Chiacchiera del Vicolo
I Tatini di Titania:
Alice B., nei panni di Titania, la Barbara Umana
Lorenzo S., nei panni di Lyron, il Warlock Mezz’elfo
Eleonora L., nei panni di Echo, la Strega Mezz’elfa
Carlo P., nei panni di Kheldian, il Druido Mezz’elfo
Julio F., nei panni di Artos, l’Artefice Umano
-Terminata la battaglia contro gli orchi ed il gigantesco ogre, i Tatini fanno la conoscenza di Merrik Minn, l’halfling appena tratto in salvo dall’assalto e di Amidor, il suo fido Pony. Il ragazzo rivela di essere un aspirante chierico di Malvar e di essere diretto a Synistas per incontrare il leggendario Vince Auran, un cavaliere tritone noto per incarnare il volere del Dio degli Abissi e dinnansi a lui sottoporsi alla prova che lo inizierà sul suo nuovo cammino.
-Il gruppo si attiva per riparare il carro dell’halfling, il quale trasportava viveri acquistati spendendo gli ultimi risparmi, destinati alla povera gente della capitale, afflitta prima dal gelo occulto e devastante che si è abbattuto sul continente ed ora da questa nuova, orribile piaga della droga nota con il paradossale nome di Meraviglia. In breve tempo, grazie alla collaborazione di Titania, Clorotea ed Artos, il carro viene riparato ed il gruppo si dirige verso una fitta macchia di bosco, dove, innalzata la capanna magica, i nostri hanno modo di riposare.
-Il giorno seguente i Tatini, concordi con le intenzioni di Merrik, partono a caccia del covo dei banditi orcheschi e guidati attraverso il bosco dall’acuta vista della strega Echo, trovano facilmente le tracce della banda, seguendole fino ad una piccola radura oltre la quale scorgono una grossa apertura nella roccia. Non potendo Amidor entrare per via del pericolo, ne’ rimanere da solo (per volontà incontrovertibile di Titania e Clorotea) i nostri decidono di farlo aspettare fuori, scortato dalla barbara e dalla paladina, mentre il resto del gruppo si addentra nell’oscurità.
-Entrati nella grotta ed avvistati i nemici, è Lyron ad aprire le danze, con i compagni al seguito, annunciando con forza il suo “ritorno a casa” e scaricando un potentissimo cono di gelo sugli orchi di guardia e mentre le devastanti esplosioni e scoppi di ballista tecnomagica di Artos riecheggiano in tutta la grotta insieme al ruggito di Kheldian, trasformato attraverso il potere della gnosi delle Ere in un titanico triceratopo, Echo non si dimostra da meno, centrando in pieno il gargantuesco capobanda troll e tre dei suoi orchi berserkers con una catena di fulmini che avrebbe tranquillamente carbonizzato una sequoia. E’ il warlock, tuttavia, sostenuto da un incessante tifo da parte di Merrik (e dai suoi incanti di guarigione) a porre fine allo scontro, dopo aver sostenuto una gragnuola di colpi, in una dimostrazione di potere ed abilità marziale senza precedenti, che si realizza in un fendente potentissimo dell’Orizzonte degli Eventi che stacca di netto la testa della creatura, la cui rigenerazione, bloccata dalle esplosioni ignee di Artos, non par ormai funzionare.
-Recuperati viveri e ricchezze, fra cui diversi animali da cortile in rozze gabbie (ora completamente surgelati per via dell’incantesimo di Lyron), frutto delle scorribande dei pelleverde, i Tatini riprendono il viaggio verso la capitale e dopo altri due giorni di cammino, giungono infine alle porte della città del Re Ragno, ancora una volta nel luogo dove tutto è iniziato: l’eterna, oscura Synistas.