Chiacchiera del Vicolo
I Tatini di Titania:
Julian R., nei panni di Orlius, il Chierico Nano
Alice B., nei panni di Titania, la Barbara Umana
Lorenzo S., nei panni di Lyron, il Warlock Mezz’elfo
Karina C., nei panni di Helena, la Guerriera umana
Eleonora L., nei panni di Echo, la Strega Mezz’elfa
Carlo P., nei panni di Kheldian, il Druido Mezz’elfo
-Nella camera con la fontana sacra e le acquasantiere vuote, i Tatini continuano le loro indagini. La luce emanata dalle rune incise negli oggetti, suggerisce ad Echo la funzione del complesso dispositivo che a quanto pare necessita di un secondo elemento per attivarsi, che tuttavia pare mancare. Secondo Orlius si tratta indubbiamente di acqua di fonte sacra. Nella camera, tra le incisioni a bassorilievo raffiguranti un’eterna guerra tra fazioni angeliche ed immonde scolpite lungo tutte le pareti, Titania e Kheldian notano oscuri, inquietanti dettagli.
-Avanzando oltre la porta della stanza verso nord, una frattura vera e propria nel pavimento separa il sentiero dei Tatini da un grosso portone di spesso e pesante metallo, privo di maniglia o serrature, apparentemente sigillato. Dal buio, all’improvviso, quattro creature orribili emergono per scagliarsi contro gli avventurieri. Si tratta di esseri tentacolati, la cui testa assomiglia ad un grosso cervello, muniti di un orribile, grottesco becco acuminato. Levitando oltre l’oscurità, le creature si lanciano fulminee all’attacco.
-Lo scontro è teso. La forza dei Tatini trova pane per i propri denti contro la resilienza degli esseri provenienti dalle profondità ed è solo grazie al tempestivo intervento di Orlius e Kheldian che Titania, paralizzata dal veleno delle creature, non viene trascinata oltre il baratro. D’improvviso, tuttavia, la palla di fuoco scagliata da Echo e plasmata grazie ai suoi poteri di strega per non danneggiare i compagni, ribalta lo scontro e grazie all’impareggiabile abilità in battaglia di Helena ed alle scariche d’energia occulta di Lyron, la battaglia ha termine.
-Ripresisi, i Tatini avanzano in una stanza secondaria, apparentemente una camera sepolcrale. Oltre ai sarcofagi, probabilmente atti a proteggere il riposo di guardie sacre e sacerdoti d’alto rango, sull’altare al centro della stanza, giace una spada di pietra dalla foggia angelica. Senza guardarsi troppo intorno, i nostri afferrano la spada e di colpo, dopo un sibilo di vento, lo spirito dell’Alto sacerdote si leva dal proprio sepolcro e lo stesso fanno gli spettri di coloro che furono la sua guardia scelta.
-Gli spiriti, animati da una cieca corruzione, abbattono la loro ira sui nostri senza concedere quartiere. Echo cade inerme sotto i colpi di uno degli spettri, mentre Orlius pare attrarre l’attenzione dello spirito del sacerdote come la luce di una lanterna fa con una falena. La situazione pare volgere al peggio, ma d’improvviso il fulmine di Weinal risuona nell’aria, quando chierico nano, seppur sotto i colpi dell’avversario, pronuncia la parola sacra, allargando le braccia e stringendo il proprio simbolo sacro, gli spiriti delle quattro guardie vengono letteralmente annichiliti dall’ondata di energia tonante, mentre il volto del fu sacerdote si deforma in un’espressione di assoluto terrore. In tutto questo, incalzato dai violenti colpi di Helena e Titania, lo spirito non riesce ad evitare la lama di Lyron, che ne prova la fibra fin nel profondo e nemmeno la magia di Kheldian, che lo trasfigura per un istante in un topo.
Un incanto dopo l’altro, un colpo dopo l’altro, lo spirito infine cade, riportando la camera sepolcrale al silenzio dei defunti e lasciando agli ammaccati Tatini un discreto tesoro…