Alice B., nei panni di Titania, la Barbara Umana
Lorenzo S., nei panni di Lyron, il Warlock Mezz’elfo
Eleonora L., nei panni di Echo, la Strega Mezz’elfa
Carlo P., nei panni di Kheldian, il Druido Mezz’elfo
Julio F., nei panni di Artos, l’Artefice Umano
Alessandra Z., nei panni di Clorotea, la Paladina Umana
-La buia grotta viene illuminata dalla luce color cremisi che si accende nelle orbite vuole degli scheletri, i quali uno dopo l’altro si alzano in piedi per gettarsi con violenza verso i Tatini. Nel frattempo Clorotea riprende i sensi, ritrovandosi con le gambe intrappolate da cristalli alieni che sembrano riempire l’intera miniera, mentre dall’oscurità provengono rumori di battaglia. Qualcuno sta soffrendo. Qualcuno ha bisogno di lei.
-I Tatini reggono l’impatto con difficoltà, ma con Echo messa fuori gioco dell’emanazione energetica palesemente collegata al Vuoto che la spinge oltre i confini del Piano Materiale e Lyron colto di sorpresa e messo rapidamente fuori gioco da un’orda di scheletri, a Titania non resta che far assaggiare ai morti la sua furia ferina, oltre all’acciaio magico del suo spadone, mentre Artos tenta il tutto per tutto per tenere il mezz’elfo al sicuro, scagliando gli emettitori sugli scheletri ed intrappolandone alcuni in un denso muro di vento. Kheldian, sopraffatto dall’istinto, si trasforma in un’enorme bestia ancestrale, provocando il crollo del ponte e cadendo rovinosamente di fronte agli avversari con un tonfo assordante.
Sono l’entrata in scena di Clorotea ed il ritorno di Echo a sovvertire le sorti della battaglia. La prima, liberatasi dai cristalli, si fa strada eliminando uno scheletro dopo l’altro e raggiunge i nostri difendendoli col proprio scudo mentre la seconda, di ritorno dalla prigione planare, abbatte sugli avversari tutta la forza dei propri incanti consentendo a Titania di giungere in aiuto di Lyron e salvarlo da una sorte orribile. Eliminata gran parte degli scheletri, ai nostri non resta che mostrare loro di che pasta sono fatti e dopo qualche istante e qualche colpo ben assestato, nella grotta torna il silenzio.
-Giunti al cospetto di una strana porta magica recante antiche incisioni e glifi, i Tatini hanno modo di far la conoscenza della splendida Clorotea e dei suoi modi “particolari”, che sembrano usciti da una strana fiaba fatta di luce, giustizia, redenzione ed idealismo.
-Superata la pesante porta grazie al lavoro degli arcanisti, i nostri entrano in una grotta il cui pavimento appare completamente coperto di cristalli e strani funghi rossi. D’un tratto, una voce nella testa dei tatini emerge come un mostro marino dagli abissi delle loro coscienze mentre un essere alieno emerge da dietro un costone di roccia, corrotto anch’esso dell’oscura maledizione che attanaglia questo luogo dannato. Le sue intenzioni sono chiare ed i Tatini, seppur feriti, sfoderano nuovamente le armi, pronti alla battaglia imminente.