Chiacchiera del Vicolo
I Tatini di Titania:
Alice B., nei panni di Titania, la Barbara Umana
Lorenzo S., nei panni di Lyron, il Warlock Mezz’elfo
Eleonora L., nei panni di Echo, la Strega Mezz’elfa
Carlo P., nei panni di Kheldian, il Druido Mezz’elfo
Julio F., nei panni di Artos, l’Artefice Umano
-Fatta la conoscenza di Darren (o per meglio dire, di un suo “simulacro) i Tatini scambiano quattro chiacchiere con lui nella cara, vecchia taverna del Salto. Nella guisa di un mago dell’aria, il vecchio stregone elargisce parole di saggezza, conforto ed un entusiasta incoraggiamento verso Titania ed i compagni, oltre a preziosi consigli su come gestire l’annosa, attuale situazione riguardante l’avvento del Vuoto, con tutte le conseguenze del caso. Terminato di conferire con lui ed a seguito con maestro Dugran, a cui hanno modo di riferire riguardo le imprese delle ultime settimane, i nostri si ritirano ad affari privati, una scelta proficua nel caso di Artos e molto deludente in quello di Lyron… O forse no?
-Il giorno successivo il gruppo parte verso il santuario di Malvar, nella parte più bassa della Ragnatela, in cui i cunicoli contorti dei tunnels sotterranei si estroflettono in dedali tentacolari fino a raggiungere uno dei luoghi natali del culto di Malvar, il Mare Sotterraneo. Quì, una volta entrati nel tempio, i nostri incontrano Vince Auran che dopo aver ascoltato le loro ragioni, li informa dell’interferenza che percepisce nelle energie presenti in questo luogo sacro e chiede loro, con la promessa di un lauto compenso, di eliminare il problema una volta per tutte. I Tatini vengono messi a parte dei pericoli e delle minacce mortali che potrebbero affrontare, ma le parole del paladino non bastano a frenare l’ardore degli eroi. Merrik si è dimostrato meritevole. Lo aiuteranno.
-Immergendo i loro corpi nelle acque eterne, sostenuti dal rituale del respiro subaqueo di Merrik e da quello del legame telepatico di Echo, i Tatini vengono trascinati verso il basso da un’improvvisa corrente, quasi le energie mistiche presenti in questo posto guizzassero al manifestarsi della volontà dei nostri eroi, i quali si trovano da un momento all’altro a nuotare nelle profondità abissali in un complicato labirinto di gallerie. L’aria è carica di tensione e Titania, acquisita la forma di un enorme squalo tigre grazie al nuovo gingillo comprato al Mercato Nero, guida il gruppo verso una strana struttura somigliante ad un’antichissima ziggurat, la cui apertura più grande lascia intravedere una sala centrale, forse in tempi remoti un luogo di preghiera e contemplazione. Statue di Omegran, il signore assoluto delle Profondità, adornano le pareti piene di arcaiche incisioni e mentre i Tatini si guardano attorno, nella speranza di ottenere informazioni sul luogo ancestrale in cui sono finiti, una delle statue, dalle sembianze di una sirena, sussulta improvvisamente, animandosi. La polvere di pietra volteggia sottile tra i flutti e rivela al di sotto di essa la pelle serpentina e gli orridi, malevoli occhi del demone di cui Artos per primo riconosce l’aspetto: una temibile Marilith.