi dell’aria, luogo da cui l’indomani partirà la controffensiva dei Tatini e dei Choppers contro le forze del Vuoto, nella speranza di portare ancora una volta, la luce nel buio.